Sicurezza
LA REPLICA
«L’estemporanea in via Fallaci? Critiche sbagliate»
GROSSETO. “Estemporanea di pittura per pochi intimi”: così il Tirreno, nell’edizione di domenica scorsa, titolava un articolo che riportava le lamentele di un cittadino per l’estemporanea di pittura...
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. “Estemporanea di pittura per pochi intimi”: così il Tirreno, nell’edizione di domenica scorsa, titolava un articolo che riportava le lamentele di un cittadino per l’estemporanea di pittura organizzata sabato in via Fallaci in occasione della Notte Visibile. A Cristina Mambrini, coadiutrice dell’iniziativa, la critica e l’articolo non sono piaciuti. E spiega perché.
Tanto per cominciare – scrive Mambrini – si dà «per scontato che le persone a disegnare fossero soltanto quelle riprese nella foto: peccato, perché nella via ce n’erano altre», ignorate «perché non si sa che cosa sia l’estemporanea: in questo tipo di manifestazione, gli artisti quando dipingono dal vero non sono tutti raggruppati in un punto, ma sparsi, perché ognuno ha il suo gusto artistico e sceglie lo spunto che gli piace». Secondo Mambrini chi ha criticato «non è molto avvezzo alla cultura artistica» perché «non ha la benché minima idea di quanto sia difficile, portare fuori gli artisti dai loro studi: per cui dovrebbe avere tanto rispetto per quelli che sono usciti, che hanno messo a disposizione la loro arte e il loro impegno. Ma probabilmente per lui/lei la cultura della città è relativamente importante, tanto da equipararla ai posti auto sotto casa».
Tornando ai numeri, Mambrini ricorda «che gli artisti avrebbero dovuto essere molti di più»; alcuni però che dovevano venire da fuori Grosseto sono stati bloccati dall’allerta meteo e «non ce la siamo sentita di far intraprendere un viaggio che avrebbe dovuto concludersi con un rientro la sera, con il rischio di trovarsi impelagati in allagamenti. Probabilmente chi critica non aveva letto sul giornale dell’allerta, quindi oltre a essere non informato di fatti culturali è anche poco propenso a leggere».
Infine l’amarezza: «Stiamo facendo un lavoro immane, per riportare gli artisti a contatto con la gente, per farli uscire dagli studi, per rendere viva la nostra città e qualcuno si lamenta di quattro posti auto».
Quindi un grazie «a tutte quelle persone che sono passate, che ci hanno parlato, si sono informate, ci hanno regalato un sorriso, hanno compreso l’idea»; e una tirata d’orecchie ai “criticoni anonimi”: «Io ci metto nome e cognome per spiegare, chi si lamenta dovrebbe fare altrettanto».
Tanto per cominciare – scrive Mambrini – si dà «per scontato che le persone a disegnare fossero soltanto quelle riprese nella foto: peccato, perché nella via ce n’erano altre», ignorate «perché non si sa che cosa sia l’estemporanea: in questo tipo di manifestazione, gli artisti quando dipingono dal vero non sono tutti raggruppati in un punto, ma sparsi, perché ognuno ha il suo gusto artistico e sceglie lo spunto che gli piace». Secondo Mambrini chi ha criticato «non è molto avvezzo alla cultura artistica» perché «non ha la benché minima idea di quanto sia difficile, portare fuori gli artisti dai loro studi: per cui dovrebbe avere tanto rispetto per quelli che sono usciti, che hanno messo a disposizione la loro arte e il loro impegno. Ma probabilmente per lui/lei la cultura della città è relativamente importante, tanto da equipararla ai posti auto sotto casa».
Tornando ai numeri, Mambrini ricorda «che gli artisti avrebbero dovuto essere molti di più»; alcuni però che dovevano venire da fuori Grosseto sono stati bloccati dall’allerta meteo e «non ce la siamo sentita di far intraprendere un viaggio che avrebbe dovuto concludersi con un rientro la sera, con il rischio di trovarsi impelagati in allagamenti. Probabilmente chi critica non aveva letto sul giornale dell’allerta, quindi oltre a essere non informato di fatti culturali è anche poco propenso a leggere».
Infine l’amarezza: «Stiamo facendo un lavoro immane, per riportare gli artisti a contatto con la gente, per farli uscire dagli studi, per rendere viva la nostra città e qualcuno si lamenta di quattro posti auto».
Quindi un grazie «a tutte quelle persone che sono passate, che ci hanno parlato, si sono informate, ci hanno regalato un sorriso, hanno compreso l’idea»; e una tirata d’orecchie ai “criticoni anonimi”: «Io ci metto nome e cognome per spiegare, chi si lamenta dovrebbe fare altrettanto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google