La manifestazione
confartigianato
Nuovi posti con gli apprendisti
Quasi 1.400 nel 2016, al top i settori commercio e servizi
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GROSSETO. Grazie agli apprendisti, in Maremma spuntano nuovi posti di lavoro. Lo dice Confartigianato analizzando dati forniti dal Centro per l’impiego. Nel 2016 gi apprendisti sono stati 1.391 in tutta la provincia (735 uomini e 656 donne; nel dettaglio 720 a Grosseto, 347 a Orbetello, 222 a Follonica, 66 a Arcidosso e 36 a Manciano) contro i 1.080 del 2015 (564 uomini e 516 donne; 576 a Grosseto, 244 a Orbetello, 181 a Follonica, 51 a Arcidosso e 28 a Manciano).
«Numeri – dice l’associazione – che confermano come il mercato del lavoro, anche in Maremma, stia dando segni di risveglio. Un risveglio all’insegna delle nuove professionalità».
In questo quadro, considerando anche la tipologia della maggior parte delle aziende in attività in provincia, l’artigianato fa la parte del leone. Al primo posto ci sono le professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi (857 assunzioni, contro le 658 dell’anno precedente), poi gli artigiani, gli operai specializzati e gli agricoltori (236, erano 187 nel 2015), le professioni esecutive nel lavoro d’ufficio (148, erano 121), le professioni non qualificate (68, erano 56), le professioni tecniche (39, erano 29), i conduttori di impianti, gli operai di macchinari fissi e mobili e i conducenti di veicoli (30, erano 23) e le professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione (13 contro 6).
«È una buona notizia che, anche in Maremma, le imprese stiano tornando a cercare e soprattutto ad assumere apprendisti – dice Mauro Ciani, segretario generale di Confartigianato Imprese Grosseto –: è il segnale che qualcosa si muove nel mondo dell’occupazione giovanile. I datori di lavoro sono a caccia di tecnici che abbiano competenze specifiche e questo favorisce i giovani che hanno appena completato, o stanno completando, la loro formazione. Qualificazione dev’essere la parola d’ordine: avere competenze paga. Bisogna ripartire dall’apprendistato per offrire risposte efficaci alle imprese e per preparare i giovani a entrare in un mercato del lavoro che richiede competenze tecniche evolute. Per questo auspichiamo interventi del governo per l’occupazione giovanile».
Tra gli apprendisti assunti in provincia, la stragrande maggioranza sono italiani (1.163, divisi equamente tra donne e uomini), poi romeni (79), albanesi (29), ucraini (15), moldavi (13), bangladesi (10), cingalesi (7), marocchini (7) e tedeschi (7): statistiche rimaste costanti nel rapporto tra i due ultimi anni presi a riferimento, con l’unica differenza dell’aumento dei valori assoluti. La fascia d’età più richiesta è quella tra 19 e 25 anni (967 assunzioni, con leggera prevalenza degli uomini), poi 26-29 anni (345), 15-18 anni (76) e infine gli over 29 (3 assunzioni).
Prosegue spedita anche l’alternanza scuola-lavoro, oggetto di analisi in un recente convegno della Fondazione Atlante. In provincia 35 sedi scolastiche l’hanno resa obbligatoria l’anno scorso per complessivi 79 progetti e 3.490 studenti coinvolti (su un totale toscano di 44.460).
«Numeri – dice l’associazione – che confermano come il mercato del lavoro, anche in Maremma, stia dando segni di risveglio. Un risveglio all’insegna delle nuove professionalità».
In questo quadro, considerando anche la tipologia della maggior parte delle aziende in attività in provincia, l’artigianato fa la parte del leone. Al primo posto ci sono le professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi (857 assunzioni, contro le 658 dell’anno precedente), poi gli artigiani, gli operai specializzati e gli agricoltori (236, erano 187 nel 2015), le professioni esecutive nel lavoro d’ufficio (148, erano 121), le professioni non qualificate (68, erano 56), le professioni tecniche (39, erano 29), i conduttori di impianti, gli operai di macchinari fissi e mobili e i conducenti di veicoli (30, erano 23) e le professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione (13 contro 6).
«È una buona notizia che, anche in Maremma, le imprese stiano tornando a cercare e soprattutto ad assumere apprendisti – dice Mauro Ciani, segretario generale di Confartigianato Imprese Grosseto –: è il segnale che qualcosa si muove nel mondo dell’occupazione giovanile. I datori di lavoro sono a caccia di tecnici che abbiano competenze specifiche e questo favorisce i giovani che hanno appena completato, o stanno completando, la loro formazione. Qualificazione dev’essere la parola d’ordine: avere competenze paga. Bisogna ripartire dall’apprendistato per offrire risposte efficaci alle imprese e per preparare i giovani a entrare in un mercato del lavoro che richiede competenze tecniche evolute. Per questo auspichiamo interventi del governo per l’occupazione giovanile».
Tra gli apprendisti assunti in provincia, la stragrande maggioranza sono italiani (1.163, divisi equamente tra donne e uomini), poi romeni (79), albanesi (29), ucraini (15), moldavi (13), bangladesi (10), cingalesi (7), marocchini (7) e tedeschi (7): statistiche rimaste costanti nel rapporto tra i due ultimi anni presi a riferimento, con l’unica differenza dell’aumento dei valori assoluti. La fascia d’età più richiesta è quella tra 19 e 25 anni (967 assunzioni, con leggera prevalenza degli uomini), poi 26-29 anni (345), 15-18 anni (76) e infine gli over 29 (3 assunzioni).
Prosegue spedita anche l’alternanza scuola-lavoro, oggetto di analisi in un recente convegno della Fondazione Atlante. In provincia 35 sedi scolastiche l’hanno resa obbligatoria l’anno scorso per complessivi 79 progetti e 3.490 studenti coinvolti (su un totale toscano di 44.460).
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