Sicurezza
Trovato morto a 40 anni a casa dell’amico
di Francesca Gori
Il proprietario dell’appartamento era in stato confusionale ed è stato portato all’ospedale. Si sospetta l’overdose
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GROSSETO. Un uomo di quarant’anni è morto, l’altro, il padrone dell’appartamento dove si è consumata la tragedia, invece, è stato portato all’ospedale Misericordia in stato confusionale.
Il dramma è stato scoperto ieri pomeriggio quando il fratello del cinquantenne è tornato a casa, in via Lago di Bolsena e ha trovato la porta dell’appartamento chiusa con un chiavistello. Ha suonato più volte, lo ha chiamato, ha bussato: ma dall’interno dell’abitazione non rispondeva nessuno. Ha dato l’allarme chiedendo l’intervento dei vigili del fuoco che hanno sfondato la porta e sono entrati dentro l’appartamento. Il quarantenne era morto da alcune ore: addosso non aveva i documenti. I poliziotti che sono intervenuti subito, sapevano solo che era conosciuto come Lapo. La sua identità è stata scoperta poco dopo: si tratta di Lapo De Santis, quarantenne di origini fiorentine.
Il cinquantenne invece era in stato confusionale ed è stato portato all’ospedale Misericordia da un’ambulanza del 118. Nell’appartamento, il sopralluogo della polizia scientifica e delle volanti: la morte del quarantenne e lo stato confusionale del cinquantenne sarebbero stati causati da un’overdose.
Un mix letale di eroina e cocaina. Tracce sarebbero state trovate all’interno della stanza dove c’erano i due uomini.
Gli uomini delle volanti avevano già fatto un altro intervento nell’appartamento del cinquantenne, all’inizio dell’estate. L’uomo, in quella occasione, era insieme ad altri conoscenti ed era stato colto da malore. Conosciuto dalla polizia, per l’abuso di sostanze stupefacenti, ieri probabilmente era da solo in casa quando il suo amico si è sentito male.
Quando i sanitari del 118 sono entrati nell’appartamento dopo che i vigili del fuoco avevano sfondato la porta dell’abitazione, per De Santis non c’era più nulla da fare.
L’uomo era probabilmente già morto da alcune ore ma il suo amico non era riuscito a dare l’allarme.
Nell’appartamento, insieme agli uomini delle volanti è intervenuto anche il reparto scientifica della questura per i rilievi.
Ora le indagini sono concentrate su chi abbia venduto la dose letale al quarantenne. Dose che avrebbe potuto uccidere anche il proprietario dell’appartamento.
Il dramma è stato scoperto ieri pomeriggio quando il fratello del cinquantenne è tornato a casa, in via Lago di Bolsena e ha trovato la porta dell’appartamento chiusa con un chiavistello. Ha suonato più volte, lo ha chiamato, ha bussato: ma dall’interno dell’abitazione non rispondeva nessuno. Ha dato l’allarme chiedendo l’intervento dei vigili del fuoco che hanno sfondato la porta e sono entrati dentro l’appartamento. Il quarantenne era morto da alcune ore: addosso non aveva i documenti. I poliziotti che sono intervenuti subito, sapevano solo che era conosciuto come Lapo. La sua identità è stata scoperta poco dopo: si tratta di Lapo De Santis, quarantenne di origini fiorentine.
Il cinquantenne invece era in stato confusionale ed è stato portato all’ospedale Misericordia da un’ambulanza del 118. Nell’appartamento, il sopralluogo della polizia scientifica e delle volanti: la morte del quarantenne e lo stato confusionale del cinquantenne sarebbero stati causati da un’overdose.
Un mix letale di eroina e cocaina. Tracce sarebbero state trovate all’interno della stanza dove c’erano i due uomini.
Gli uomini delle volanti avevano già fatto un altro intervento nell’appartamento del cinquantenne, all’inizio dell’estate. L’uomo, in quella occasione, era insieme ad altri conoscenti ed era stato colto da malore. Conosciuto dalla polizia, per l’abuso di sostanze stupefacenti, ieri probabilmente era da solo in casa quando il suo amico si è sentito male.
Quando i sanitari del 118 sono entrati nell’appartamento dopo che i vigili del fuoco avevano sfondato la porta dell’abitazione, per De Santis non c’era più nulla da fare.
L’uomo era probabilmente già morto da alcune ore ma il suo amico non era riuscito a dare l’allarme.
Nell’appartamento, insieme agli uomini delle volanti è intervenuto anche il reparto scientifica della questura per i rilievi.
Ora le indagini sono concentrate su chi abbia venduto la dose letale al quarantenne. Dose che avrebbe potuto uccidere anche il proprietario dell’appartamento.
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