Il dolore
«Servono interventi anti-disagio giovanile»
ORBETELLO. «È ora di intervenire per contrastare il disagio giovanile». Lo sostiene il Laboratorio Riformista di Orbetello dopo i recenti atti di vandalismo messi a segno nella zona della ex...
1 MINUTI DI LETTURA
ORBETELLO. «È ora di intervenire per contrastare il disagio giovanile».
Lo sostiene il Laboratorio Riformista di Orbetello dopo i recenti atti di vandalismo messi a segno nella zona della ex Polveriera Guzman: «Quanti altri fatti di “disagio giovanile” dobbiamo sopportare per intervenire preventivamente nella nostra comunità? Come si può spiegare una costante attenzione per gli eventi “festaioli” e la totale apatia della nostra amministrazione comunale di fronte a ripetuti misfatti (sedie e altro buttati in laguna) che accadono nel nostro territorio?». Secondo i Riformisti questi gesti sono tutti esempi di “disagio giovanile esteso”: «Da molto tempo – spiegano dal Laboratorio – abbiamo presentato all’amministrazione comunale e all’assessorato alle politiche sociali, progetti specifici come il piano multifunzionale di comunità, ricevendo risposte vaghe e inconcludenti. Amministrare non può significare ridursi a delegare ruoli politici e finanziamenti alla Asl, ma diventare soggetto proponente e attuatore di un piano regolatore sociale che fissi gli indirizzi territoriali rivolti a disagi e fragilità sociali, altrimenti ci troveremo, a breve, nella nostra comunità, a versare lacrime di coccodrillo». (i.a.)
Lo sostiene il Laboratorio Riformista di Orbetello dopo i recenti atti di vandalismo messi a segno nella zona della ex Polveriera Guzman: «Quanti altri fatti di “disagio giovanile” dobbiamo sopportare per intervenire preventivamente nella nostra comunità? Come si può spiegare una costante attenzione per gli eventi “festaioli” e la totale apatia della nostra amministrazione comunale di fronte a ripetuti misfatti (sedie e altro buttati in laguna) che accadono nel nostro territorio?». Secondo i Riformisti questi gesti sono tutti esempi di “disagio giovanile esteso”: «Da molto tempo – spiegano dal Laboratorio – abbiamo presentato all’amministrazione comunale e all’assessorato alle politiche sociali, progetti specifici come il piano multifunzionale di comunità, ricevendo risposte vaghe e inconcludenti. Amministrare non può significare ridursi a delegare ruoli politici e finanziamenti alla Asl, ma diventare soggetto proponente e attuatore di un piano regolatore sociale che fissi gli indirizzi territoriali rivolti a disagi e fragilità sociali, altrimenti ci troveremo, a breve, nella nostra comunità, a versare lacrime di coccodrillo». (i.a.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google