Lutto
«Rischiarono la vita sulla nave Sono vigili-eroi»
di Francesca Gori
La sentenza del Tar riconosce la promozione In 8 furono i primi a intervenire quella notte
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GROSSETO. Non hanno esitato a «esporsi a gravissimo rischio personale pure di consentire il soccorso alle vittime del naufragio della Costa Concordia»: sono saliti a bordo della nave già adagiata sul fianco senza avere alcuna informazione sulla stabilità dello scafo «che avrebbe potuto continuare a ruotare fino all’affondamento della nave con conseguenze fatali per i soccorritori». Insomma, avrebbero potuto restare uccisi, insieme alle centinaia di naufraghi che erano ancora a bordo. E invece, sono stati loro i primi a intervenire, la notte del 13 gennaio 2012 all’isola del Giglio. Otto vigili del fuoco del comando di Grosseto. Otto eroi: Roberto Trapassi, Alberto Falciani, Sandro Scoccia, Giuseppe Bartalotta, Stefano Bartolommei, Sergio Brochini, Andrea Bardi e Massimiliano Bennati erano stati segnalati dall’allora comandante dei vigili del fuoco Ennio Aquilino al ministero dell’Interno per far ottenere loro la promozione. La notte del naufragio della Costa Concordia, quando la nave finì a Punta Gabbianara dopo l’impatto con lo scoglio delle Scole, i vigili del fuoco ricevettero subito l’allarme e partirono per l’isola del Giglio senza nemmeno sapere cosa avrebbero trovato. Per sei ore si dettero da fare da soli, su quella nave adagiata su un fianco, per permettere ai passeggeri e ai membri dell’equipaggio che ancora non erano scesi dalla Concordia di mettersi in salvo. Una settantina di persone furono salvate da loro. Ma il ministero, questo merito, non gliel’ha voluto riconoscere e loro hanno deciso di affidarsi a un avvocato e fare ricorso al Tar. Che ha dato ragione agli otto vigili del fuoco e all’ex comandante Aquilino che li aveva segnalati proprio per quella promozione. «Il ministero avrebbe errato nel porre sullo stesso piano - si legge nella sentenza del Tar - l’intervento da loro effettuato nell’immediatezza del naufragi, quando la nave sarebbe potuta affondare da un momento all’altro con conseguenze fatali per gli stesi soccorritori, oltre che per le persone rimaste intrappolate al suo interno con le attività dei vigili del fuoco intervenuti nelle settimane seguenti, quando la Costa Concordia era stata ormai messa in sicurezza». È una sentenza che rende giustizia al lavoro dei vigili del fuoco, quella emessa dai giudici del Tar della Toscana che hanno intimato al ministero di avviare le pratiche per la promozione, oltre a condannare il Viminale al pagamento di 6.000 euro per le spese legali. La Cgil, la Cisl, la Uil e il Conapo sono soddisfatti per il pronunciamento dei giudici fiorentini.
«Gli otto vigili del fuoco hanno presentato ricorso per conto loro - dicono i sindacalisti - e ribadiamo quindi pubblicamente la nostra soddisfazione e la piena disponibilità a sostenerli fino al termine di tale percorso e in pieno concerto con le Segreterie Nazionali. Questo perché tale sentenza non ha un valore limitato ai ricorrenti, ma apre la strada per un tangibile riconoscimento per tutti i colleghi che si trovino a operare mettendo a rischio e pericolo la propria vita a favore degli altri, come accaduto recentemente a Ischia e Rigopiano solo per fare un esempio».
È una battaglia importante, quella portata avanti anche dai sindacati in vicende come quella della Concordia. «Prima c’è stata tutta la questione degli straordinari che non venivano pagati - dice Salvatore Gallotta, responsabile Funzione pubblica Cgil - poi questo smacco che i vigili del fuoco non meritavano. Ora il ministero dovrà riconoscere loro il dovuto». Non si tratta di soldi, chiariscono i segretari delle organizzazioni sindacali Salvatore Gallotta, Francesco Barzagli, Stefano Boni e Alberto Franzi ma del giusto valore che deve essere attribuito a uomini che la notte del naufragio della Costa Concordia hanno rischiato la propria vita per mettere in salvo le persone che erano rimaste a bordo.
«Gli otto vigili del fuoco hanno presentato ricorso per conto loro - dicono i sindacalisti - e ribadiamo quindi pubblicamente la nostra soddisfazione e la piena disponibilità a sostenerli fino al termine di tale percorso e in pieno concerto con le Segreterie Nazionali. Questo perché tale sentenza non ha un valore limitato ai ricorrenti, ma apre la strada per un tangibile riconoscimento per tutti i colleghi che si trovino a operare mettendo a rischio e pericolo la propria vita a favore degli altri, come accaduto recentemente a Ischia e Rigopiano solo per fare un esempio».
È una battaglia importante, quella portata avanti anche dai sindacati in vicende come quella della Concordia. «Prima c’è stata tutta la questione degli straordinari che non venivano pagati - dice Salvatore Gallotta, responsabile Funzione pubblica Cgil - poi questo smacco che i vigili del fuoco non meritavano. Ora il ministero dovrà riconoscere loro il dovuto». Non si tratta di soldi, chiariscono i segretari delle organizzazioni sindacali Salvatore Gallotta, Francesco Barzagli, Stefano Boni e Alberto Franzi ma del giusto valore che deve essere attribuito a uomini che la notte del naufragio della Costa Concordia hanno rischiato la propria vita per mettere in salvo le persone che erano rimaste a bordo.
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