La manifestazione
Cinquanta posti letto nel Tesoro
di Alfredo Faetti
Il sindaco Giuntini: «Clientela selezionata, in questo modo si rilancia anche l’economia della zona»
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MASSA MARITTIMA. Le procedure sono state seguite nel rispetto delle norme e sono destinate ad agevolare la realizzazione di un albergo di campagna grande cinquanta posti letto, destinati a una clientela esclusiva amante del lusso.
È in buona sostanza quanto è emerso dall’incontro pubblico che si è svolto ieri a Massa Marittima riguardo la variante urbanistica di Villa al Tesoro, a Valpiana, rispondendo così alle varie questioni emerse alla vigilia.
L’inchiesta della Procura di Grosseto, ad esempio, aperta per una separazione tra gli immobili e i terreni agricoli, legati invece da un piano di miglioramento agricolo (Pmaa) che li vincolava ad essere considerati un unicum.
Ma durante l’incontro sono emerse anche altre perplessità, sollevate dai residenti della zona, che dubitano di un reale impatto positivo per il territorio. «Ce ne fossero di investitori così», è stata la risposta del sindaco Marcello Giuntini spiegando i pro di questa operazione. L’ampliamento di una struttura ricettiva destinata a una clientela di lusso, un sistema fiscale che imporrà la proprietà di pagare anche imposte non previste per gli agriturismi (come l’Imu), l’attrattiva che Massa Marittima continua ad avere all’estero. Sono queste le basi con cui il Comune ha deciso di andare incontro alla proprietà russa di Villa al Tesoro, che nei mesi scorsi ha proposto di realizzare un albergo di campagna negli immobili che ha acquistato dalla proprietà precedente, di targa francese. «Gli immobili sono stati acquistati già deruralizzati – hanno spiegato i tecnici del municipio – Il piano strutturale prevede la possibilità di realizzare fino a cinque alberghi di campagna sul nostro territorio, ma fino ad oggi non era arrivata nessuna richiesta». I russi invece si sono fatti avanti, solo che c’era da procedere con una modifica al regolamento urbanistico per permettere di poter allargare le strutture presenti così da arrivare a cinquanta posti letto, «oltre ad altre modifiche e trasformazioni agli edifici e strutture connesse», come si legge nell’avviso di convocazione dell’incontro pubblico, anche questo previsto per legge sulla base della trasparenza.
In realtà, gli immobili di Villa al Tesoro sono già allestiti ad agriturismo, così come li aveva voluti la proprietà francese, e così sono rimasti, anche se le cose sono cambiate a sentire i residenti di Valpiana. «Fino a sei anni fa c’erano molti turisti in quell’agriturismo, forse uno dei più belli del territorio, ma ormai non si vede più nessuno», è stato uno degli interventi dal pubblico.
Il punto è che i russi, ha detto Giuntini, hanno una loro clientela fidelizzata ed esclusiva. «Non possiamo dire noi agli albergatori come organizzare la propria attività – dice il sindaco – Ma una struttura che diventerà tanto grande sarà solo un vantaggio per Massa, visto anche il regime fiscale a cui la proprietà sarà soggetta». Dal pubblico allora è arrivato l’invito a sostenere, con i russi, le aziende locali con il turismo che la nuova attività potrà portare sul territorio.
È in buona sostanza quanto è emerso dall’incontro pubblico che si è svolto ieri a Massa Marittima riguardo la variante urbanistica di Villa al Tesoro, a Valpiana, rispondendo così alle varie questioni emerse alla vigilia.
L’inchiesta della Procura di Grosseto, ad esempio, aperta per una separazione tra gli immobili e i terreni agricoli, legati invece da un piano di miglioramento agricolo (Pmaa) che li vincolava ad essere considerati un unicum.
Ma durante l’incontro sono emerse anche altre perplessità, sollevate dai residenti della zona, che dubitano di un reale impatto positivo per il territorio. «Ce ne fossero di investitori così», è stata la risposta del sindaco Marcello Giuntini spiegando i pro di questa operazione. L’ampliamento di una struttura ricettiva destinata a una clientela di lusso, un sistema fiscale che imporrà la proprietà di pagare anche imposte non previste per gli agriturismi (come l’Imu), l’attrattiva che Massa Marittima continua ad avere all’estero. Sono queste le basi con cui il Comune ha deciso di andare incontro alla proprietà russa di Villa al Tesoro, che nei mesi scorsi ha proposto di realizzare un albergo di campagna negli immobili che ha acquistato dalla proprietà precedente, di targa francese. «Gli immobili sono stati acquistati già deruralizzati – hanno spiegato i tecnici del municipio – Il piano strutturale prevede la possibilità di realizzare fino a cinque alberghi di campagna sul nostro territorio, ma fino ad oggi non era arrivata nessuna richiesta». I russi invece si sono fatti avanti, solo che c’era da procedere con una modifica al regolamento urbanistico per permettere di poter allargare le strutture presenti così da arrivare a cinquanta posti letto, «oltre ad altre modifiche e trasformazioni agli edifici e strutture connesse», come si legge nell’avviso di convocazione dell’incontro pubblico, anche questo previsto per legge sulla base della trasparenza.
In realtà, gli immobili di Villa al Tesoro sono già allestiti ad agriturismo, così come li aveva voluti la proprietà francese, e così sono rimasti, anche se le cose sono cambiate a sentire i residenti di Valpiana. «Fino a sei anni fa c’erano molti turisti in quell’agriturismo, forse uno dei più belli del territorio, ma ormai non si vede più nessuno», è stato uno degli interventi dal pubblico.
Il punto è che i russi, ha detto Giuntini, hanno una loro clientela fidelizzata ed esclusiva. «Non possiamo dire noi agli albergatori come organizzare la propria attività – dice il sindaco – Ma una struttura che diventerà tanto grande sarà solo un vantaggio per Massa, visto anche il regime fiscale a cui la proprietà sarà soggetta». Dal pubblico allora è arrivato l’invito a sostenere, con i russi, le aziende locali con il turismo che la nuova attività potrà portare sul territorio.
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