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Cerulli: «Li condannerei a ripulire tutto il paese»

Cerulli: «Li condannerei a ripulire tutto il paese»

MONTE ARGENTARIO. Sono stati undici i minorenni denunciati questa estate per atti di vandalismo e danneggiamento messi a segno tra Monte Argentario, Orbetello e l’isola del Giglio. Agli 11 minorenni...

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MONTE ARGENTARIO. Sono stati undici i minorenni denunciati questa estate per atti di vandalismo e danneggiamento messi a segno tra Monte Argentario, Orbetello e l’isola del Giglio. Agli 11 minorenni vanno poi aggiunti circa altrettanti maggiorenni denunciati per varie tipologie di reati.

Foglio di via. È di pochi giorni fa la notizia di un foglio di via dall’Argentario – che lo terrà alla larga dal Promontorio per due anni – a carico di un diciottenne della Roma “bene” che quest’estate ne ha combinate di tutti i colori: pieni non pagati, uno scooter affittato e non restituito e un locale sfasciato per “punire” il titolare.

Orde di teenager. Fu in quell’occasione che i carabinieri denunciarono una situazione paradossale: orde di giovanissimi, in vacanza sul Promontorio, che per tutta l’estate hanno terrorizzato residenti e turisti con atti vandalici e danneggiamenti. Una delle zone più colpite dagli atti vandalici è stato il paese di Porto Ercole: risse nei ristoranti iniziate per futili motivi, come l’invito a rimettersi una maglietta; scoppio di petardi che hanno rischiato di degenerare in un incendio sventato solo grazie ai titolari dei pescherecci che sono intervenuti con le loro manichette e al tempestivo intervento della Capitaneria; piante tolte dai vasi e rovesciate sopra le auto e via di seguito. Insomma, si è assistito a tutta una serie di episodi che hanno movimentato la stagione estiva dei portercolesi e dei turisti. La petizione. A questo vanno aggiunti gli schiamazzi notturni che hanno reso insonni molte notti. Fra gli autori delle scorribande notturne, oltre a qualche residente, ci sono tanti giovani provenienti dalla Capitale. I portercolesi spesso si sono lamentati tanto da arrivare a promuovere una raccolta firme per chiedere una stazione dei carabinieri in modo da raddoppiare il numero dei militari; e non perché i carabinieri non siano in grado di vigilare – anzi, lo fanno costantemente e i risultati dei denunciati ne sono la prova – ma perché sono, secondo i promotori della raccolta firme – numericamente pochi tenuto conto delle situazioni che devono fronteggiare. Gli abitanti di Porto Santo Stefano vogliono una presenza più numerosa dei carabinieri anche perché le presenze nel paese si triplicano durante l’estate. La petizione si è conclusa ieri e ha raccolto 470 adesioni. Biagio Sabatini, il promotore dell’iniziativa, non appena terminato il conteggio, invierà la sua richiesta alla prefetta di Grosseto, Cinzia Torraco, con la speranza che la sua richiesta sia presa in considerazione anche perché supportata dalle firme di altri concittadini.

Il sindaco. Ieri però a tenere banco è stata la notizia dei sei ragazzini che sono entrati dentro un ristorante - l’ex Moresco di Cala Moresca, chiuso da anni – e, a colpi di pietra e di mazza, hanno danneggiato le vetrate e non solo. «È un episodio da condannare – dice il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli – Sono sicuro che i ragazzi, presi singolarmente, sono tutti bravi giovani. È il gruppo che può portare a fare cose che da soli non si farebbero mai» . Cerulli non se la sente di buttare la Croce addosso ai genitori. «Siamo tutti genitori ed è meglio non giudicare». Secondo il primo cittadino gli atti di vandalismo indicati come “ragazzate” sono sempre esistiti. Forse ora sono in aumento, e questo è il sintomo di un disagio giovanile, di cui molto si parla, indicandone la causa nel fatto che «oggi i ragazzi hanno tutto e finiscono per divertirsi come non dovrebbero». «Poco importa – conclude Cerulli – che il locale fosse chiuso da anni. La punizione deve essere esemplare. Dovrebbero essere puniti, per esempio, costringendoli a ripulire il paese: così vedrebbero cosa accade se si fanno cose che non devono essere fatte. Se pagano (solo) i genitori, la “punizione” non servirà a nulla». (i.a.)

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