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Grosseto

Securpol: conti correnti sbloccati

Securpol: conti correnti sbloccati

Il presidio dei dipendenti prosegue fino al pagamento di una mensilità

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GROSSETO
Il provvedimento di sequestro del gip del tribunale di Civitavecchia è stato annullato dal sostituto procuratore che ha così sbloccato i conti corrente della Securpol. Conti corrente con 5 milioni di euro, soldi che saranno utilizzati per pagare una mensilità ai dipendenti della società di vigilanza privata. La buona notizia è arrivata dopo che già due giorni fa qualcosa era trapelato dalle aule del tribunale laziale. Il pm ha già firmato ma i soldi sui conti dei dipendenti non sono ancora arrivati e il presidio in via Monte Cengio resterà in piedi fino ad allora. «Ci sono 50 famiglie in difficoltà soltanto a Grosseto - dice Radames Poccetti, una delle due guardie giurate che da nove giorni è incatenata con un collega per protesta - Ci sono gli affitti da pagare e le rate del mutuo. La situazione ancora non è risolta e finché tutto non sarà tornato al proprio posto, noi non ci muoveremo da qui». . In via Monte Cengio ieri è andato a portare solidarietà ai dipendenti della società anche il sindaco di Follonica Andrea Benini che ha promesso, già da oggi, di mettersi al lavoro per dare una mano a risolvere la situazione. «Abbiamo bisogno dell’appoggio di tutti - dicono i lavoratori - Le istituzioni stanno facendo la loro parte anche perché la partita si gioca sul tavolo del ministero».

In tutta Italia, questa vicenda, sta rischiando di travolgere più di 1.500 famiglie. Sono tanti i dipendenti della Securpol che non hanno riscosso le ultime tre mensilità e la quattordicesima.

«Abbiamo messo a disposizione anche le auto di servizio - aggiunge Poccetti - perché alcuni colleghi non hanno soldi per pagare l’assicurazione e non sanno come spostarsi». La situazione, se non verrà risolta in poco tempo, rischia di diventare esplosiva. I vigilanti della società stanno continuando a lavorare per non perdere gli abbonamenti dei clienti che hanno confermato la loro fiducia in questo momento di gravissima difficoltà. Ed è forse questo, insieme alla solidarietà della città, a dare loro la forza di andare avanti.

«Abbiamo famiglia, moglie e figli - dicono i dipendenti - e non sappiamo più come mettere il piatto in tavola. Dei nostri 48 colleghi c’è chi ha da pagare il mutuo, chi l’affitto, chi ha bambini piccoli e chi deve comprare le medicine e non sa come fare. La situazione è drammatica». Ora uno spiraglio si è aperto: i conti sono sbloccati e almeno una mensilità dovrebbe essere pagata.

Francesca Gori

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