Trasporti
Una variante per Villa Il Tesoro
di Alfredo Faetti
Oggi l’incontro pubblico per discutere l’aumento delle volumetrie. C’è anche un inchiesta della Procura
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MASSA MARITTIMA. Un’occasione di sviluppo, ma anche una vicenda al centro di un fascicolo aperto dalla Procura di Grosseto, a seguito di una denuncia che poneva l’accetto sulle irregolarità di alcune procedure di materia urbanistica. Sono le due facce di Villa il Tesoro, a Valpiana, oggi al centro di un incontro pubblico nella sala consiliare di Massa Marittima dove verrà illustrata la variante urbanistica, già adottata dall’assise massetano, per fare di quella fetta di terreno una zona una grande struttura ricettiva di oltre duemila metri cubi. «La variante adottata consiste nella previsione di un’area a destinazione speciale riguardante “Villa il Tesoro” – si legge nella presentazione dell’incontro di oggi alle 17 – che comporterà l’aumento della ricettività turistica fino a 50 posti letto, 22 in aggiunta agli attuali, per un totale di 2200 metri cubi in aggiunta a quelli esistenti, oltre ad altre modifiche e trasformazioni agli edifici e strutture connesse; inoltre la proposta riguarda la modifica delle schede del patrimonio esistente in territorio rurale e relative al complesso poderale il Tesoro, riconsiderando quanto relativo ai caratteri tipologici e architettonici dei fabbricati, prevedendo interventi fino alla ristrutturazione edilizia con ampliamento di superficie sui fabbricati».
Il complesso in questione infatti è composto soprattutto da immobili, ma fino a qualche anno fa non era così. Era definita un’azienda agricola, con diversi ettari tra vigneti e altro, facente capo ad un’unica proprietà, che divideva questa azienda tra i terreni e gli immobili nel massetano e i terreni (ma nessun immobile) nella zona del Chianti. A tal riguardo chiese ed ottenne nel 2002 un Piano di Miglioramento Agricolo Ambientale (Pmaa), per avere strumenti urbanistici in grado di agevolare lo sviluppo agrituristico: solo che poi, intorno al 2008, la proprietà ha iniziato a vendere l’azienda, dividendo la parte immobiliare da quella agricola. Solo che questa divisione, in forza del Pmaa, secondo la denuncia arrivata anni fa in Procura non è regolare. Ed è da qui che è stato aperto il fascicolo.
L’inchiesta nasce nel 2009 e ad oggi non ha portato ancora a risultati concreti, ma resta comunque aperta. Il nocciolo riguarda la decisione della precedente alla vendita separata dell’azienda, dividendo la parte immobiliare dai terreni. Tra i punti al centro dell’inchiesta c’è infatti la norma che impone «di non modificare la destinazione d’uso agricola delle esistenti costruzioni necessarie allo svolgimento delle attività agricole del Pmaa». A riguardo ci sono stati anche dei passaggi in consiglio comunale a Massa Marittima per la variazione del piano, quando la nuova proprietà ha acquistato gli immobili del Tesoro, facendone di fatto una casa ad uso privato. Restano in piedi dei dubbi quindi, perché, continuano gli atti allegati al fascicolo in Procura, «si è assistito alla deruralizzazione dei fabbricati, che non rivestono più alcuna utilità a fini agricoli, essendo ormai la parte agricola scomparsa». Un’occasione e una vicenda aperta: saranno queste le due facce al centro dell’incontro di oggi.
Il complesso in questione infatti è composto soprattutto da immobili, ma fino a qualche anno fa non era così. Era definita un’azienda agricola, con diversi ettari tra vigneti e altro, facente capo ad un’unica proprietà, che divideva questa azienda tra i terreni e gli immobili nel massetano e i terreni (ma nessun immobile) nella zona del Chianti. A tal riguardo chiese ed ottenne nel 2002 un Piano di Miglioramento Agricolo Ambientale (Pmaa), per avere strumenti urbanistici in grado di agevolare lo sviluppo agrituristico: solo che poi, intorno al 2008, la proprietà ha iniziato a vendere l’azienda, dividendo la parte immobiliare da quella agricola. Solo che questa divisione, in forza del Pmaa, secondo la denuncia arrivata anni fa in Procura non è regolare. Ed è da qui che è stato aperto il fascicolo.
L’inchiesta nasce nel 2009 e ad oggi non ha portato ancora a risultati concreti, ma resta comunque aperta. Il nocciolo riguarda la decisione della precedente alla vendita separata dell’azienda, dividendo la parte immobiliare dai terreni. Tra i punti al centro dell’inchiesta c’è infatti la norma che impone «di non modificare la destinazione d’uso agricola delle esistenti costruzioni necessarie allo svolgimento delle attività agricole del Pmaa». A riguardo ci sono stati anche dei passaggi in consiglio comunale a Massa Marittima per la variazione del piano, quando la nuova proprietà ha acquistato gli immobili del Tesoro, facendone di fatto una casa ad uso privato. Restano in piedi dei dubbi quindi, perché, continuano gli atti allegati al fascicolo in Procura, «si è assistito alla deruralizzazione dei fabbricati, che non rivestono più alcuna utilità a fini agricoli, essendo ormai la parte agricola scomparsa». Un’occasione e una vicenda aperta: saranno queste le due facce al centro dell’incontro di oggi.
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