Sicurezza
grosseto
Pronto il giardino al Cinghialino ma il Comune mette a gara il sito
di Alfredo Faetti
GROSSETO. Un lavoro raffinato, portato avanti con cura e tenendo in considerazione i tempi della natura. L’idea era quella di ricreare l’ambiente della macchia mediterranea, ma per poter far crescere...
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Un lavoro raffinato, portato avanti con cura e tenendo in considerazione i tempi della natura. L’idea era quella di ricreare l’ambiente della macchia mediterranea, ma per poter far crescere al meglio fusti e foglie sono stati piantati bonsai e altre piante piccole, così che potessero germogliare con il ritmo delle stagioni. Il tempo dell’uomo, invece, sta per scadere.
«Era nei patti da subito, ora speriamo che questo lavoro sia salvaguardato», dicono dall’associazione Dritti alla Meta, che nel corso del 2017 ha rimesso a nuovo e allestito il giardino botanico compreso nella troniera del Cinghialino, sulle Mura di Grosseto.
Un’iniziativa di puro volontariato, destinata a restituire uno spazio bello e decorso alla città. Ma il Comune, attraverso l’Istituzione Le Mura, sta per mettere le troniere a gara per affidarle a privati così da farne cantine, vinerie e simili. E quella del Cinghialino sarà una delle più gettonate.
«L’accordo era chiaro, ci chiediamo solo che fine farà il giardino», dicono dall’associazione.
Il destino è stato un po’ beffardo con Dritti alla Meta, che ottennero la promessa di poter coltivare un giardino botanico sulle Mura, in quella troniera del bastione Molino a vento, già durante l’ultima legislatura Bonifazi, ma per vari intoppi non gli vennero mai consegnate le chiavi. Un passaggio che alla fine si è manifestato solo con l’amministrazione di Vivarelli Colonna, a inizio 2017, ma già allora i patti furono chiari.
È stato il vicesindaco Luca Agresti ad annunciare all’associazione l’intenzione di mettere a bando le terriere e di affidarle a privati perché le mettessero a profitto.
I soci non fecero obiezioni a riguardo e pur di mettersi al lavoro con il loro progetto accettarono e diedero il via al giardino, con una ripulitura dell’area, la messa a terra delle piante e per altri scopi socialmente utili.
Come il servizio antincendi. I volontari si sono messi al lavoro tutta l’estate per fare da sentinella e segnalare focolai e hanno concluso la loro opera proprio in questi giorni.
«Il nostro intento era solo quello di restituire questo spazio alla città – spiegano – Ci hanno aiutato anche delle ditte con dei lavori e dei vecchi grossetani con le loro donazioni».
Il giardino, così, fiorisce. Ma le radici non hanno fatto in tempo a scavare il terreno che è già ora di restituire le chiavi al Comune.
«In effetti non ci aspettavamo tempi tanto repentini», ammettono ma senza alcuna polemica da Dritti alla Meta, che però vogliono porre l’attenzione perché quanto fatto non vada perduto.
«Vogliamo sapere cosa verrà fatto su quella troniera, se resterà il giardino o se invece, per esempio, verrà piastrellata – concludono – In quel caso, speriamo che venga trovato un altro spazio dove trasferire le piante».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Era nei patti da subito, ora speriamo che questo lavoro sia salvaguardato», dicono dall’associazione Dritti alla Meta, che nel corso del 2017 ha rimesso a nuovo e allestito il giardino botanico compreso nella troniera del Cinghialino, sulle Mura di Grosseto.
Un’iniziativa di puro volontariato, destinata a restituire uno spazio bello e decorso alla città. Ma il Comune, attraverso l’Istituzione Le Mura, sta per mettere le troniere a gara per affidarle a privati così da farne cantine, vinerie e simili. E quella del Cinghialino sarà una delle più gettonate.
«L’accordo era chiaro, ci chiediamo solo che fine farà il giardino», dicono dall’associazione.
Il destino è stato un po’ beffardo con Dritti alla Meta, che ottennero la promessa di poter coltivare un giardino botanico sulle Mura, in quella troniera del bastione Molino a vento, già durante l’ultima legislatura Bonifazi, ma per vari intoppi non gli vennero mai consegnate le chiavi. Un passaggio che alla fine si è manifestato solo con l’amministrazione di Vivarelli Colonna, a inizio 2017, ma già allora i patti furono chiari.
È stato il vicesindaco Luca Agresti ad annunciare all’associazione l’intenzione di mettere a bando le terriere e di affidarle a privati perché le mettessero a profitto.
I soci non fecero obiezioni a riguardo e pur di mettersi al lavoro con il loro progetto accettarono e diedero il via al giardino, con una ripulitura dell’area, la messa a terra delle piante e per altri scopi socialmente utili.
Come il servizio antincendi. I volontari si sono messi al lavoro tutta l’estate per fare da sentinella e segnalare focolai e hanno concluso la loro opera proprio in questi giorni.
«Il nostro intento era solo quello di restituire questo spazio alla città – spiegano – Ci hanno aiutato anche delle ditte con dei lavori e dei vecchi grossetani con le loro donazioni».
Il giardino, così, fiorisce. Ma le radici non hanno fatto in tempo a scavare il terreno che è già ora di restituire le chiavi al Comune.
«In effetti non ci aspettavamo tempi tanto repentini», ammettono ma senza alcuna polemica da Dritti alla Meta, che però vogliono porre l’attenzione perché quanto fatto non vada perduto.
«Vogliamo sapere cosa verrà fatto su quella troniera, se resterà il giardino o se invece, per esempio, verrà piastrellata – concludono – In quel caso, speriamo che venga trovato un altro spazio dove trasferire le piante».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
