La manifestazione
Giovane partorisce in ambulanza
di Ivana Agostini
Ventiduenne chiama il 118. Un mezzo della Cri scatta per portarla in ostetricia, ma la piccola ha fretta
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PORTO ERCOLE. Si chiama Ariana, pesa 3700 grammi e fra i suoi segni particolari ha quello di essere nata in ambulanza. La piccola non vedeva l’ora di venire al mondo tanto che non ha aspettato che sua mamma arrivasse in ospedale ma ha deciso di emettere il suo primo vagito dentro al mezzo di soccorso.
È successo nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 settembre a Porto Ercole, intorno alle 3.
La partoriente, una ragazza di 22 anni originaria dell’Europa dell’Est al suo terzo figlio, è stata improvvisamente colta dai dolori del parto e, consapevole che non sarebbe stata in grado di arrivare a Grosseto, ha chiamato l’ambulanza del 118. La giovane mamma si è resa conto che gli eventi stavano precipitando e che la sua terzogenita non voleva più saperne di aspettare a nascere. È intervenuto il mezzo della Croce Rossa che l’ha caricata per portarla al reparto di ostetricia del Misericordia di Grosseto.
La piccola però aveva già deciso di venire al mondo e, infatti così ha fatto non appena l’ambulanza è partita da Porto Ercole. La mamma è stata assistita dal medico e dal personale dello stesso equipaggio dell’emergenza sanitaria, addestrati anche per queste evenienze. Durante il parto e per tutto il viaggio verso Grosseto, il personale sanitario dell’ambulanza è stato in contatto costante con l’équipe formata da un ginecologo, un’ostetrica e un neonatologo dell’ospedale di Grosseto che ha preso in carico la mamma e la piccola non appena sono arrivati al pronto soccorso di Grosseto prima di essere trasferiti in ostetricia.
La mamma e la bambina stanno bene anche se la paura è stata tanta.
In provincia di Grosseto non è la prima volta che si nasce in ambulanza. Anni fa la stessa sorte della ragazza che abita a Porto Ercole era toccata a una giovane donna di origini marocchine abitante a Ribolla.
Il piccolo era nato un mese prima del parto. Un evento emozionante non solo per i genitori per i quali si mescolano insieme una miriade di sentimenti ma anche per i soccorritori che - seppur addestrati anche a far partorire donne in ambulanza - avranno provato una grande emozione nel far venire al mondo un piccolo fagottino rosa. Tutto è bene quel che finisce bene, e ora Ariana e la sua mamma sono al sicuro all’ospedale di Grosseto. Il prossimo viaggio di Ariana sarà quello del ritorno verso Porto Ercole.
È successo nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 settembre a Porto Ercole, intorno alle 3.
La partoriente, una ragazza di 22 anni originaria dell’Europa dell’Est al suo terzo figlio, è stata improvvisamente colta dai dolori del parto e, consapevole che non sarebbe stata in grado di arrivare a Grosseto, ha chiamato l’ambulanza del 118. La giovane mamma si è resa conto che gli eventi stavano precipitando e che la sua terzogenita non voleva più saperne di aspettare a nascere. È intervenuto il mezzo della Croce Rossa che l’ha caricata per portarla al reparto di ostetricia del Misericordia di Grosseto.
La piccola però aveva già deciso di venire al mondo e, infatti così ha fatto non appena l’ambulanza è partita da Porto Ercole. La mamma è stata assistita dal medico e dal personale dello stesso equipaggio dell’emergenza sanitaria, addestrati anche per queste evenienze. Durante il parto e per tutto il viaggio verso Grosseto, il personale sanitario dell’ambulanza è stato in contatto costante con l’équipe formata da un ginecologo, un’ostetrica e un neonatologo dell’ospedale di Grosseto che ha preso in carico la mamma e la piccola non appena sono arrivati al pronto soccorso di Grosseto prima di essere trasferiti in ostetricia.
La mamma e la bambina stanno bene anche se la paura è stata tanta.
In provincia di Grosseto non è la prima volta che si nasce in ambulanza. Anni fa la stessa sorte della ragazza che abita a Porto Ercole era toccata a una giovane donna di origini marocchine abitante a Ribolla.
Il piccolo era nato un mese prima del parto. Un evento emozionante non solo per i genitori per i quali si mescolano insieme una miriade di sentimenti ma anche per i soccorritori che - seppur addestrati anche a far partorire donne in ambulanza - avranno provato una grande emozione nel far venire al mondo un piccolo fagottino rosa. Tutto è bene quel che finisce bene, e ora Ariana e la sua mamma sono al sicuro all’ospedale di Grosseto. Il prossimo viaggio di Ariana sarà quello del ritorno verso Porto Ercole.
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