Lutto
l’appello
«Non so dove ricoverare mia madre di 92 anni»
ORBETLELO. «Mia madre ha diritto ad essere accolta in una struttura in provincia di Grosseto. Non posso portarla, malata, in una struttura all’isola d’Elba».L’appello arriva da una donna di Orbetello,...
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ORBETLELO. «Mia madre ha diritto ad essere accolta in una struttura in provincia di Grosseto. Non posso portarla, malata, in una struttura all’isola d’Elba».
L’appello arriva da una donna di Orbetello, Amneris Becci, la cui mamma, di 92 anni si trova al momento ricoverata all’ospedale Petruccioli di Pitigliano. La novantaduenne, a seguito di una malattia, ha entrambi gli altri della parte sinistra paralizzati. «Dopo vari ricoveri a San Sepolcro, Arezzo e Orbetello – spiega la figlia – ho trovato una stanza a pagamento a Pitigliano, a Le Prata. Dopo solo 5 giorni, mia mamma ha avuto un nuovo attacco ischemico ed è stata ricoverata al Petruccioli a Pitigliano, nel reparto di medicina».
Dopo la degenza nel reparto di medicina, Amneris, non potendo portare sua mamma a casa, ha chiesto che l’anziana mamma venisse ricoverata nell’ospedale di comunità. «Il 16 settembre la dimetteranno – dice – ma io non posso portarla a casa. Per starle dietro ci vogliono tre persone perché è un peso morto da alzare e io a 70 anni, da sola, dato che mio marito ha da pensare anche alle mamma di 94 anni non posso farcela» . La mamma di Amneris ha, come spiega la figlia, anche bisogno di un altro tipo di assistenza per la quale, sembra debba avere vicino una, o addirittura più persone, 24 ore su 24. L’orbetellana aveva anche chiesto un ricovero all’hospice ma dopo la visita è stato ritenuto che non ce ne fossero le condizioni. «La dottoressa è stata molto gentile e la ringrazio – dice la donna – ha detto che mia mamma non era ancora nelle condizioni di essere ricoverata in un posto dove si ricoverano i terminali. Poco dopo la visita si è sentita ancora male. Forse non si rendono conto che per lei non è rimasto molto tempo».
Alla figlia è stato consegnato un voucher che le permettere di poter accedere a una struttura di cui i costi, in parte, saranno sostenuti dalla Asl e in parte dalla stessa paziente. «La consegna è avvenuta il 5 settembre. Ogni giorno guardo sul portale ma non trovo nessuna struttura in provincia. Ho trovato posto all’isola d’Elba, Montalcino e Castiglion Fiorentino. Come faccio a portare mia mamma così lontano? Perché si fanno gli ospedali di comunità e poi i pazienti devono starci un tempo stabilito?»
Dall’azienda sanitaria una risposta chiara e netta: la signora Amneris, fanno sapere, ha rifiutato varie soluzioni (fra cui il ritorno a Le Prata), la proposta di assistenza domiciliare e non ha ancora usato il voucher che le è stato offerto. La donna è stata assistita secondo il percorso riservato alle persone non autosufficienti. Non può più stare né in ospedale né nella struttura di comunità (che è temporanea) e comunque in una Rsa sarebbe assistita. Con il voucher può cercare una soluzione in tutta la Toscana. «Ho trovato solo posti troppo lontani – ribatte Amneris – e sto sentendo strutture private nel Lazio, al confine con la Toscana in modo da non essere troppo lontana. Per l’assistenza domiciliare certo che ho rifiutato: se mi offrono assistenza 24 ore su 24 è un conto. Per avere una persona o più persone che vengono quando dicono loro non è possibile. Mia mamma ha dei diritti. Io voglio che le siano riconosciuti. Io non la posso accudire a casa – conclude – anche io sono anziana. Sono disposta a tutto». Il voucher scadrà il 15 settembre, un giorno prima delle dimissioni. Se non si troverà una sistemazione Amneris dovrà portare a casa sua mamma.
Ivana Agostini
L’appello arriva da una donna di Orbetello, Amneris Becci, la cui mamma, di 92 anni si trova al momento ricoverata all’ospedale Petruccioli di Pitigliano. La novantaduenne, a seguito di una malattia, ha entrambi gli altri della parte sinistra paralizzati. «Dopo vari ricoveri a San Sepolcro, Arezzo e Orbetello – spiega la figlia – ho trovato una stanza a pagamento a Pitigliano, a Le Prata. Dopo solo 5 giorni, mia mamma ha avuto un nuovo attacco ischemico ed è stata ricoverata al Petruccioli a Pitigliano, nel reparto di medicina».
Dopo la degenza nel reparto di medicina, Amneris, non potendo portare sua mamma a casa, ha chiesto che l’anziana mamma venisse ricoverata nell’ospedale di comunità. «Il 16 settembre la dimetteranno – dice – ma io non posso portarla a casa. Per starle dietro ci vogliono tre persone perché è un peso morto da alzare e io a 70 anni, da sola, dato che mio marito ha da pensare anche alle mamma di 94 anni non posso farcela» . La mamma di Amneris ha, come spiega la figlia, anche bisogno di un altro tipo di assistenza per la quale, sembra debba avere vicino una, o addirittura più persone, 24 ore su 24. L’orbetellana aveva anche chiesto un ricovero all’hospice ma dopo la visita è stato ritenuto che non ce ne fossero le condizioni. «La dottoressa è stata molto gentile e la ringrazio – dice la donna – ha detto che mia mamma non era ancora nelle condizioni di essere ricoverata in un posto dove si ricoverano i terminali. Poco dopo la visita si è sentita ancora male. Forse non si rendono conto che per lei non è rimasto molto tempo».
Alla figlia è stato consegnato un voucher che le permettere di poter accedere a una struttura di cui i costi, in parte, saranno sostenuti dalla Asl e in parte dalla stessa paziente. «La consegna è avvenuta il 5 settembre. Ogni giorno guardo sul portale ma non trovo nessuna struttura in provincia. Ho trovato posto all’isola d’Elba, Montalcino e Castiglion Fiorentino. Come faccio a portare mia mamma così lontano? Perché si fanno gli ospedali di comunità e poi i pazienti devono starci un tempo stabilito?»
Dall’azienda sanitaria una risposta chiara e netta: la signora Amneris, fanno sapere, ha rifiutato varie soluzioni (fra cui il ritorno a Le Prata), la proposta di assistenza domiciliare e non ha ancora usato il voucher che le è stato offerto. La donna è stata assistita secondo il percorso riservato alle persone non autosufficienti. Non può più stare né in ospedale né nella struttura di comunità (che è temporanea) e comunque in una Rsa sarebbe assistita. Con il voucher può cercare una soluzione in tutta la Toscana. «Ho trovato solo posti troppo lontani – ribatte Amneris – e sto sentendo strutture private nel Lazio, al confine con la Toscana in modo da non essere troppo lontana. Per l’assistenza domiciliare certo che ho rifiutato: se mi offrono assistenza 24 ore su 24 è un conto. Per avere una persona o più persone che vengono quando dicono loro non è possibile. Mia mamma ha dei diritti. Io voglio che le siano riconosciuti. Io non la posso accudire a casa – conclude – anche io sono anziana. Sono disposta a tutto». Il voucher scadrà il 15 settembre, un giorno prima delle dimissioni. Se non si troverà una sistemazione Amneris dovrà portare a casa sua mamma.
Ivana Agostini
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