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Grosseto

Coltiva “foresta” di marijuana: arrestato

Coltiva “foresta” di marijuana: arrestato

Roccalbegna, nei guai un pensionato. I carabinieri hanno trovato 260 piante che avrebbero fruttato circa 200.000 euro

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ROCCALBEGNA. Settantenne, pensionato, con la passione – come lui stesso raccontava ai paesani – per l’agricoltura. Una passione sincera, a quanto pare, anche se indirizzata su una coltivazione particolare: la cannabis indiana. Nel suo podere di Roccalbegna, in una zona isolata, i carabinieri della compagnia di Pitigliano hanno infatti trovato ben 260 grosse piante di marijuana, per un peso di oltre 1000 chili di sostanza stupefacente che avrebbe fruttato sul mercato illegale oltre 200.000 euro.

Giovanni Costantino Sanna, classe 1948, già conosciuto alle forze dell’ordine, è stato arrestato. Faceva una vita da insospettabile: da tempo in pensione, nella sua proprietà sul versante del monte Labro che ricade nel comune di Roccalbegna lavorava la terra. Accanto alla passione per l’agricoltura però, a quanto pare nascondeva anche un’attività che non va d’accordo con la legge. Con la legge e la giustizia l’uomo in passato aveva già avuto a che fare. Poi la svolta e la scelta di andare ad abitare in un podere isolato, lontano dal paese. Abbastanza lontano dai centri abitati di Arcidosso e Roccalbegna, certamente lontano da occhi di vicini indiscreti.

Non dagli occhi curiosi dei carabinieri, tuttavia. I militari infatti quotidianamente sono impegnati in pattugliamenti anche nelle zone isolate. E ultimamente avevano notato che intorno a quel podere, nonostante i mesi di siccità, la vegetazione cresceva abbondante, fitta, quasi a voler coprire qualcosa di prezioso o forse di proibito.

Dopo un certo periodo di osservazione “a distanza”, dunque, i carabinieri hanno voluto vedere cosa si celasse dietro quel muro fatto di arbusti selvaggi.

Così una numerosa squadra di militari della Tenenza di Arcidosso, supportata anche da militari della stazione carabinieri di Roccalbegna e da unità cinofile, ha fatto irruzione nel casale isolato del settantenne e pattugliando ogni angolo impervio di bosco, è giunta a una radura.

L’uomo aveva organizzato una piantagione con i fiocchi. Non mancava nulla: il posto era soleggiato dalla mattina e il coltivatore provvedeva a dare acqua alle piante mediante bidoni e tubi per irrigazione.

Insomma, il sospetto era fondato e immediato è arrivato il sequestro delle 260 grosse piante di marijuana .

Il settantenne inoltre – dicono i carabinieri – nascondeva in casa altra marijuana essiccata e «pronta per lo spaccio».

Inevitabile dunque l’arresto. L’autorità giudiziaria di Grosseto ha disposto l’immediato trasferimento in carcere dell’uomo, mentre per trasportare la droga è stato necessario l’utilizzo di un grosso furgone, scortato dalle auto dei militari fino a un luogo sicuro.

La sostanza stupefacente sequestrata sarà oggetto di analisi per comprenderne la qualità e di conseguenza stimare gli effetti nocivi e allucinogeni che avrebbe causato una volta sul mercato.

I carabinieri con questa grossa operazione ritengono «di aver inflitto un duro colpo all’attività di spaccio della zona amiatina, per aver neutralizzato un grosso produttore di droga».

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