Sicurezza
«Troppi rifugiati, dovete mandarli via»
di Alfredo Faetti
Bellettini e Baccetti (Insieme per Roccastrada) criticano il sistema di accoglienza e le agevolazioni riservate ai profughi
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ROCCASTRADA. I migranti occupati nei lavori di pubblica utilità. «Questo avviene soltanto nei sogni, la realtà ha ben altre sfaccettature: gli pseudo rifugiati bighellonano tutto il giorno, non sono sufficientemente controllati, si spostano continuamente, non sappiamo a fare cosa, anche verso Grosseto usufruendo dei mezzi pubblici». Moreno Bellettini e Simonetta Baccetti, rispettivamente coordinatore e consigliere comunale di Insieme per Roccastrada, non vanno tanto per il sottile sull’accoglienza nel territorio. Dubitano, forti dei risultati, che i lavori di pubblica utilità siano stati effettivamente svolti e si chiedono al sindaco Francesco Limatola, etichettato come un «piazzista», a intervenire per far diminuire il numero degli esuli dai centri roccastradini.
«Invitiamo il sindaco – dicono – a non rallegrarsi troppo della sua decisione di aderire allo Sprar, ad attivarsi per far allontanare dal comune di Roccastrada almeno 50 dei migranti presenti e tenersi quelli previsti dall’accordo stato comuni. In caso contrario il comune di Roccastrada vedrà aumentare le presenze dalle attuali 80 a oltre le 100 con tre soggetti gestori». Ma Lamitola difende la sua scelta: «siamo passati dal modello prefettizio per l’accoglienza a quello dello Sprar, perché è la soluzione migliore», dice.
In questo lembo di Maremma, lungo le colline che dal paese scende a valle comprendendo le frazioni, la questione migranti è piuttosto calda.
Nel comune di Roccastrada ad oggi sono circa ottanta, suddivisi tra vari centri d’accoglienza che fanno capo a due realtà distinte: la Partecipazione e Sviluppo (a Roccastrada) e Uscita di Sicurezza (a Ribolla).
Nei giorni scorsi è arrivato l’annuncio dell’amministrazione che intende inviare la richiesta di attivazione dello Sprar in Prefettura, ricordando i lavori di pubblica utilità che i migranti hanno svolto nei vari centri. «Dal decoro urbano al taglio dell’erba fino alla pulitura e manutenzione di strutture comunali, con adozione dei luoghi che li hanno accolti», recita la nota del Comune.
Bellettini e Baccetti, però, non hanno visto tutto questo fermento. «A noi risulta che solo qualcuno si è reso disponibile a fare qualcosa lavorando per poche ore – dicono – Ormai sono presenti da molti mesi e se i sessanta maschi fossero stati impiegati per i lavoretti di normale manutenzione il capoluogo e le frazioni non sarebbero a rischio idraulico a causa delle caditoie e canale di scolo stradale occluse, invasi dalle erbacce, le pavimentazioni delle piazze e dei monumenti sarebbero a norma e puliti» e via discorrendo.
Insomma, «sessanta lavoratori impiegati soltanto per due giorni in ogni paese, avrebbero risolto con poca fatica quanto sopra elencato, restituendo a tutto il comune l’attuale carente decoro urbano», dicono da Insieme per Roccastrada, critici anche sul fatto che ai migranti vengono date le stesse agevolazioni per il trasporto pubblico riservate alle categorie protette, «quando studenti, lavoratori e cittadini normali di norma pagano per spostarsi da Roccastrada a Grosseto».
Il sindaco però va avanti per la sua strada. «Lo Sprar permette il controllo diretto da parte del Comune, di organizzare programmi d’integrazione e di definire il rapporto migranti-abitanti», dice Limatola.
Bellettini e Baccetti però sono determinati: almeno cinquanta di quei rifugiati che vivono a Roccastrada, per loro, dovrebbero essere allontanati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Invitiamo il sindaco – dicono – a non rallegrarsi troppo della sua decisione di aderire allo Sprar, ad attivarsi per far allontanare dal comune di Roccastrada almeno 50 dei migranti presenti e tenersi quelli previsti dall’accordo stato comuni. In caso contrario il comune di Roccastrada vedrà aumentare le presenze dalle attuali 80 a oltre le 100 con tre soggetti gestori». Ma Lamitola difende la sua scelta: «siamo passati dal modello prefettizio per l’accoglienza a quello dello Sprar, perché è la soluzione migliore», dice.
In questo lembo di Maremma, lungo le colline che dal paese scende a valle comprendendo le frazioni, la questione migranti è piuttosto calda.
Nel comune di Roccastrada ad oggi sono circa ottanta, suddivisi tra vari centri d’accoglienza che fanno capo a due realtà distinte: la Partecipazione e Sviluppo (a Roccastrada) e Uscita di Sicurezza (a Ribolla).
Nei giorni scorsi è arrivato l’annuncio dell’amministrazione che intende inviare la richiesta di attivazione dello Sprar in Prefettura, ricordando i lavori di pubblica utilità che i migranti hanno svolto nei vari centri. «Dal decoro urbano al taglio dell’erba fino alla pulitura e manutenzione di strutture comunali, con adozione dei luoghi che li hanno accolti», recita la nota del Comune.
Bellettini e Baccetti, però, non hanno visto tutto questo fermento. «A noi risulta che solo qualcuno si è reso disponibile a fare qualcosa lavorando per poche ore – dicono – Ormai sono presenti da molti mesi e se i sessanta maschi fossero stati impiegati per i lavoretti di normale manutenzione il capoluogo e le frazioni non sarebbero a rischio idraulico a causa delle caditoie e canale di scolo stradale occluse, invasi dalle erbacce, le pavimentazioni delle piazze e dei monumenti sarebbero a norma e puliti» e via discorrendo.
Insomma, «sessanta lavoratori impiegati soltanto per due giorni in ogni paese, avrebbero risolto con poca fatica quanto sopra elencato, restituendo a tutto il comune l’attuale carente decoro urbano», dicono da Insieme per Roccastrada, critici anche sul fatto che ai migranti vengono date le stesse agevolazioni per il trasporto pubblico riservate alle categorie protette, «quando studenti, lavoratori e cittadini normali di norma pagano per spostarsi da Roccastrada a Grosseto».
Il sindaco però va avanti per la sua strada. «Lo Sprar permette il controllo diretto da parte del Comune, di organizzare programmi d’integrazione e di definire il rapporto migranti-abitanti», dice Limatola.
Bellettini e Baccetti però sono determinati: almeno cinquanta di quei rifugiati che vivono a Roccastrada, per loro, dovrebbero essere allontanati.
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