Il Tirreno

Grosseto

Via Austria, il palazzetto degli orrori

Sporcizia e incuria: l’agognato “tempio” del basket per ora è un disastro, l’amarezza delle società che l’hanno preso in gestione

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GROSSETO. Doveva essere la giornata dedicata alle pulizie del Palasport di via Austria, quella convocata per domenica dalla Gea Basketball e dal Basket Aurora, che hanno chiamato a raccolta dirigenti e genitori di Pallacanestro Grosseto Team 90 e Biancorossa, per avere un “Palazzetto Top” in vista dell’imminente inizio della stagione.

L’iniziativa si è rivelata un flop: all’appuntamento si sono presentati solo il presidente della Gea Basketball David Furi, uno dei suoi coach, Luca Faragli, il presidente onorario Alfio Falconi e la dirigente dell’Aurora Anna Daviddi.

L’idea lanciata per ripartire con un impianto accogliente è stata alla fine l’occasione per fare un viaggio nel degrado, che ha fatto “vedere cose che voi umani non potete neanche immaginare”, verrebbe quasi da dire parafrasando il finale del film “Blade Runner”.

Il Palasport, progettato dall’ingegner Sartori e costruito alla fine degli anni Settanta dal Comune per volere dell’assessore allo sport Aldo Tonini, da anni presenta problemi. Non è possibile ad esempio utilizzare la parte superiore della tribuna, per la mancanza dell’omologazione e negli ultimi anni ci sono stati gravi disagi per le infiltrazioni d’acqua dal tetto che hanno costretto a cambiare il parquet.

Sia l’ingresso principale di via Austria che quello di via Grecia (dove la porta è chiusa con una catena per la negligenza di cambiare una serratura rotta da anni), riservato alle squadre sono interessate da un cantiere abbandonato, con il derbigum per la coibentazione rimasto sul tetto, con i lavori fermi dal 9 agosto scorso.

Rimanendo alle nefandezze esterne, ci sono le grondaie divelte o spezzate, infiltrazioni nel vano del contatore del metano, che ha le porte in lamiera aperte, per non parlare della sporcizia che si trova davanti alla centrale termica.

Un’aiuola ospita un pericoloso palo di un cartello divelto. Furi e Faragli, con i ringraziamenti degli abitanti della zona, hanno tagliato alcuni rami secchi e hanno fatto tornare alla luce il marciapiede, invaso dall’erba e dalla terra.

La situazione peggiore, per certi versi allucinante, è però all’interno del palasport che il 1° ottobre dovrà ospitare la prima giornata del campionato di serie D tra la Gea Cooplat e il Calcinaia. Al momento ci sono carenze strutturali gravi, odori inimmaginabili e uno stato di abbandono causato da gestioni che a quanto pare non hanno amministrato la cosa pubblica con la cura necessaria.

Panchine e tabelloni. Le panchine su cui si sistemano le squadre sono sverniciate, ma basterà poco per farle tornare a nuova vita. I canestri invece non sono invece attualmente a norma federale: uno è posto a 2,98 metri d’altezza, l’altro a 2,97, mentre la Federazione per poter giocare richiede 3,05. Uno dei due è tra l’altro anche storto. Né è migliore la situazione dei tabelloni. Domenica si presentavano sporchi, come se non fossero stati puliti da anni. Ma non finisce qui. Per regolamento la società ospitante deve avere a disposizione due tabelloni di ricambio, nel caso si rompano nel corso della partita. Il primo è nascosto in una stanza, in mezzo a lastre di vetro spezzate. Paradossale la sorte del secondo tabellone di scorta, diventato un tavolino da fumo per chi si ferma nell’atrio del palasport dalla parte di via Grecia.

Muffa, sporcizia, vetri rotti. Proseguendo la perlustrazione all’interno della palestra… degli orrori ecco il vano dedicato all’impianto elettrico abidito a ripostiglio di materiale vario, il vetro infranto della porta dell’infermeria. Lo spogliatoio ospite (quello che dovrebbe dare un’idea dell’accoglienza), nel quale si fatica ad entrare per il cattivo odore, ha i muri scrostati, gli infissi spaccati e i muri sporchi, con enormi chiazze di umidità. Ancora peggiore la situazione nelle stanze a fianco: un bagno è chiuso a chiave in quanto inagibile; quello aperto oltre alla puzza delle altre stanze, ai muri devastati e all’umidità presenta anche un nido di roditori in un angolino e addirittura escrementi di topo nel lavabo.

«Rimbocchiamoci le maniche». «Noi siamo entrati ora nella gestione del Palasport – dice il presidente della Gea Basketball David Furi – unendoci alle altre società e abbiamo trovato una situazione allucinante, con gravi carenze strutturali, frutto evidentemente della mancanza di manutenzione da parte di chi ha gestito l’impianto in passato».

«Il Palasport di via Austria – aggiunge Furi – è il biglietto da visita della città di Grosseto per la pallacanestro e in questi giorni dobbiamo fare in modo di renderlo accogliente e funzionale per i campionati che vi verranno disputati. Non possiamo ospitare le squadre avversarie con una struttura in queste condizioni».



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