Sicurezza
Coltiva un bosco di marijuana nel podere: arrestato settantenne
Ben 260 piante scoperte e sequestrate dai carabinieri vicino a Roccalbegna. L'Arma: "Duro colpo all'attività di spaccio dell'Amiata"
ROCCALBEGNA. Settantenne, pensionato, con la passione _ come lui stesso raccontava ai paesani _ per l'agricoltura.Una passione sincera, a quanto pare, anche se indirizzata su una coltivazione particolare: la cannabis indiana. Nel suo podere di Roccalbegna, in una zona isolata, i carabinieri della Compagnia di Pitigliano hanno infatti trovato ben 260 grosse piante di marijuana, per un peso di oltre 1000 kg di sostanza stupefacente che avrebbe fruttato sul mercato illegale oltre 200.000 euro.
L'uomo, già conosciuto in passato alle forze dell'ordine, che si prendeva cura delle oltre 250 piante del vegetale vietato, è stato arrestato. Faceva una vita da insospettabile, il settantenne, che da tempo era in pensione, diceva di essere un agricoltore. Dietro la sua passione per l’agricoltura però nascondeva qualcosa.
Un passato con diversi guai con la giustizia, secondo quanto riporta una nota dei carabinieri.
Intorno al suo podere, isolato e lontano dal paese, i carabinieri avevano notato che nonostante i mesi di siccità, la vegetazione cresceva abbondante, fitta, quasi a voler coprire qualcosa.
Così una squadra di militari della Tenenza di Arcidosso, supportata anche da militari della Stazione carabinieri di Roccalbegna e da unità cinofile, ha fatto irruzione nel casale e ha pattugliato ogni angolo impervio di bosco, giungendo a una radura.
L'uomo aveva organizzato una piantagione. Non mancava nulla: il posto era soleggiato dalla mattina ed egli provvedeva a dare acqua alle piante mediante bidoni e tubi per irrigazione. I militari dell’Arma hanno sequestrato in tutto 260 grosse piante di marijuana per un peso di oltre 1000 kg di sostanza stupefacente che avrebbe fruttato sul mercato illegale oltre 200.000 euro.
Il settantenne inoltre nascondeva in casa altra sostanza stupefacente essiccata, già pronta per lo spaccio. Per lui sono scattate le manette e l'autorità giudiziaria di Grosseto ha disposto che venisse portato immediatamente in carcere.
Per trasportare la droga è stato necessario l’utilizzo di un grosso furgone, che è stato scortato dalle auto dei militari fino ad un luogo sicuro.
La sostanza stupefacente sequestrata sarà oggetto di analisi per comprenderne la qualità e di conseguenza stimare gli effetti nocivi e allucinogeni.
I carabinieri con questa grossa operazione ritengono di aver inflitto un duro colpo all’attività di spaccio della zona amiatina.
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