Il Tirreno

Grosseto

Guano degli storni «Senza dissuasori la pulizia è inutile»

Guano degli storni «Senza dissuasori la pulizia è inutile»

Via Bonghi, abitanti protestano dopo l’intervento comunale Auto, marciapiedi e cassonetti sono di nuovo sporchissimi

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GROSSETO. Alcune zone di Grosseto sono state ripulite i giorni scorsi dal guano di storni che le ricopriva grazie alle macchine pulitrici di Sei incaricate dal Comune. L’aria era tornata respirabile, i marciapiedi e cassonetti puliti, gli abitanti soddisfatti. Quell’odore acre, intenso e nauseabondo sembrava superato. Il problema risolto.

E poi? Passato un giorno tutto torna com’era: riecco gli storni e il guano che insozzano parcheggi, auto e marciapiedi vanificando il lavoro del Comune. Siamo in via Bonghi a Grosseto, zona centralissima e bazzicata dai fastidiosi volatili che sparano escrementi al suolo nelle zone di loro gradimento. Nel parcheggio la situazione era al top. Marciapiedi maleodoranti e scivolosi, cassonetti bombardati di pallini, persino il cartello con la P di parcheggio tutto imbrattato.

Dopo le segnalazioni il Comune si muove. Giovedì 21 settembre viene disposta la super pulizia antiguano tra via Bonghi e via Saturnia e nel suddetto parcheggio che s’apre tra l’una e l’altra strada. Con un’ordinanza del 15 settembre l’amministrazione comunale dà il via libera all’apertura di un cantiere stradale per le operazioni di bonifica.

Scatta il divieto di sosta per permettere le operazioni. «Pulizia che viene fatta davvero - confermano alcuni abitanti - Quel giorno arrivano 6-7 persone con sistole e macchine spazzatrici, circondate da alcuni vigili della Municipale a controllare. Poi però...».

La strada torna subito sott’attacco (per la verità non ha mai smesso): i marciapiedi appena puliti si ricoprono di guano in un batter di ciglia, i cassonetti idem. Un’auto è sommersa (a destra la foto): vetri e carrozzeria sono tutti ricoperti di escrementi bianchi. In terra, a ridosso di un marciapiede, c’è uno storno morto. Insorgono gli abitanti, che da giorni sono costretti a restare con le finestre di casa chiuse per colpa del fetore. E che lamentano come si sia curato il sintomo anziché la malattia.

«Che senso ha - dicono - che il Comune prima pulisca e poi pensi di mettere i dissuasori? Eventualmente era da fare il contrario, cioè prima mettere i dissuasori e poi pulire il guano. Sennò è normale che tutto si risporchi come prima. Così si buttano via solo i soldi».

Una situazione assurda, la descrivono gli abitanti ripensando «a questo inutile intervento di pulizia pagato dai cittadini e nel quale pare che gli uffici ragionino a compartimenti stagni senza comunicare».

Il posteggio è ancora infestato e nulla si è risolto. Anzi.

«La mattina verso le 7 è sempre più deserto perché la gente, la sera, non vuole più parcheggiarci». (el. g.)



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