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Grosseto

Salasso per le inumazioni: è polemica

di Fiora Bonelli
Salasso per le inumazioni: è polemica

A Seggiano per essere sepolti in terra si pagano da 330 ai 930 euro, mentre altrove è gratuito. La minoranza attacca

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SEGGIANO. «Sono impazziti. Ora bisogna spendere una cifra esosa anche per essere seppelliti in terra». I consiglieri di minoranza di Seggiano Stefano Chiappini e Mario Simi, eletti nella lista comune Unico Amiata, non appena hanno “scoperto” che il Comune di Seggiano aveva deciso che anche i “morti devono pagare” per essere inumati, hanno fatto immediata richiesta di convocazione del consiglio comunale per aprire un pubblico confronto.

Lo annunciano gli stessi consiglieri che esibiscono un documento dell’amministrazione relativo alle nuove tariffe cimiteriali.

Da esso risulta che per essere seppelliti in terra restandovi 20 anni si devono sborsare 330 euro a patto di essere residenti a Seggiano, altrimenti per i non residenti l’importo sale a 930 euro. Invece la concessione per gli ossari e l’uso del sollevatore è uguale per tutti: 400 euro per l’ossario e 50 per il sollevatore.

La cifra per l’inumazione è parsa esosa ai due consiglieri. «La cosa è stata decisa – spiega Chiappini – una quindicina di giorni fa. Fino ad ora la sepoltura in terra era del tutto gratuita e Seggiano ha messo questa gabella per fare cassa».

E all’obiezione che forse Seggiano aveva voluto semplicemente mettere a disposizione un posto che i cittadini avrebbero potuto “acquistare”, Chiappini sbotta: «Ma che acquistare? Al cimitero il posto in terra non si compra, perché dopo 20 anni ti tolgono per sistemarti in un ossario. Ed è sempre stato gratuito. È una vergogna».

La reazione dei consiglieri di minoranza si appella anche al fatto che negli altri comuni amiatini la sepoltura per terra è del tutto gratuita, come a Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora.

«Vero – spiega il sindaco di Seggiano Gianpiero Secco, ma è anche vero che in molti altri comuni si paga, come a Scansano ad esempio». Il sindaco ne fa una questione di equità. «Finora – dice – c’era disparità di trattamento fra chi chiedeva in concessione un loculo e chi, invece, era sepolto gratuitamente in terra. Spesa alta per chi sceglieva di essere sepolto in un fornetto e chi invece decideva per la terra. Noi ne abbiamo fatto una questione di equità. Infatti anche per la sepoltura a terra il Comune dà un servizio e ci sono dei costi. Abbiamo anche fatto un calcolo per essere più equi possibile. Siccome in terra il tempo che serve per poi essere esumati è minore che nei loculi, abbiamo deciso di far pagare 330 la tomba in terra e 400 il loculo. Questione di equità. Tutto qui».

Negli altri comuni amiatini, invece, la sepoltura in terra è gratuita. «Si parla di “campo comune”– spiega il sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi – che è quello spazio dove la sepoltura è gratuita e che noi abbiamo nelle frazioni, perché a Santa Fiora non si può seppellire a terra a causa della presenza delle sorgenti. Ma proprio a Santa Fiora, dato che non abbiamo posti in terra, abbiamo predisposto loculi gratuiti dove seppelliamo chi non ha acquistato un loculo suo».

Nel comune di Roccalbegna, invece, si dà la possibilità al cittadino di comprarsi per 30 anni il posto della sepoltura a terra al prezzo di 55 euro. Una concessione rinnovabile, se il cittadino vuole.

«Ma nello stesso tempo la sepoltura a terra resta gratuita per chi decide di non acquistarsi il posto», chiarisce il sindaco Massimo Galli.

Sulla questione, i consiglieri comunali di Seggiano hanno chiesto di indire un consiglio comunale che si celebrerà il 23 settembre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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