Il Tirreno

Grosseto

Aspettano da 11 anni una strada asfaltata

di Sara Landi
Aspettano da 11 anni una strada asfaltata

Terminate nell’estate 2006, le palazzine di via Salvator Rosa sono raggiungibili solo da un viottolo sterrato che si allaga

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GROSSETO. Undici anni trascorsi in attesa di una strada asfaltata e illuminata per poter arrivare in sicurezza al portone di casa. L’annosa vicenda riguarda le famiglie che abitano ai civici dal 38 al 60 di via Salvator Rosa, una traversa di via Cimabue che confina con il vicino parco di via Giotto. «Le nostre case – spiega uno dei residenti, Franco Quagliarini – sono state ultimate nell’estate 2006 ma quel tratto di strada (parliamo della seconda parte della via, ndr) non è mai stato preso in carico dal Comune e noi tuttora per arrivare a casa usiamo la strada sterrata di cantiere con tutto ciò che comporta, dai laghi che si formano quando piove al problema della polvere all’assenza di illuminazione pubblica».

Quagliarini ripercorre con rammarico la “storia infinita” dell’atto di cessione della strada: «È pronto dal notaio da anni ma puntualmente sono stati trovati cavilli burocratici che hanno allungato a dismisura i tempi. Da ultimo ho saputo che una funzionaria del Comune era riuscita a perfezionare la pratica ma è cambiata nel frattempo la titolarità degli uffici e ora è di nuovo tutto fermo». Da qui la volontà di incontrare il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna. «Sono stato ricevuto il 29 agosto – dice Quagliarini – Il sindaco si è confrontato al telefono con l’assessore Riccardo Megale che ha posto un problema di risorse economiche. Dopo quell’incontro però non ho avuto risposte: eppure sistemare quel tratto di strada non richiede un grosso impegno economico. Se sono stati trovati i soldi per il parcheggio e le finestre del vicino bocciodromo, si dovrebbero trovare per dare una risposta ai disagi che subiamo da anni».

L’Asl (il dipartimento della prevenzione tramite l’unità funzionale di igiene e sanità pubblica) ha messo nero su bianco esattamente un anno fa in un documento che alcune situazioni legate alle mancate opere di urbanizzazione di quel tratto di via Salvator Rosa (assenza di manutenzione del verde, presenza di ristagni d’acqua e di ratti) costituiscono «un fattore di degrado inaccettabile sul piano igienico-sanitario». «È la risposta a un mio esposto – dice un altro residente, Luca Pedretti – Ne ho fatto anche uno alla Procura della Repubblica che però è stato archiviato. Evidentemente non ci sono gli estremi del reato ma per noi cittadini il disagio è veramente grosso e la giustificazione delle risorse mancanti non regge».

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