Il Tirreno

Grosseto

Dietrofront: salva la Coop di Gavorrano

di Giovanna Mezzana
Dietrofront: salva la Coop di Gavorrano

Vignale Riotorto rivede quanto annunciato ai sindacati nell’ultimo incontro: il market il 30 settembre non chiuderà

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Aperta o chiusa? Aperta. Il destino della Coop di Gavorrano è cambiato ieri mattina. Da nero si è tinto di rosa. O meglio: rosa lo era già ma – fatta eccezione per le alte gerarchie del colosso cooperativo – nessuno lo sapeva. Tutto è bene quel che finisce bene: il market di Gavorrano Alto non chiederà il 30 settembre come invece era stato annunciato il 13 settembre in un incontro che si era svolto tra Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Marina Federighi incaricata da Unicoop Tirreno delle relazioni sindacali.

La lista. Facciamo un passo indietro. A inizio 2017 Unicoop Tirreno aveva stilato una lista in cui figuravano i market in bilico, cioè a rischio chiusura o cessione; in Provincia di Grosseto ne aveva individuato cinque scarsamente produttivi, la cui gestione – critica – drenava talmente tante risorse da rendere difficoltoso il ritorno in pareggio della Cooperativa. Nella lista figuravano i supermercati grossetani di via Pirandello e via Pisacane, i punti vendita di Sticciano, Gavorrano e Porto Santo Stefano.

Il primo annuncio. Il 13 settembre viene annunciato a Cgil, Cisl e Uil – dagli incaricati delle relazioni sindacali di Unicoop – il salvataggio del market grossetano di via Pirandello e del punto vendita di Sticciano; gli altri tre invece vengono indicati come destinati alla chiusura. Nessun dissenso, tutto tace. Qualche giorno dopo, Massimiliano Stacchini, segretario di Cgil Filcams Grosseto, esce allo scoperto e rende noto il resoconto dell’incontro con Unicoop, auspicando il ricollocamento della quindicina di dipendenti «dei tre punti vendita, cioè via Pisacane, Gavorrano e Porto Santo Stefano, che verranno chiusi il 30 settembre» (Il Tirreno, lunedì 18 settembre 2017). Passi la chiusura di via Pisacane: Grosseto salva il market del popoloso quartiere di Barbanella e sta preparando il nastro inaugurale per la riapertura di quello di via Inghilterra; passi (forse) anche la chiusura del punto vendita argentarino. Per le Colline Metallifere invece, si preannuncia un fulmine a ciel sereno: quello di Gavorrano Alto è un negozio “di comunità”, che ha quello che si definirebbe un valore sociale. E poi c’è l’amministrazione comunale gavorranese, rassicurata più volte – lo dichiara il vicesindaco Giulio Querci (nell’edizione del Tirreno di domenica 17 settembre) – dai vertici della Cooperativa sul mantenimento di quel market cittadino.

La buona notizia. Arriviamo a ieri mattina. Il primo a comunicarci il cambio di marcia è il segretario della Uiltucs Uil Stefano Rosica. Sono da poco passate le 11: sul futuro della Coop di Gavorrano «c’è un aggiornamento – dice Rosica – rispetto all’incontro del 13 settembre. Unicoop Tirreno ci ha appena comunicato che la chiusura del punto vendita non è prevista». Alle 12 arriva anche una comunicazione ufficiale della Cooperativa: «L’InCoop di Gavorrano non è tra i punti vendita in chiusura il 30 settembre – si legge nella nota – Le chiusure di punti vendita sono subordinate a verifiche, che la Cooperativa sta ancora compiendo, sulla possibilità di ridurre le elevate perdite di gestione di alcuni negozi invertendo la tendenza negativa che pesa sui bilanci aziendali. Tale verifica per l’InCoop di Gavorrano non è ancora compiuta. La situazione è in aggiornamento e la Cooperativa ha deciso di promuovere nuove iniziative per verificare – conclude la nota – la possibilità di migliorare il conto economico del punto vendita».

Il restroscena. Retromarcia? Qui pro quo? Un piccolo “scarto” nella comunicazione tra i vari livelli della società cooperativa? «Pare – aggiunge al quadro Alessandro Gualtieri, segretario di Fisascat Cisl – che fosse stato deciso il 12 settembre (appena un giorno prima dell’incontro con i sindacati, ndr) che il negozio di Gavorrano non sarebbe stato chiuso». Si è trattato, semplicemente, di «un’evoluzione», ci spiegano dagli uffici di Vignale Riotorto. «I sindacati non hanno capito male – confermano dalla società cooperativa – piuttosto, le relazioni con i sindacati sono sempre in evoluzione». Insomma, sarebbero emersi nuovi elementi e la ex Proletaria ha deciso di non trascurarli, di riprovarci, e di togliere così l’ipoteca da un negozio storico come quello di Gavorrano Alto. «Siamo contenti – dice Stacchini – Quello è un market “di paese”, che ha una funzione soprattutto sociale e che serve una piccola comunità fatta soprattutto di anziani». Si tratta di una conquista, dunque, soprattutto per i residenti, ancor prima che per i dipendenti del market: «Anche perché tutti i lavoratori – spiega Gualtieri – sono tutelati dall’accordo quadro che è stato firmato tra sindacati e Unicoop e anche per i due punti vendita che verranno chiusi (Porto Santo Stefano e via Pisacane a Grosseto) non ci saranno risvolti occupazionali. Ci sarebbero state garanzie per tutti i lavoratori anche se, per assurdo e nella peggiore delle ipotesi, fossero stati chiusi tutti e cinque i negozi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa