Il Tirreno

Grosseto

Minacciato di morte con il coltello

Minacciato di morte con il coltello

Il consigliere Virciglio sventò un furto, il responsabile adesso ha patteggiato 

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GROSSETO. Un anno e 600 euro di multa per un tentativo di rapina impropria, resistenza ai carabinieri, ricettazione di un coltello portato tra l’altro abusivamente e false generalità. È la pena per Khaled Elouartani, 32 anni (che al momento dell’arresto aveva detto di chiamarsi Khaled Wartine - ma negli anni ha dato 14 alias), il cittadino tunisino che fu arrestato dal radiomobile il 27 aprile scorso anche grazie all’intervento del consigliere comunale Pasquale Virciglio.

La pena è stata concordata tra l’avvocato Riccardo Lottini e il pm Arianna Ciavattini ed è stata ritenuta congrua dal giudice Gian Marco De Vincenzi. Questi ha anche revocato il carcere a Elouartani, che era presente all’udienza, disponendo l’obbligo di dimora a Porto S.Stefano.

La vicenda era iniziata nel primo pomeriggio in via Quarzo, nel quartiere Verde Maremma: Virciglio, medico chirurgo, rientrando a casa aveva visto che qualcuno sta armeggiando intorno a un Mitsubishi Pajero, di proprietà di un suo vicino, alla maniglia del lato passeggero. «Cosa fai? Smetti». La risposta, come spiegò lo stesso Virciglio fu: «Fatti i c... tuoi. Sto prendendo qualche monetina, anzi: se ne hai dammene qualcuna». Il consigliere stava per scendere dall’auto ma l’uomo lo aveva spintonato con violenza dentro l’abitacolo, minacciandolo di morte con un coltello che spuntava dalla manica (e questo è il tentativo di rapina impropria). L’uomo era poi fuggito in bicicletta: il medico lo aveva seguito in auto, avvertendo contemporaneamente i carabinieri. Sembrava che del ladruncolo si fossero perse le tracce quando Virciglio aveva notato di nuovo l’uomo in bici e aveva avvertito l’Arma. La pattuglia aveva rintracciato Wartine-Elouartani in via degli Orti, ancora in bicicletta. Un militare lo aveva invitato a fermarsi, lui lo avrebbe spintonato e avrebbe poi cercato di sferrare una gomitata all’equipaggio che lo stava immobilizzando (la resistenza a pubblico ufficiale). Con sé aveva un coltello Opinel con il manico in legno due iniziali: era stato rubato e il proprietario aveva denunciato quel giorno stesso il furto dall’auto da lui lasciata aperta (ricettazione e porto abusivo). Virciglio lo aveva riconosciuto come quello con il quale era stato minacciato poco prima.(p.s.)

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