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Sull’Amiata c’è un borgo senza i numeri civici

Sull’Amiata c’è un borgo senza i numeri civici

SEGGIANO. C’è un borgo amiatino che aspetta ancora la sua toponomastica e i numeri civici delle abitazioni. Pescina, oggi frazione di Seggiano, è stata istituita a grande richiesta dei cittadini,...

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SEGGIANO. C’è un borgo amiatino che aspetta ancora la sua toponomastica e i numeri civici delle abitazioni. Pescina, oggi frazione di Seggiano, è stata istituita a grande richiesta dei cittadini, come frazione con delibera consiliare del 19 marzo 2010. E con delibera della giunta del 5 maggio 2010 furono individuati i toponimi delle vie, approvati, come da normativa vigente, dalla prefettura di Grosseto.

Era una necessità. Ma ancora oggi, dell’istallazione dei cartelli e dei numeri civici, nulla si sa. Il disagio delle cittadinanza non è di poco conto e così un cittadino seggianese, che abita a Pescina, Manrico Dringoli, ex consigliere comunale di Seggiano, scrive al Prefetto segnalando che «a tutt’oggi il Comune di Seggino non ha provveduto agli adempimenti previsti dalle due deliberazioni e all’istallazione, dunque, dei cartelli coi toponimi e i numeri civici. Tutto questo – si lamenta Dringoli – crea disagio e perdita di tempo quando si tratta di reperire persone residenti e/o proprietarie di abitazioni nella frazione».

Dringoli segnala in particolare le difficoltà notevoli da parte delle ambulanze del servizio 118 e dei vigili del fuoco, e indica varie situazioni in cui la popolazione e coloro che hanno necessità di contattare persone si trova in estremo disagio: «È il caso– dice– della consegna dei prodotti postali, oppure dei corrieri delle merci, oppure in caso di interventi eventuali della protezione civile. Ogni volta che c’è da cercare una persona – incalza Dringoli – ci sono intoppi. D’altra parte non c’è indirizzo, perché nomi di strade e numeri civici sono inesistenti».

Le difficoltà, insomma ci sono, perché fino ad ora Pescina è organizzata per singole località, dove vi sono gruppi di abitazioni, per cui bisogna chiamare questo o quello per capire quale sia l’abitazione della persona cercata.

Dringoli si rivolge al prefetto ricordando anche la sua professione di addetto a questo servizio al comune di Arcidosso, e dunque si ritiene persona informata dei fatti ed esperta in materia: «Ho ritenuto portare a conoscenza la prefettura – scrive Dringoli – in quanto la toponomastica per me è stato un servizio quotidiano, indispensabile per il cittadino. Sono stato infatti – dice– responsabile del servizio di toponomastica, referente comunale Istat e anche dei censimenti Istat per il comune di Arcidosso».

Dringoli auspica che la «questione venga risolta prima possibile, anche perché – dice– nella passata legislatura già era stata prevista a bilancio una cifra per istallare cartelli col nome delle vie e delle piazze e numeri civici. Dunque anche i soldi ci sono, i nomi delle strade pure e con tanto di approvazione della prefettura. Manca solo la volontà di farlo». (f. b.)

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