Il dolore
«Abusi sulle allieve, c’è responsabilità»
di Pierluigi Sposato
Il fascicolo torna però alla Corte di appello per la rideterminazione della condanna a carico del maestro di violino
3 MINUTI DI LETTURA
ROMA. «C’è un riconoscimento di responsabilità, ma sarà la Corte di appello a dover stabilire la pena esatta», commenta l’avvocato Alessandro Risaliti, parte civile. Ci sono un’assoluzione parziale e anche prescrizioni. E ci sono le conferme delle statuizioni in favore delle parti civili. Questa la sintesi della sentenza della Corte di cassazione per Massimo Gori, il maestro di violino, livornese di 53 anni, imputato di violenze sessuali nei confronti di quattro allieve, episodi avvenuti tra Grosseto e Piombino tra il 2004 e il 2009. Una condanna in primo grado (luglio 2014) a 10 anni, una condanna in secondo grado (maggio 2016) a 9 anni e 4 mesi con il riconoscimento di una prescrizione e adesso la Cassazione, che non ha comunque messo la parola fine alla vicenda giudiziaria. Vicenda per la quale il maestro si è sempre dichiarato innocente.
L’assoluzione (il fatto non sussiste) riguarda una ragazza (allora 15enne, fatti fino al 2006) di cui il maestro di musica avrebbe abusato in varie occasioni, fino ai rapporti completi. È comunque limitata a quanto avvenuto fino al 28 novembre 2015. Prescritto invece quanto avvenuto fino al 18 marzo di quello stesso anno. Ed estinzione per prescrizione anche per i primi due capi di imputazione, ancora violenze sessuali nei confronti di ragazzine nate nel 1988 (fino al 2004) e nel 1989 (idem). Ci sono però i reati residui, anche dal punto di vista temporale. E anche per questo motivo sarà di nuovo la Corte di appello (una sezione differente) a doversi pronunciare: la sentenza di secondo grado è stata annullata con rinvio perché i giudici fiorentini non avrebbero motivato adeguatamente la concessione delle attenuanti generiche. Quindi la pena sarà differente. La parte rimanente del ricorso presentato dai difensori di Gori, gli avvocati Eriberto Rosso e Tullio Padovani, è stata invece respinta e il maestro dovrà pagare le spese alle parti civili per alcune migliaia di euro. Gori era presente all’udienza in Cassazione, così come alcune delle parti offese, assistiti dagli avvocati Risaliti di Grosseto, Scialla e Ciaramella di Roma.
Contro la sentenza di primo grado si erano appellati sia il sostituto procuratore Marco Nassi sia i difensori, all’epoca Tommaso Raschellà e Laura Albano. Per motivi opposti, naturalmente, e con richieste opposte. Il primo perché aveva ritenuto che il Tribunale non avesse considerato l'esistenza della violenza sessuale aggravata (ma solo atti sessuali con minorenni aggravati) per tre ragazze, chiedendo una pena ancora maggiore. I secondi perché ritenevano che le ragazze non avessero fornito una versione credibile e attendibile. Anche la perizia grafica era stata contestata. Erano state esaminate le lettere scritte a una delle ragazze quando questa aveva solo 8 anni («Dolcissima Ciccia!»). La difesa di Gori aveva inoltre osservato che si trattava di ragazze «legate da rapporti sentimentali e di lunga durata, non sono solo compagne di scuola, si conoscono dalle elementari, sono amiche e in alcuni casi sono state anche fidanzate l'una con l'altra».
L’assoluzione (il fatto non sussiste) riguarda una ragazza (allora 15enne, fatti fino al 2006) di cui il maestro di musica avrebbe abusato in varie occasioni, fino ai rapporti completi. È comunque limitata a quanto avvenuto fino al 28 novembre 2015. Prescritto invece quanto avvenuto fino al 18 marzo di quello stesso anno. Ed estinzione per prescrizione anche per i primi due capi di imputazione, ancora violenze sessuali nei confronti di ragazzine nate nel 1988 (fino al 2004) e nel 1989 (idem). Ci sono però i reati residui, anche dal punto di vista temporale. E anche per questo motivo sarà di nuovo la Corte di appello (una sezione differente) a doversi pronunciare: la sentenza di secondo grado è stata annullata con rinvio perché i giudici fiorentini non avrebbero motivato adeguatamente la concessione delle attenuanti generiche. Quindi la pena sarà differente. La parte rimanente del ricorso presentato dai difensori di Gori, gli avvocati Eriberto Rosso e Tullio Padovani, è stata invece respinta e il maestro dovrà pagare le spese alle parti civili per alcune migliaia di euro. Gori era presente all’udienza in Cassazione, così come alcune delle parti offese, assistiti dagli avvocati Risaliti di Grosseto, Scialla e Ciaramella di Roma.
Contro la sentenza di primo grado si erano appellati sia il sostituto procuratore Marco Nassi sia i difensori, all’epoca Tommaso Raschellà e Laura Albano. Per motivi opposti, naturalmente, e con richieste opposte. Il primo perché aveva ritenuto che il Tribunale non avesse considerato l'esistenza della violenza sessuale aggravata (ma solo atti sessuali con minorenni aggravati) per tre ragazze, chiedendo una pena ancora maggiore. I secondi perché ritenevano che le ragazze non avessero fornito una versione credibile e attendibile. Anche la perizia grafica era stata contestata. Erano state esaminate le lettere scritte a una delle ragazze quando questa aveva solo 8 anni («Dolcissima Ciccia!»). La difesa di Gori aveva inoltre osservato che si trattava di ragazze «legate da rapporti sentimentali e di lunga durata, non sono solo compagne di scuola, si conoscono dalle elementari, sono amiche e in alcuni casi sono state anche fidanzate l'una con l'altra».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
