Il Tirreno

Grosseto

La Fonderia 1 sarà la mente dell’Ilva

di Paola Villani
La Fonderia 1 sarà la mente dell’Ilva

Firmato l’accordo con la Normale, Benini cala l’asso: «Diventerà il centro direzionale di tutta l’area»

3 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. La rinascita dell’Ilva passa dalla cultura. Rinascita è la parola che ieri mattina alla Fonderia 1 è stata usata di più. Sì, perché la firma della convenzione con la Scuola Normale di Pisa – alla presenza del governatore della Toscana Enrico Rossi – ha celebrato un nuovo corso. Con l’accordo quinquennale con la Scuola d’Eccellenza pisana – che nella struttura porterà laboratori e ricerca – si chiude un cerchio ma nel contempo si apre una vita tutta da costruire per l’area della città fabbrica. Dopo il museo del ferro e della ghisa – Magma – dopo il teatro Leopolda, adesso protagonista è la Fonderia 1, una sala espositiva dal fascino indiscutibile, ma con una destinazione d’uso non semplice da progettare.

Se infatti le sale dell’ex Forno di San Ferdinando hanno dato vita ad un museo, se l’altra ex fabbrica dell’Ilva ha dato a battesimo un teatro oggi alla sua terza stagione, la Fonderia 1 per ora, era stata aperta a spot e solo per appuntamenti che potevano trovare lì una location degna. Adesso quella finalità è stata trovata: diventerà, almeno così spera l’amministrazione, il centro direzionale di tutta l’area dell’Ilva, che nelle intenzioni del Comune deve essere il cuore culturale della città, ma deve avere anche caratteristiche residenziali e ricettive.

Per portare la vita dentro quell’enorme spazio c’è bisogno ancora di tanto lavoro: ci sono altri stabili da ristrutturare, altri problemi da risolvere e poi c’è la scommessa più grande: indurre i cittadini a viverlo.

Ieri mattina alla Fonderia 1 erano presenti il direttore della Normale Vincenzo Barone, il sindaco Andrea Benini e il presidente della Toscana Rossi. Di fronte a loro tutte le autorità civili e militari della Maremma. «Questo di oggi è un nuovo inizio per la nostra città – ha detto Benini – voglio ringraziare chi mi ha preceduto per aver creduto in questo sogno: altri Comuni che avevano vinto il finanziamento Piuss si sono fermati dopo poco, noi invece siamo riusciti a portare a termine la nostra scommessa, riqualificando parte dell’Ilva e creando il Parco Centrale. Non era così scontato in un momento di grandi difficoltà economiche per gli enti pubblici, ma ce l’abbiamo fatta. Adesso è anche iniziato il percorso per l’acquisizione di tutta la vecchia città fabbrica nel patrimonio comunale, fatta eccezione per la zona della Forestale, grazie al federalismo demaniale. Quella della Fonderia 1 era la sfida più difficile: trovarne la funzione giusta non era semplice. Ma oggi, grazie alla collaborazione con la Normale, quella finalità c’è, e credo che ciò che accadrà qua dentro sarà il filo che legherà tutti gli altri luoghi dell’Ilva».

La collaborazione con la Scuola d’Eccellenza, per adesso, avrà una durata quinquennale: presto verranno allestite le sale, grazie anche ad un primo finanziamento regionale di 100. 000 euro. La ricerca dell’istituto verterà sull’agroalimentare e sui beni culturali, ma saranno anche altri gli ambiti su cui si concentrerà il gruppo di studiosi legati alla Normale.

Sarà un’esperienza nuova che darà valore alla storia racchiusa nelle mura della Fonderia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato