Il Tirreno

Grosseto

Floramiata, spiragli dalla Regione

di Fiora Bonelli
Floramiata, spiragli dalla Regione

Il presidente Rossi annuncia che cercherà forme di sostegno al reddito per chi è senza lavoro

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MONTE AMIATA. Floramiata, l’azienda florivivaistica di Piancastagnaio, amministrata dal curatore fallimentare Gianni Sismondi, sta riprendendo quota. Ma retano nel limbo gli ex dipendenti licenziati e gli avventizi non richiamati al lavoro e non coperti da alcun ammortizzatore. Per tamponare la situazione, alcuni giorni fa il sindaco di Abbadia S. Salvatore Fabrizio Tondi, anche in rappresentanza della presidente dell’Unione di Comuni Valeria Agnelli e del sindaco di Piancastagnaio Luigi Vagaggini è andato a Firenze, per un incontro convocato dall’assessora al lavoro Cristiana Grieco.

Si è parlato degli ex lavoratori di Floramiata ma anche della crisi occupazionale dell’Amiata che ha investito realtà imprenditoriali come Nuova Rivart, Amiata Marmi e altre aziende, mettendo in crisi decine e decine di lavoratori.

L’incontro si è svolto con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, i sindacati di categoria della Cgil, Cisl, Uil e il curatore fallimentare di Floramiata. Al centro c’erano i problemi occupazionali di cui il sindaco Tondi si è fatto interprete, portando un documento preparato dagli ex dipendenti che sono rimasti fuori dal novero delle nuove maestranze. Poi ci sono gli avventizi, senza lavoro dall’ottobre 2015. Sia il presidente Rossi che l’assessora Grieco, hanno ricordato l’avvio di una soluzione concreta, con atti già avviati al ministero del lavoro, da cui dovrebbero arrivare 30 milioni di euro destinati ai lavoratori in aree di crisi.

La richiesta di Tondi per una soluzione tampone nell’immediato è di impiegare queste persone, alcuni delle quali cinquantenni e anche sessantenni, in lavori socialmente utili nell’ambito del ruscellamento montano: «L’Amiata ha bisogno di rimpinguare le sue sorgenti – ha detto – e dunque occorre manodopera per non disperdere inutilmente le acque». Tondi ha ricordato anche a Rossi che la Regione deve intervenire per restituire all’Amiata quei soldi del Psr che sono stati deviati in altre zone toscane. All’Amiata non sono arrivate nemmeno le briciole: «Abbiamo spinto Rossi a rinnovare questo impegno che si era preso in passato – dice – perché la ripartizione dei fondi deve essere equa». Tondi ha ricordato anche il problema forestazione.

Il presidente Rossi, accennando a un piano complessivo per l’Amiata, ha sostenuto la necessità di giungere velocemente alla stipula di un protocollo con l’attivazione di forme di sostegno al reddito per chi è senza lavoro.

Sulla questione, la lega Nord ha presentato in consiglio regionale una mozione a firma di Marco Casucci: «Ho deciso di predisporre una mozione – dice Casucci –in cui chiedo alla Giunta regionale di mettere in atto uno strumento finanziario con il quale possano essere anticipati ai lavoratori privi di tutele sociali, anche attraverso la collaborazione con Fidi Toscana, le varie spettanze arretrate. Lo stesso vale per la risoluzione delle pressanti criticità che, a detta dell’Inps, impedirebbero la liquidazione del Tfr per la quota spettante alla stessa tesoreria dell’Istituto previdenziale».

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