Il dolore
«Geotermia? Almeno non a Monte Labro»
Cinigiano, per l’eventuale centrale il capogruppo d’opposizione invita a individuare un sito alternativo
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CINIGIANO. Si avvicina il 30 settembre, data entro la quale i comuni geotermici sono chiamati a indicare le aree idonee e non idonee allo sfruttamento industriale della risorsa geotermica per produrre energia elettrica.
Anche Cinigiano, come tutti i comuni geotermici, si attrezza. E mentre è in pieno corso l’azione contro la centrale Monte Labro e l’associazione Agorà cittadinanza attiva ribadisce il suo no totale a ogni ipotesi geotermica con tutte le altre associazioni paesane, il gruppo consiliare A/gente comune guidato da Giovanni Barbagli sostiene che per vincere la battaglia e impedire la realizzazione della centrale Monte Labro vadano indicate le aree idonee e non idonee. «Perché Cinigiano è un comune geotermico», dice il gruppo.
Per chiarire alcuni nodi Barbagli aveva invitato una decina di giorni fa sulla pubblica piazza di Monticello i vari attori coinvolti, compresa la società che ha in animo di fare la perforazione per capire se la centrale è possibile. Perché questo incontro?
«L’obiettivo dell’assemblea di Monticello – spiega – era quello di informare gli abitanti delle novità che erano emerse dalla Conferenza dei servizi del 10 luglio e delle decisioni prese nell’ultimo consiglio comunale a seguito della “informativa del sindaco”. Conoscevamo la posizione delle associazioni Pro Loco e Agorà che erano state messe al corrente dalla stessa sindaca degli ultimi sviluppi ma per il nostro modo di fare politica abbiamo l’obbligo di diffondere il sapere di pochi a più persone possibili prima che vengano fatte scelte sulla testa di tutti. Siamo quindi partiti dalle decisioni scritte nel verbale redatto dalla riunione del 10 luglio dalla conferenza regionale dei servizi e sottoscritto dalla stessa sindaca di Cinigiano dal quale scaturiscono novità importanti».
Per la prima volta, dice Barbagli, veniamo a sapere che il Comune di Cinigiano è considerato “comune geotermico” e che pertanto è chiamato a decidere di individuare le aree non idonee alla geotermia e quelle idonee.
«Anche se ciò ci rende perplessi – dice Barbagli – non possiamo mettere la testa sotto la sabbia e ci dobbiamo attrezzare. Se le motivazioni dei comitati per un no ideologico contro la geotermia sono da rispettare, hanno però un difetto: non sono sufficienti a rimuovere quanto chiede la conferenza regionale dei servizi».
Leggendo infatti il verbale della riunione del 10 luglio della conferenza stessa si apprende che i pareri dei vari soggetti (Arpat, Autorità delle miniere, Consorzio di Bonifica) sono positivi al via libera per la concessione della autorizzazione alla ricerca sperimentale del pozzo di Monte Labro.
«Abbiamo appreso in questi giorni da fonte comunale – dice ancora Barbagli – che anche il parere negativo sul vincolo paesaggistico dato dalla Sovrintendenza Siena Arezzo Grosseto è stato valutato non motivato dai tecnici della Regione. Inoltre sempre da fonte comunale sappiamo che il Comune ha dato incarico all’architetto Viviani di individuare le aree non idonee e quelle idonee per la geotermia».
Lo stesso gruppo A/gente comune chiedeva che si avviasse al più presto questo studio che è preliminare ad ogni decisione da prendere.
Tutto è perduto allora per la battaglia contro il sito di Monte Labro?
«Noi – dice ancora Barbagli – crediamo che è ancora una battaglia aperta a condizione che sia individuato un sito idoneo diverso da Monte Labro nel territorio comunale. E qualora venga individuato si affronti come coniugare la geotermia con il rispetto della vocazione del territorio ed il contenimento del rischio ambientale».
