Il Tirreno

Grosseto

Apertura automatica sì, maniglioni no

di Francesca Ferri
Apertura automatica sì, maniglioni no

Grosseto, operai montano i bracci elettronici sulle porte a vetri in Comune. Non ci sarà invece il dispositivo antincendio

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GROSSETO. Un aiuto in più per entrare, ma nessuno per uscire in caso di emergenza.

A distanza di un circa un mese dalla loro installazione, le porte a vetri antisfondamento, fatte montare dall’amministrazione comunale di Grosseto nell’atrio del municipio per tenere alla larga gli “ospiti indesiderati”, vengono dotate di bracci per l’apertura automatica. Le porte resteranno chiuse a chiave, in modo che possa passare solo chi ha un appuntamento o lavora in Comune, ma all’occorrenza basterà un impulso elettrico per aprirle.

Niente da fare, invece, per i maniglioni antipanico: non saranno installati né in quest’occasione né mai.

Dopo aver montato le porte ad agosto, gli operai hanno iniziato la seconda puntata del lavoro ieri mattina e, salvo imprevisti dell’ultima ora, dovrebbero finire domani. Tre giorni per installare il marchingegno che consentirà di passare senza dover impugnare la maniglia.

L’intervento arriva dopo le critiche mosse dall’associazione Grosseto al centro e dalla presidente della Consulta per la disabilità che avevano lamentato la comparsa di quella che considerano l’ennesima barriera architettonica per i diversamente abili. Fino a oggi, infatti, chi è in sedia a rotelle ha dovuto chiedere aiuto al portiere per farsi aprire.

Secondo quanto dichiarato dal Comune l’installazione di bracci meccanici per l’apertura automatica era già in progetto. Progetto che Il Tirreno ha chiesto di poter vedere e pubblicare ma per il quale il Comune ha richiesto un formale accesso agli atti che, a distanza di quasi due settimane, ancora non è stato concesso.

Il Municipio fa però sapere un nuovo dettaglio del progetto, sul quale sia Grosseto al centro sia la Consulta per la disabilità avevano chiesto lumi: i maniglioni antipanico.

In caso di emergenza e necessità di evacuazione immediata del palazzo, infatti, l’associazione e la consulta ritengono indispensabile l’apertura veloce che solo un maniglione antipanico può garantire. Ebbene, il Comune fa sapere che non è in progetto perché non previsto dal Certificato di prevenzione incendi rilasciato dai vigili del fuoco.

Le due porte, come noto, sono costate poco meno di 14.400 euro. La decisione di installarle è stata presa dall’amministrazione lo scorso novembre, pochi giorni dopo la protesta di un cittadino che si era incatenato in consiglio comunale per avere dal Municipio diverse decine di migliaia di euro che deve ancora riscuotere per alcuni lavori da lui fatti.

Come accennato, le porte sono chiuse a chiave: per entrare nel palazzo comunale si dovrà dimostrare al portiere di avere un appuntamento o di lavorare lì. Resta accessibile la prima parte dell’atrio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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