Il dolore
appello da giannutri
«Ridateci l’acqua, nessuno sbarchi qui»
ISOLA DI GIANNUTRI. «Che nessuno sbarchi a Giannutri e che non si facciano lavori per i quali viene richiesto l’uso di acqua». La richiesta la rivolge alla prefetta di Grosseto un residente sull’isola...
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ISOLA DI GIANNUTRI. «Che nessuno sbarchi a Giannutri e che non si facciano lavori per i quali viene richiesto l’uso di acqua». La richiesta la rivolge alla prefetta di Grosseto un residente sull’isola di Giannutri, Giuseppe Ferrante. Da ieri l’isola che fa capo al Comune del Giglio è senza acqua. Il Fiora, come aveva annunciato, ha staccato il contatore del dissalatore e ora le risorse idriche sull’isola scarseggiano. «Il Fiora ha chiuso adesso solo perché sull’isola sono rimasti solo i residenti e non quando arrivavano le navi che scaricavano sull’isola oltre 400 persone. Ora siamo rimasti solo noi poveri residenti che non siamo a carico del Consorzio di Giannutri ma del Comune che ci ha dato la residenza e al quale noi paghiamo le tasse».
Ferrante chiede che venga subito riattaccata l’acqua. «Io voglio pagare quello che ho consumato e non quello che consumano gli altri – dice – e quando il Comune mi ha concesso di risiedere a Giannutri si doveva accertare che ci fossero le condizioni per poter vivere sull’isola. Non possono pensare che faccia tutto il Consorzio. Prendono anche la tassa di sbarco ma non hanno nulla sull’isola. Noi invece veniamo lasciati anche senza acqua».
La questione va avanti da tempo. Per il Fiora, che ha chiuso il dissalatore, i residenti e i proprietari degli immobili a Giannutri sono dei morosi. Devono all’Acquedotto una cifra che si aggira intorno ai 100.000 euro. Il sindaco del Giglio, dal canto suo, dice di non essere l’autorità che eroga il servizio idrico che è appunto il Fiora e che l’acqua deve essere pagata. Il sistema di erogazione – spiega il sindaco Sergio Ortelli – è perfetto, l’acqua è certificata dalla Asl. Dopo il contatore le condotte sono private. Devono essere i cittadini o il Consorzio che si devono dare da fare per rinnovarle. Il Comune non dispone della loro rete perché è privata. Quando sono state costruite le case era stato sottoscritto un atto d’obbligo, dovevano essere consegnate opere di urbanizzazione fra cui acquedotto e fognatura messe a norma. Tutto questo non è mai avvenuto. Questo spetta al cittadino proprietario della casa e non al Comune. L’amministrazione non ha responsabilità in questo. Nonostante questo il Comune col Fiora si sono messi seduti a un tavolo per aiutare i cittadini di Giannutri a arrivare alla firma di un protocollo. Il Consorzio è stato invitato. Dopo un anno e mezzo il protocollo è stato sottoscritto da tutti ma non dal Consorzio». (i.a.)
Ferrante chiede che venga subito riattaccata l’acqua. «Io voglio pagare quello che ho consumato e non quello che consumano gli altri – dice – e quando il Comune mi ha concesso di risiedere a Giannutri si doveva accertare che ci fossero le condizioni per poter vivere sull’isola. Non possono pensare che faccia tutto il Consorzio. Prendono anche la tassa di sbarco ma non hanno nulla sull’isola. Noi invece veniamo lasciati anche senza acqua».
La questione va avanti da tempo. Per il Fiora, che ha chiuso il dissalatore, i residenti e i proprietari degli immobili a Giannutri sono dei morosi. Devono all’Acquedotto una cifra che si aggira intorno ai 100.000 euro. Il sindaco del Giglio, dal canto suo, dice di non essere l’autorità che eroga il servizio idrico che è appunto il Fiora e che l’acqua deve essere pagata. Il sistema di erogazione – spiega il sindaco Sergio Ortelli – è perfetto, l’acqua è certificata dalla Asl. Dopo il contatore le condotte sono private. Devono essere i cittadini o il Consorzio che si devono dare da fare per rinnovarle. Il Comune non dispone della loro rete perché è privata. Quando sono state costruite le case era stato sottoscritto un atto d’obbligo, dovevano essere consegnate opere di urbanizzazione fra cui acquedotto e fognatura messe a norma. Tutto questo non è mai avvenuto. Questo spetta al cittadino proprietario della casa e non al Comune. L’amministrazione non ha responsabilità in questo. Nonostante questo il Comune col Fiora si sono messi seduti a un tavolo per aiutare i cittadini di Giannutri a arrivare alla firma di un protocollo. Il Consorzio è stato invitato. Dopo un anno e mezzo il protocollo è stato sottoscritto da tutti ma non dal Consorzio». (i.a.)
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