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L’Unione non fa il “bilancio consolidato”

L’Unione non fa il “bilancio consolidato”

Quote irrilevanti nelle partecipate: il conto dunque non deve sottostare alle nuove normative

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MASSA MARITTIMA. Amatur è in liquidazione, le quote in Farm Maremma sono al di sotto del 10 per cento fissato dalla legge, mentre per tutte le altri parliamo di percentuali più vicine allo zero che all’uno. Così l’Unione dei Comuni Colline Metallifere resta ai vecchi metodi, senza dover sottostare al cosiddetto bilancio consolidato, inserito nella normativa 2017 perché tutti gli enti diano puntuale resoconto dei rapporti economici che hanno in essere con le proprie partecipate. Ebbene, l’Unione non ne ha. O almeno, non da poterli considerare rilevanti. Per questo la giunta vuole proporre al consiglio di non sottoporre il bilancio 2016 a consolidamento, diventando così un caso piuttosto raro nel panorama amministrativo.

Il consolidamento è una procedura inserita da quest’anno per redigere il rapporto enti-partecipate e capire come questi vadano a influire nei bilanci. Tecnicismi che se da una parte, in linea generale, non fanno notizia, dall’altra mettono in risalto i casi in cui la gestione con le partecipate è poca o nulla. L’Unione dei Comuni, in cui confluiscono Massa Marittima, Montieri e Monterotondo Marittimo, è uno di questi. Sono sei in tutto le aziende in cui l’ente ha ancora un capitale sociale, pari complessivamente a circa 16.000 euro, ma in nessun caso queste azioni hanno rilevanza all’interno dei bilanci. La norma infatti non ritiene rilevanti le partecipazioni inferiori al 10 per cento e in quest’ottica l’Unione ha rapporti soltanto con Amatur (10,3 per cento di partecipazione per una quota di circa 1.400 euro), che nel corso del 2016 è andata in liquidazione. Viene poi rilevato che «non sussistono debiti o crediti tra l’amministrazione e la società e che l’inserimento nel bilancio consolidato non apporterebbe alcuna informazione aggiuntiva o sostanziale alla veritiera rappresentazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’Unione in quanto gli unici effetti prevedibili circa l’andamento della società in liquidazione sono riconducibili alla perdita di 1.406,51 euro di capitale investito, effetto già scontato al momento dell’approvazione del bilancio sociale 2015». Altre quote significative, seppure al di sotto del 10 per cento, sono quelle in Rama e Fidi, due società che di fatto sono scomparse, tant’è che l’Unione sta cercando di alienare il suo pacchetto azionario. Restano così le quote all’interno di società di reti telematiche e della geotermia, in cui la parte dell’Unione però sfiora lo zero. (a.f.)

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