Attenzione
Coltiva marijuana "per curare la pressione": 70enne ai domiciliari
Giovanni Costantino Sanna, arrestato dopo la scoperta di 260 piante nel suo podere, al gip ha detto che erano per scopo terapeutico
ROCCALBEGNA. Settantenne, pensionato, con la passione – come lui stesso raccontava ai paesani – per l’agricoltura. Una passione sincera, a quanto pare, anche se indirizzata su una coltivazione particolare: la cannabis indiana. Nel suo podere di Roccalbegna, in una zona isolata, i carabinieri della compagnia di Pitigliano hanno infatti trovato ben 260 grosse piante di marijuana, per un peso di oltre 1000 kg di sostanza stupefacente che avrebbe fruttato sul mercato illegale oltre 200.000 euro.
Ma lui, quella marijuana non la coltivava per spacciarla.Qualche dose la vendeva a un gruppo di amici intimi, ma il resto era lì nel suo podere per motivi terapeutici. È questo quello che Giovanni Costantino Sanna ha raccontato ieri mattina al giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci, che lo ha interrogato in carcere durante l’udienza di convalida dell’arresto.
Il gip ha disposto per il settantenne gli arresti domiciliari. Sanna ha voluto parlare, spiegando di aver seminato quelle piante perché aveva avuto accesso alle cure per ridurre la pressione intraoculare. Cure costose: per ogni grammo acquistato in farmacia, il pensionato spendeva tra i 13-15 euro.
«Ha sempre fatto l’agricoltore - spiega il suo avvocato, Daniele Bielli del Foro di Siena - e ha pensato di poter fare da solo. Più della metà delle piante che sono state sequestrate infatti avevano una percentuale di principio attivo bassa, esattamente come quella che viene utilizzata per fini terapeutici. Inoltre non ha mai utilizzato pesticidi né diserbanti».
Una coltivazione biologica, naturale al 100%, una parte della quale aveva però una concentrazione maggiore di Thc. Marijuana da fumare, che l’agricoltore ha ceduto qualche volta ad un gruppo ristrettissimo di amici intimi che sapevano che da lui potevano trovare erba di ottima qualità. «È un salutista vero - dice ancora l’avvocato dell’anziano - che non acquista nemmeno il grano che proviene dall’estero perché pieno di pesticidi. Certo, la coltivazione è reato ma più della metà della piante non aveva una concentrazione di cannabinoide tale da essere considerata sostanza stupefacente».
Sanna utilizzava quella marijuana per curare la pressione intraoculare e qualche dose la cedeva ai suoi amici. «Non era una piantagione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti - aggiunge l’avvocato Bielli - Anche se non poteva farlo, non siamo di fronte a uno spacciatore».
Il sostituto procuratore Maria Navarro aveva chiesto che l’uomo fosse tenuto in carcere, ma il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto che i domiciliari fossero sufficienti.
Ora il settantenne dovrà aspettare il processo: quasi certamente chiederà di patteggiare.
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