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Montemassi, esperti a confronto per recuperare il castello

Montemassi, esperti a confronto per recuperare il castello

MONTEMASSI. Vent’anni dopo il primo grande progetto di restyling del castello (era l’epoca delle villette del Guidoriccio, 1996) Montemassi vive una nuova tappa verso il progetto di recupero e...

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MONTEMASSI. Vent’anni dopo il primo grande progetto di restyling del castello (era l’epoca delle villette del Guidoriccio, 1996) Montemassi vive una nuova tappa verso il progetto di recupero e valorizzazione del suo splendido castello (nella foto), simbolo nel mondo dell’Italia del Rinascimento per essere “protagonista” del capolavoro di Simone Martini. Venerdì alle 18, al Centro di documentazione del paese, sotto il castello, è in programma un convegno con docenti ed esperti in materia di recupero e riqualificazione del patrimonio storico e accesso ai finanziamenti europei. L’appuntamento sarà l’occasione per fare il punto sul presente e guardare al futuro, partendo dalla convenzione del 2015 fra il Comune di Roccastrada, proprietario del bene, e il geoparco nazionale delle Colline metallifere, che ha tra le sue finalità la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale di tutta l’area. Al convegno poterà il proprio contributo tecnico e scientifico anche il dipartimento di Architettura dell’università di Firenze e nell’occasione saranno esposti un plastico e alcune tavole dedicate al recupero.

Il convegno sarà aperto dall’architetto Giulio Basili e dai saluti del sindaco Francesco Limatola; poi interverranno Lidia Bai, presidente del Parco tecnologico e archeologico delle Colline metallifere, e Alessandro Ghionzoli, presidente dell’associazione Partecipazione e sviluppo. L’iniziativa entrerà nel vivo con Alessandro Merlo e Riccardo Butini, docenti dell’università di Firenze, e di Sandro Danesi, economista e dottore di ricerca in politica economica all’università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. «Vogliamo lavorare tutti insieme – spiega Limatola – per dare nuova vita a un luogo che racconta parte della nostra storia, puntando a renderlo fruibile. Valuteremo la possibilità di accedere ai finanziamenti europei per dare concretezza a un intervento di recupero e valorizzazione su cui lavoriamo da anni». (g.b.)

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