Il Tirreno

Grosseto

Sicuri in bicicletta per muoversi meglio

di Francesca Ferri
Sicuri in bicicletta per muoversi meglio

La proposta di Fiab Grosseto Ciclabile per il Piano urbano di mobilità sostenibile: rete di piste e cultura delle due ruote

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GROSSETO. Le piste ciclabili non bastano. Serve una “rete ciclabile” e addirittura l’intera città a misura di biciclette. Ad esempio, con limiti velocità a 30 chilometri orari nei punti dove le strade sono troppo strette per farci delle piste ciclabili. E aree di sosta dove poter lasciare in sicurezza la bici, senza che qualcuno la rubi. E, ancora, cittadini che capiscano che preferire la bici alla macchina fa guadagnare in termini di salute (ci si muove di più), di denaro (non si spendono soldi per il carburante), di pulizia (non si inquina).

Se si chiede all’associazione Fiab Grosseto Ciclabile qual è la proposta per il Piano urbano della mobilità sostenibile, la risposta non può essere che una: creare le condizioni per spostarsi in sicurezza in bicicletta.

L’associazione da anni studia come realizzare piste ciclabili a Grosseto e favorire la cultura delle due ruote. Tanto che, in occasione del varo del piano del traffico, con la passata amministrazione, elaborò un Biciplan, piano programmatico della mobilità ciclistica, firmato dall’architetto Andrea Marchi.

A distanza di qualche anno, e di qualche progetto realizzato – ad esempio la messa in sicurezza della ciclabile di viale della Repubblica e la realizzazione di altre piste ciclabili come quella in via Lago di Varano e dintorni, c’è ancora molto da fare.

L’occasione per riproporlo è finalmente arrivata. La nuova amministrazione comunale si sta infatti preparando a redigere il Piano urbano della mobilità sostenibile e avvierà, nei prossimi mesi, degli incontri con i cittadini e le associazioni per ascoltare esigenze e suggerimenti. Il Tirreno, nel frattempo, dà la possibilità a tutti di dire la propria, a partire dagli obiettivi che si è posta l’amministrazione (vedi box). Partiamo dunque con le proposte di Fiab Grosseto Ciclabile.

«Il Pums è uno strumento fondamentale, perché la mobilità sostenibile è sempre rimasta in un angolino – spiega il presidente di Fiab Grosseto Ciclabile Angelo Fedi –. Del nostro progetto qualcosa fu recepito a livello di piccoli interventi, ma quel che ci interessava di più era ricucire le piste esistenti, come quella di via della Pace, che è isolata, e risanare i tratti malmessi per creare una vera rete».

Il progetto, a partire dall’analisi della situazione esistente, individua una rete ciclabile principale (rete portante), costituita dalle reti concentriche, la prima delle quali intorno alle Mura, sulle quali si impernia la più capillare rete di adduzione e distribuzione (rete di supporto). A completamento di questa rete è previsto di coordinare l'accessibilità alle cosiddette isole ambientali (le zone 30, dove cioè non si possono superare i 30 km orari) e ai percorsi verdi (greenway) che ripercorrono tracciati storici o naturali.

Gli imperativi che reggono questo progetto sono: attrattività, ovvero l’uso della bicicletta deve risultare più conveniente rispetto all’automobile; continuità, per garantire condizioni di sicurezza e comfort su tutto l’itinerario; riconoscibilità per i ciclisti e gli automobilisti che devono adeguare il loro comportamento di guida; brevità, intesa come razionalità ed efficienza dei tracciati.

«Proponevamo anche una pista ciclabile sul diversivo – prosegue Fedi – che oggi potrebbe essere collegata alle nuove piste nella zona del centro commerciale al Commendone».

La creazione di infrastrutture che rendano sicuro, veloce e conveniente spostarsi in bici è, secondo Fiab Grosseto Ciclabile, il passo imprescindibile per favorire gli spostamenti in bici.

«Se devo rischiare nel traffico, arrivare in un posto, non trovare rastrelliera, legare la bici a un palo e non trovarcela più, faccio prima in auto – dice ancora Fedi –. Ma il risultato è che poi abbiamo una città intasata dalle auto».

Nel cambiamento di abitudini e nella scelta di lasciare la macchina in garage a favore della bici, insomma, c’è tutto da riguadagnare. «È oramai noto agli addetti ai lavori – si legge nella presentazione del progetto di Fiab Grosseto Ciclabile – che una città raggiunge una mobilità equilibrata quando un terzo dei suoi spostamenti interni avviene tramite mezzi pubblici, un terzo con le due ruote e un terzo residuo in auto». E ancora: «Grosseto è una città completamente pianeggiante e con un'estensione tale che la rende perfetta per l'uso della bicicletta» ma «c’è poco a misura di bicicletta».

La speranza è che presto la situazione possa cambiare.

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