Il Tirreno

Grosseto

Nuova centrale, Prc sulle barricate

di Fiora Bonelli
Nuova centrale, Prc sulle barricate

Santa Fiora, partita la Via per un impianto da oltre 20 pozzi e 56 torri. Un mese per le osservazioni

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SANTA FIORA. Il Partito della Rifondazione comunista, circolo Raniero Amarugi di Santa Fiora, dice no alla «trivella selvaggia» per i venti nuovi pozzi geotermici fra Saragiolo e Marroneto.

Il 21 agosto è stato avviato in Regione Toscana il procedimento per la Valutazione di Impatto ambientale di una nuova centrale geotermica all’interno del permesso di ricerca “Poggio Montone”, che comprende aree dei territori comunali di Piancastagnaio, Santa Fiora e Castell’Azzara.

Il progetto è stato presentato dalla Società Sorgenia Geothermal srl e prevede la realizzazione di una centrale a ciclo binario della potenza di 5 Megawatt. Il progetto prevede la realizzazione di tre piazzole di estrazione, di cui una di riserva, da ognuna delle quali saranno perforati quattro pozzi, e quattro piazzole di reiniezione, di cui una di riserva, anch’esse dotate di quattro pozzi.

«In totale – dicono quelli di Prc – saranno perforati come minimo venti pozzi ma potranno essere anche 28, per estrarre e reiniettare dalle 550 alle 750 tonnellate all’ora di fluido geotermico, quasi il doppio di quello estratto da Bagnore 3 e Bagnore 4 messe insieme, per produrre meno di un decimo dell’energia prodotta da queste; il rendimento dichiarato dell’impianto è appena del 6, 7 per cento».

La centrale in progetto prevede 56 torri di refrigerazione alte più di 13 metri, con emissione sonora di 106,8 decibel ventiquattr’ore su ventiquattro, e una cabina per il collegamento elettrico alla linea in alta tensione da 132.000 Volt che va da Bagnore a Piancastagnaio, compresi due nuovi tralicci di sostegno in acciaio. Ci saranno poi due acquedotti per l’approvvigionamento idrico con due impianti di sollevamento dal torrente Senna Viva e dal fiume Fiora, con un consumo totale di acqua per la realizzazione dei pozzi di circa 240.000 metri cubi.

La centrale e i pozzi di estrazione sono localizzati a valle del Saragiolo, a meno di 1 chilometro di distanza dalle abitazioni. I pozzi di reiniezione sono previsti nella zona a monte del ponte sulla Scabbia, sulla vecchia provinciale per Castell’Azzara, a circa 2 chilometri in linea d’aria da Santa Fiora e da Marroneto.

«Una struttura faraonica – dice Prc – impattante sul piano ambientale ed estremamente costosa, la cui sostenibilità economica si giustifica soltanto in relazione ai forti incentivi che lo sfruttamento geotermico riceve dallo Stato».

Il progetto, secondo l’opinione del circolo santafiorese, comporta una serie di impatti negativi: impatto ambientale e paesaggistico, rischio di inquinamento per le falde acquifere dovuto alla perforazione dei pozzi e alla reiniezione dei fluidi in pressione, rischio di sismicità indotta, fenomeni di subsidenza, svalutazione di proprietà immobiliari e terreni in prossimità delle centrali, fuga del turismo.

Oltretutto secondo Rifondazione, «molti pozzi vengono realizzati in aree in dissesto per frana oltre che in zone soggette a tutela paesaggistica» e così il quadro si presenta in tutta la sua drammaticità.

C’è tempo fino al 20 ottobre per inviare alla Regione Toscana le osservazioni contrarie al progetto. «Noi naturalmente elaboreremo e presenteremo le nostre – dicono quelli di Prc – e vogliamo sperare che anche in questo caso, come già accaduto nei confronti del progetto presentato dalla società Tosco Geo, poi ritirato, anche l’amministrazione comunale si impegni».

Informazioni sul progetto si trovano sul sito www.regione.toscana.it nell’area dei progetti sottoposti a procedura di Valutazione di impatto ambientale, o nei comuni di Santa Fiora, Piancastagnaio e Castell’Azzara.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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