Trasporti
A farne le spese bosco e macchia
Nel mirino le zone di Grosseto e Castiglione, seguono Civitella e Monterotondo
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GROSSETO. Umberto Fralassi, responsabile Aib, dettaglia anche la tipologia di bosco più colpita in questo 2017 di fumo e cenere.
«Risulta essere il bosco ceduo, la macchia mediterranea a prevalenza di sclerofille sempreverdi, che caratterizza le colline interne e costiere della Maremma. Di contro, poi, ci sono gli incendi che interessano le pinete (a prevalenza di pino domestico e marittimo) e che solitamente destano più allarme, anche nei casi in cui il singolo evento viene subito definito sotto controllo. Infine le zone più calde (per numero di eventi totali e superficie interessata): Grosseto e Castiglione della Pescaia fanno registrare il maggior numero di fuochi, seguono Civitella, Monterotondo e Roccastrada. La zona a sud del capoluogo, invece, nel 2017 si è salvata, escludendo l’incendio di Capalbio, all’Ultima Spiaggia».
Riguardo all’organizzazione del servizio di prevenzione e repressione degli incendi, Fralassi dettaglia compiti e mansioni. «La Regione Toscana di recente ha individuato, nelle varie province, il cosiddetto referente Aib (sigla che sta per antincendio boschivo), con funzioni di coordinamento con vigili del fuoco, altri uffici dello Stato, enti locali, carabinieri forestali, volontariato e Croce Rossa. Insieme perseguiamo l’obiettivo di combattere con efficacia i roghi, ottimizzando le risorse disponibili e coordinando le diverse attività e competenze».
Per la cronaca il periodo cosiddetto “ad alta operatività” si è concluso il 15 settembre, quando è decaduto anche il divieto di approvigionamento. In questo momento sono interrotti i servizi di avvistamento e quelli di pattugliamento e reperibilità. Allo spegnimento da terra degli incendi boschivi e alle operazioni di bonifica connesse provvedono, oltre ai vigili del fuoco, le squadre e i gruppi Aib, costituiti dagli operai forestali degli enti competenti (unione di Comuni e Comuni), dagli operai forestali, dal personale dei parchi regionali e dai volontari delle associazioni convenzionate inserite nei piani operativi: La Racchetta Alta Maremma, La Racchetta Capalbio–Orbetello, La Racchetta Monte Argentario, La Racchetta Civitella Paganico, e le Vab Follonica, Isola del Giglio, Arcidosso e Colline Metallifere. (g. b.)
«Risulta essere il bosco ceduo, la macchia mediterranea a prevalenza di sclerofille sempreverdi, che caratterizza le colline interne e costiere della Maremma. Di contro, poi, ci sono gli incendi che interessano le pinete (a prevalenza di pino domestico e marittimo) e che solitamente destano più allarme, anche nei casi in cui il singolo evento viene subito definito sotto controllo. Infine le zone più calde (per numero di eventi totali e superficie interessata): Grosseto e Castiglione della Pescaia fanno registrare il maggior numero di fuochi, seguono Civitella, Monterotondo e Roccastrada. La zona a sud del capoluogo, invece, nel 2017 si è salvata, escludendo l’incendio di Capalbio, all’Ultima Spiaggia».
Riguardo all’organizzazione del servizio di prevenzione e repressione degli incendi, Fralassi dettaglia compiti e mansioni. «La Regione Toscana di recente ha individuato, nelle varie province, il cosiddetto referente Aib (sigla che sta per antincendio boschivo), con funzioni di coordinamento con vigili del fuoco, altri uffici dello Stato, enti locali, carabinieri forestali, volontariato e Croce Rossa. Insieme perseguiamo l’obiettivo di combattere con efficacia i roghi, ottimizzando le risorse disponibili e coordinando le diverse attività e competenze».
Per la cronaca il periodo cosiddetto “ad alta operatività” si è concluso il 15 settembre, quando è decaduto anche il divieto di approvigionamento. In questo momento sono interrotti i servizi di avvistamento e quelli di pattugliamento e reperibilità. Allo spegnimento da terra degli incendi boschivi e alle operazioni di bonifica connesse provvedono, oltre ai vigili del fuoco, le squadre e i gruppi Aib, costituiti dagli operai forestali degli enti competenti (unione di Comuni e Comuni), dagli operai forestali, dal personale dei parchi regionali e dai volontari delle associazioni convenzionate inserite nei piani operativi: La Racchetta Alta Maremma, La Racchetta Capalbio–Orbetello, La Racchetta Monte Argentario, La Racchetta Civitella Paganico, e le Vab Follonica, Isola del Giglio, Arcidosso e Colline Metallifere. (g. b.)
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