Sicurezza
Dopo 44 anni chiude il biciclettaio Botarelli
di Francesca Ferri
Il 9 novembre uno dei negozi simbolo di Marina di Grosseto abbassa la saracinesca. «Crisi e licenze selvagge: difficile continuare»
3 MINUTI DI LETTURA
MARINA DI GROSSETO. Un pezzo di storia di Marina di Grosseto saluta e si fa da parte, lasciando il paese orfano di un’attività che per decenni ha fatto girare, a colpi di pedalate, generazioni di marinesi e frotte di villeggianti e segnato l’identità stessa della frazione.
Dopo quarantaquattro anni di onorata carriera Marcello Botarelli chiude i battenti del suo Cicli Botarelli Marcello. Chiude sotto i colpi della crisi e della concorrenza spietata che, dall’infornata di liberalizzazioni in poi, ha permesso la vendita e l’affitto di biciclette su ogni gradino della scala commerciale, dai giganti della grande distribuzione ai baracchini stagionali. «Leggi che ammazzano chi ha un’attività aperta tutto l’anno», dice con amarezza Marcello.
L’avventura “del Botarelli” – così tutti, in paese, lo conoscono e lo riconoscono come “il biciclettaio” per antonomasia – inizia nel dicembre del 1974. «Avevo vent’anni – ricorda – ed ero stato apprendista meccanico. Mi capitò l’occasione di questo negozio, e così partii».
Il negozio era un bugigattolo di due stanze appena – una per l’esposizione di bici e motorini e l’altra per l’officina di riparazioni – sulla via Grossetana. «Trentasei metri quadrati in tutto», dice con un sorriso Botarelli.
Sono gli anni più belli, quelli dei villeggianti che rimangono un mese – e per un mese affittano la bici –, quelli dei motorini Califfone, delle signore in Graziella, dei ragazzini che – lontani anni luce dagli smartphone – passano le estati scorrazzando i bici, meglio se da cross che vanno tanto di moda.
Marcello è l’unico in paese a vendere e riparare le biciclette. E il suo negozio – per la natura del lavoro che ti obbliga a star lì finché la foratura non è riparata con una bella toppa – diventa anche un posto dove scambiare due chiacchiere. Gli affari vanno bene, se non fosse per un piccolo neo. «I vigili urbani mi facevano continuamente la multa per occupazione del marciapiede – ricorda Marcello –. Ma d’altronde di spazio non ce n’era».
E così, nel 1991, Botarelli decide il gran passo: vendere il negozio a Marina e comprare un capannone nella zona artigianale in via della Paranza 8. Lo spazio espositivo raddoppia e la Cicli Botarelli Marcello diventa un punto di riferimento per gli appassionati delle due ruote di mezza provincia. L’allestimento si ingrandisce, arrivano clienti da Castiglione della Pescaia, da Grosseto. E ovviamente i fedeli clienti estivi. «Ad alcuni – racconta Marcello – ho venduto le bici che erano piccini, e ancora oggi tornano. Sono stati loro che ci sono rimasti più male quando ho comunicato che avrei chiuso. Dai commercianti di Marina invece niente...».
La decisione è maturata lo scorso inverno. Già pensionato da qualche anno, Marcello, 65 anni, per pura passione aveva continuato nel suo lavoro. «Ma gli ultimi 15 anni sono stati difficili – racconta –. Un po’ la crisi, un po’ le licenze date a chiunque, anche a chi fa altri lavori».
Dieci anni fa la decisione di vendere una parte del capannone. «Ma le spese, per chi come me resta aperto anche l’inverno, sono tante – prosegue –. Del resto è un continuo di artigiani che chiudono bottega. Si fa morire il vero artigianato».
Il negozio rimarrà aperto fino al 9 novembre, con eventuali due mesi di proroga. Nel frattempo, Marcello ha messo tutto in saldo con sconti dal 20 al 70 per cento. «Bici di tutti i tipi, mountain bike, da città, da corsa, da trekking, per bambini. E poi accessori di qualità e presi benissimo». Anche il capannone è in vendita. E se nessuno si farà avanti, Marina perderà per sempre un biciclettaio aperto tutto l’anno.
Dopo quarantaquattro anni di onorata carriera Marcello Botarelli chiude i battenti del suo Cicli Botarelli Marcello. Chiude sotto i colpi della crisi e della concorrenza spietata che, dall’infornata di liberalizzazioni in poi, ha permesso la vendita e l’affitto di biciclette su ogni gradino della scala commerciale, dai giganti della grande distribuzione ai baracchini stagionali. «Leggi che ammazzano chi ha un’attività aperta tutto l’anno», dice con amarezza Marcello.
L’avventura “del Botarelli” – così tutti, in paese, lo conoscono e lo riconoscono come “il biciclettaio” per antonomasia – inizia nel dicembre del 1974. «Avevo vent’anni – ricorda – ed ero stato apprendista meccanico. Mi capitò l’occasione di questo negozio, e così partii».
Il negozio era un bugigattolo di due stanze appena – una per l’esposizione di bici e motorini e l’altra per l’officina di riparazioni – sulla via Grossetana. «Trentasei metri quadrati in tutto», dice con un sorriso Botarelli.
Sono gli anni più belli, quelli dei villeggianti che rimangono un mese – e per un mese affittano la bici –, quelli dei motorini Califfone, delle signore in Graziella, dei ragazzini che – lontani anni luce dagli smartphone – passano le estati scorrazzando i bici, meglio se da cross che vanno tanto di moda.
Marcello è l’unico in paese a vendere e riparare le biciclette. E il suo negozio – per la natura del lavoro che ti obbliga a star lì finché la foratura non è riparata con una bella toppa – diventa anche un posto dove scambiare due chiacchiere. Gli affari vanno bene, se non fosse per un piccolo neo. «I vigili urbani mi facevano continuamente la multa per occupazione del marciapiede – ricorda Marcello –. Ma d’altronde di spazio non ce n’era».
E così, nel 1991, Botarelli decide il gran passo: vendere il negozio a Marina e comprare un capannone nella zona artigianale in via della Paranza 8. Lo spazio espositivo raddoppia e la Cicli Botarelli Marcello diventa un punto di riferimento per gli appassionati delle due ruote di mezza provincia. L’allestimento si ingrandisce, arrivano clienti da Castiglione della Pescaia, da Grosseto. E ovviamente i fedeli clienti estivi. «Ad alcuni – racconta Marcello – ho venduto le bici che erano piccini, e ancora oggi tornano. Sono stati loro che ci sono rimasti più male quando ho comunicato che avrei chiuso. Dai commercianti di Marina invece niente...».
La decisione è maturata lo scorso inverno. Già pensionato da qualche anno, Marcello, 65 anni, per pura passione aveva continuato nel suo lavoro. «Ma gli ultimi 15 anni sono stati difficili – racconta –. Un po’ la crisi, un po’ le licenze date a chiunque, anche a chi fa altri lavori».
Dieci anni fa la decisione di vendere una parte del capannone. «Ma le spese, per chi come me resta aperto anche l’inverno, sono tante – prosegue –. Del resto è un continuo di artigiani che chiudono bottega. Si fa morire il vero artigianato».
Il negozio rimarrà aperto fino al 9 novembre, con eventuali due mesi di proroga. Nel frattempo, Marcello ha messo tutto in saldo con sconti dal 20 al 70 per cento. «Bici di tutti i tipi, mountain bike, da città, da corsa, da trekking, per bambini. E poi accessori di qualità e presi benissimo». Anche il capannone è in vendita. E se nessuno si farà avanti, Marina perderà per sempre un biciclettaio aperto tutto l’anno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
