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Grosseto

Da domani in classe senza zaino

Da domani in classe senza zaino

Porto Ercole, gli alunni di prima e seconda della “Radice” inaugurano il progetto  

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PORTO ERCOLE. A Porto Ercole si va a scuola senza zaino. Da domani i piccoli alunni della prima e della seconda classe della primaria “Giovanni Lombardo Radice” inaugureranno sul promontorio un nuovo progetto, per la verità già sperimentato e diffuso in diversi istituti italiani, ma che rappresenta un’innovazione per il comune argentarino.

Saranno proprio i più piccoli a fare da apripista per poi, nei prossimi anni, ampliare la proposta alle nuove classi che arriveranno dagli istituti dell’infanzia, incrementando sempre di più la proposta. Già in passato il sindaco Arturo Cerulli e la vicesindaco Priscilla Schiano avevano incentivato questo tipo di concetto, sviluppato poi dalle maestre della Lombardo Radice e ben accolto dalla dirigente scolastica, che ha deciso così di dare il via per la prima volta al progetto.

«È un nuovo modello di scuola già portato avanti a Lucca, Pistoia e Firenze, ma anche nel nord Italia e nel Lazio – sottolinea la maestra Carmela Pucci – Prima con la dirigente Nunzia Squitieri e adesso con Rosa Tantulli siamo state subito d’accordo per questa iniziativa, nata dagli insegnanti in collaborazione con la stessa preside. Scuola senza zaino parte dalla prima e dalla seconda classe e mira a creare cittadini più consapevoli che hanno cura delle proprie cose. Non hanno più il loro astuccio personale e neanche lo zaino, i genitori comprano le cose tutte insieme. I bambini lavorano a scuola e gli stessi genitori hanno creato una bisaccia, una sorta di borsetta fatta di jeans dove possono portare la merenda e un eventuale libro dove possono fare i compiti. Con questo sistema a casa viene fatta un’elaborazione di ciò che facciamo a scuola, ma il resto viene fatto nelle ore di lezione».

Questo sistema crea anche vantaggi per la salute dei ragazzi, che non avranno problemi alla schiena assieme a tutti i risvolti positivi che ha il non portare uno zaino sulle spalle. «I genitori sono stati molto fiduciosi e disponibili nei nostri confronti – aggiunge la maestra – perché è un’esperienza innovativa. In classe ci sarà anche una sorta di forum, un agorà dedicato alla didattica delle emozioni. Sarà utilizzato anche per ascolto e lettura, miriamo a rafforzare determinati aspetti che la società sta perdendo nel tempo. Poi ci saranno dei laboratori, che avranno come obiettivo l’autonomia del bambino».

Andrea Capitani

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