Il Tirreno

Grosseto

IL SEGRETARIO PROVINCIALE DEM  

«O in malafede, o incompetente»

Attacco frontale al sindaco di Grosseto sul tema della sicurezza

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GROSSETO. «In malafede e irrispettoso» il sindaco; «impossibile lavorarci insieme» la destra. In una parola: «una vergogna». Il segretario territoriale del Partito democratico, Gesuè Ariganello, sbotta di fronte alle ultime affermazioni del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Che, dopo aver fatto della promessa di sicurezza per i cittadini una colonna della sua campagna elettorale un anno e mezzo fa, nei giorni scorsi ha pubblicamente affermato in conferenza stampa che la materia non è appannaggio del Comune.

«Dopo più di un anno dall’insediamento di questa amministrazione di centrodestra – è il bilancio di Ariganello – abbiamo visto da parte del sindaco e di alcuni esponenti della maggioranza solo offese gratuite alle opposizioni, toni da bar dello sport, e comizi elettorali. Nulla che assomigli a un progetto sulla città, nulla che si avvicini alle innumerevoli promesse fatte. L’unico obiettivo è gettare fango sulle amministrazioni di centrosinistra di questi anni, un vivere alla giornata che copre la totale indolenza di questa amministrazione con foto di gruppo da boy scout e annunci vuoti a cui non segue nulla».

Per Ariganello è una «cosa che fa rabbrividire sentire il sindaco affermare di essere inerme rispetto ai problemi della sicurezza, dopo aver promesso ai cittadini grossetani per mesi, in campagna elettorale, e dopo, di risolvere il problema della sicurezza in città attribuendone tutte le responsabilità al sindaco Bonifazi e al pd: questa si chiama malafede o nella migliore delle ipotesi incompetenza».

Stesso discorso per gli incendi nelle pinete. «Promesse al vento – dice Ariganello – e poi l’ammissione di non trovare i soldi per mettere un presidio permanente dei vigili del fuoco a protezione della più grande ricchezza naturale del territorio, nonostante l’impegno concreto della Regione. Soldi però trovati senza problemi per spettacoli da baraccone o per rimpolpare un ufficio di staff tronfio come non mai, oppure per trincerarsi in stile medievale nel Comune, una volta aperto e trasparente, con porte di sicurezza che neanche alla Casa Bianca».

Ariganello nutre, dunque, un’unica speranza, «che dopo l’ingordigia di questi mesi ad occupare posti e poltrone in tutta la provincia – dice – e ad offendere opposizione e cittadini... si torni a volare basso, ad ascoltare il contributo delle opposizioni, a smetterla di sentirsi gli unici depositari della verità e soprattutto a fare qualcosa per questa città, che da un anno e mezzo non ha più un progetto né un obiettivo».



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