Un’ultima precisazione, infine, da parte del capogruppo di A/gente comune. «Avere ascoltato nell’assemblea di Monticello voci a favore della cosiddetta “geotermia a ciclo binario” – dice Barbagli – non significa condividere le loro opinioni ma tenerle in considerazione per come attrezzarci d’ora in poi». (f.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Anche Cinigiano, come tutti i comuni geotermici, si attrezza. E mentre è in pieno corso l’azione contro la centrale Monte Labro e l’associazione Agorà cittadinanza attiva ribadisce il suo no totale a ogni ipotesi geotermica con tutte le altre associazioni paesane, il gruppo consiliare A/gente comune guidato da Giovanni Barbagli sostiene che per vincere la battaglia e impedire la realizzazione della centrale Monte Labro vadano indicate le aree idonee e non idonee. «Perché Cinigiano è un comune geotermico», dice il gruppo.
Per chiarire alcuni nodi Barbagli aveva invitato una decina di giorni fa sulla pubblica piazza di Monticello i vari attori coinvolti, compresa la società che ha in animo di fare la perforazione per capire se la centrale è possibile. Perché questo incontro?
«L’obiettivo dell’assemblea di Monticello – spiega – era quello di informare gli abitanti delle novità che erano emerse dalla Conferenza dei servizi del 10 luglio e delle decisioni prese nell’ultimo consiglio comunale a seguito della “informativa del sindaco”. Conoscevamo la posizione delle associazioni Pro Loco e Agorà che erano state messe al corrente dalla stessa sindaca degli ultimi sviluppi ma per il nostro modo di fare politica abbiamo l’obbligo di diffondere il sapere di pochi a più persone possibili prima che vengano fatte scelte sulla testa di tutti. Siamo quindi partiti dalle decisioni scritte nel verbale redatto dalla riunione del 10 luglio dalla conferenza regionale dei servizi e sottoscritto dalla stessa sindaca di Cinigiano dal quale scaturiscono novità importanti».
Per la prima volta, dice Barbagli, veniamo a sapere che il Comune di Cinigiano è considerato “comune geotermico” e che pertanto è chiamato a decidere di individuare le aree non idonee alla geotermia e quelle idonee.
«Anche se ciò ci rende perplessi – dice Barbagli – non possiamo mettere la testa sotto la sabbia e ci dobbiamo attrezzare. Se le motivazioni dei comitati per un no ideologico contro la geotermia sono da rispettare, hanno però un difetto: non sono sufficienti a rimuovere quanto chiede la conferenza regionale dei servizi».
Leggendo infatti il verbale della riunione del 10 luglio della conferenza stessa si apprende che i pareri dei vari soggetti (Arpat, Autorità delle miniere, Consorzio di Bonifica) sono positivi al via libera per la concessione della autorizzazione alla ricerca sperimentale del pozzo di Monte Labro.
«Abbiamo appreso in questi giorni da fonte comunale – dice ancora Barbagli – che anche il parere negativo sul vincolo paesaggistico dato dalla Sovrintendenza Siena Arezzo Grosseto è stato valutato non motivato dai tecnici della Regione. Inoltre sempre da fonte comunale sappiamo che il Comune ha dato incarico all’architetto Viviani di individuare le aree non idonee e quelle idonee per la geotermia».
Lo stesso gruppo A/gente comune chiedeva che si avviasse al più presto questo studio che è preliminare ad ogni decisione da prendere.
Tutto è perduto allora per la battaglia contro il sito di Monte Labro?
«Noi – dice ancora Barbagli – crediamo che è ancora una battaglia aperta a condizione che sia individuato un sito idoneo diverso da Monte Labro nel territorio comunale. E qualora venga individuato si affronti come coniugare la geotermia con il rispetto della vocazione del territorio ed il contenimento del rischio ambientale».
Un’ultima precisazione, infine, da parte del capogruppo di A/gente comune. «Avere ascoltato nell’assemblea di Monticello voci a favore della cosiddetta “geotermia a ciclo binario” – dice Barbagli – non significa condividere le loro opinioni ma tenerle in considerazione per come attrezzarci d’ora in poi». (f.b.)
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