Sicurezza
Autobus ko e utenti a piedi La rabbia dei pendolari
di Fiora Bonelli
Un gruppo di persone di Castell’Azzara denuncia guasti e infiltrazioni quando piove «Tiemme ci ha risposto dopo un mese dicendo che è tutto a posto: incredibile»
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CASTELL’AZZARA. I pullman di montagna della Tiemme «fanno acqua da tutte le parti». E non è un modo di dire. Perché quando piove in alcuni entra acqua per davvero. E non è finita.
Oltre a non riparare i passeggeri, si rompono spesso e lasciano gli utenti a piedi. Se non fosse per la prontezza e la disponibilità degli autisti, i passeggeri sarebbero davvero penalizzati perché costretti a ritardi per andare a lavoro e a scuola.
La storia la racconta un gruppo di pendolari che quotidianamente usano i mezzi che partono da Castell’Azzara per raggiungere varie località (Abbadia San Salvatore, Castel del Piano, Grosseto, Pitigliano).
«Non si sa se si parte e se si torna – dicono –. La situazione è drammatica perché questi mezzi di rompono continuamente e, se non ci fossero gli autisti superman che al bisogno portano sul posto un pullman di ricambio e si fanno in quattro per poter ripartire, sarebbero dolori. Senza contare, poi, che se piove l’acqua entra dentro il mezzo e noi non ci sentiamo per niente salvaguardati. Eppure l’abbonamento lo paghiamo come tutti quelli che hanno a disposizione mezzi efficienti».
Il gruppo di passeggeri (lavoratori pendolari e studenti, oltre agli utenti occasionali) racconta fatti e episodi che ormai si ripetono continuamente.
«L’altro giorno – dicono – il pullman si fermò a Santa Fiora e fu per puro caso e per fortuna che riuscimmo a prendere una coincidenza per Arcidosso facendo una corsa per la piazza per raggiungere la più vicina fermata».
Un’altra volta il pullman si è fermato al Bivio Terni, vicino a Selvena. «È un luogo isolato – dicono ancora i pendolari – dove le coincidenze non sono proprio possibili. In quel caso ci vennero a prendere i familiari con le automobili, altrimenti saremmo restati lì».
L’ultimo episodio ieri mattina. «Stavamo aspettando il pullman alla fermata – raccontano i pendolari – quando siamo stati avvisati da un automobilista di passaggio che il mezzo che dovevamo prendere era fermo perché si era rotto. Siamo stati costretti a partire con le nostre automobili per non perdere la coincidenza. Abbiamo deciso così di rendere pubblici questi fatti, perché il sabato non risponde nemmeno il numero verde 800 570530 della Regione».
Una situazione, insomma, a dir poco spiacevole per risolvere la quale il gruppo di pendolari ha scritto tempo addietro pure alla Regione adun indirizzo apposito a cui si possono rivolgere gli utenti della Tiemme.
«Ci hanno risposto dopo un mese – dicono i pendolari – assicurandoci che tutti i mezzi sono periodicamente revisionati e dunque non è possibile che si rompano. Incredibile. Chiediamo quindi alla Tiemme di offriore un servizio più efficiente e più sicuro per i passeggeri e nello stesso tempo ringraziamo gli autisti per la loro totale disponibilità che molte volte ci ha tirato fuori da ritardi notevoli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Oltre a non riparare i passeggeri, si rompono spesso e lasciano gli utenti a piedi. Se non fosse per la prontezza e la disponibilità degli autisti, i passeggeri sarebbero davvero penalizzati perché costretti a ritardi per andare a lavoro e a scuola.
La storia la racconta un gruppo di pendolari che quotidianamente usano i mezzi che partono da Castell’Azzara per raggiungere varie località (Abbadia San Salvatore, Castel del Piano, Grosseto, Pitigliano).
«Non si sa se si parte e se si torna – dicono –. La situazione è drammatica perché questi mezzi di rompono continuamente e, se non ci fossero gli autisti superman che al bisogno portano sul posto un pullman di ricambio e si fanno in quattro per poter ripartire, sarebbero dolori. Senza contare, poi, che se piove l’acqua entra dentro il mezzo e noi non ci sentiamo per niente salvaguardati. Eppure l’abbonamento lo paghiamo come tutti quelli che hanno a disposizione mezzi efficienti».
Il gruppo di passeggeri (lavoratori pendolari e studenti, oltre agli utenti occasionali) racconta fatti e episodi che ormai si ripetono continuamente.
«L’altro giorno – dicono – il pullman si fermò a Santa Fiora e fu per puro caso e per fortuna che riuscimmo a prendere una coincidenza per Arcidosso facendo una corsa per la piazza per raggiungere la più vicina fermata».
Un’altra volta il pullman si è fermato al Bivio Terni, vicino a Selvena. «È un luogo isolato – dicono ancora i pendolari – dove le coincidenze non sono proprio possibili. In quel caso ci vennero a prendere i familiari con le automobili, altrimenti saremmo restati lì».
L’ultimo episodio ieri mattina. «Stavamo aspettando il pullman alla fermata – raccontano i pendolari – quando siamo stati avvisati da un automobilista di passaggio che il mezzo che dovevamo prendere era fermo perché si era rotto. Siamo stati costretti a partire con le nostre automobili per non perdere la coincidenza. Abbiamo deciso così di rendere pubblici questi fatti, perché il sabato non risponde nemmeno il numero verde 800 570530 della Regione».
Una situazione, insomma, a dir poco spiacevole per risolvere la quale il gruppo di pendolari ha scritto tempo addietro pure alla Regione adun indirizzo apposito a cui si possono rivolgere gli utenti della Tiemme.
«Ci hanno risposto dopo un mese – dicono i pendolari – assicurandoci che tutti i mezzi sono periodicamente revisionati e dunque non è possibile che si rompano. Incredibile. Chiediamo quindi alla Tiemme di offriore un servizio più efficiente e più sicuro per i passeggeri e nello stesso tempo ringraziamo gli autisti per la loro totale disponibilità che molte volte ci ha tirato fuori da ritardi notevoli».
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