La manifestazione
«Se non c’è sicurezza non dovete dare la colpa al Comune»
di Enrico Pizzi
Il sindaco: «Il coordinamento spetta alla Prefettura» Moltiplicati gli interventi contro il commercio abusivo
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GROSSETO. «Daremo numeri stupefacenti». Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna esordisce così presentando il bilancio dell’attività della polizia municipale nei primi otto mesi dell’anno, sulla base delle indicazioni dell’amministrazione di centrodestra che ha messo da subito al centro il tema della sicurezza.
Subito dopo, però, il sindaco mette le mani avanti. Nonostante i numeri stupefacenti, che riguardano soprattutto il contrasto al commercio abusivo sulle spiagge, infatti, la percezione di sicurezza in città, non è aumentata. «La polizia municipale – dice – partecipa al tavolo di coordinamento sulla sicurezza, ma la sicurezza pubblica è appannaggio della Prefettura. Invece, anche sulla stampa, si tende sempre a dare la colpa al Comune, al sindaco, quando qualcosa non va, mentre le responsabilità dovrebbero essere individuate altrove». Accanto al sindaco, l’assessore alla sicurezza, (un assessorato voluto proprio dalla maggioranza di centrodestra come promessa elettorale mantenuta) Fausto Turbanti, che da leader del movimento “Per una Maremma Migliore” e da candidato, a lungo, prima delle elezioni del 2016, aveva spinto sul tasto della sicurezza, mettendo bene in evidenza ogni singolo episodio di furto o di rapina. Sembra passato un secolo da quando le responsabilità del cambiamento in peggio di Grosseto venivano ascritte all’allora sindaco Bonifazi e al centrosinistra che governava.
Adesso, e giustamente, il sindaco fa chiarezza. Le competenze sulla sicurezza sono della Prefettura, il Comune non ha che pochi compiti specifici e li sta gestendo con una macchina che è stata messa a pieni giri, liberata anche da alcune incombenze che distoglievano parte dei vigili dai loro compiti principali. In effetti, di fronte a un aumento così considerevole di attività di contrasto al commercio abusivo, il dubbio che in passato qualcuno non facesse il proprio dovere o che adesso si siano trascurate altre attività, sarebbe legittimo. Il comandante Felice Carullo, però, anticipa la domanda e chiarisce subito la questione. «Il dato più rilevante – dice – è che questo cambiamento nella missione della polizia municipale è stato introdotto continuando a garantire le attività nei comparti storici, dai controlli sulle residenze agli interventi delegati dalla Procura. C’è stata una trasformazione dell’organismo della polizia municipale e del sentire dei suoi appartenenti».
Ma non solo. Gli aspetti più strettamente burocratici delle attività di polizia amministrativa sono state affidate ad altri uffici dell’ente, così come pure i passi carrabili, liberando, così, un paio di vigili, inoltre l’amministrazione ha investito assumendo, a dicembre, sei nuovi vigili e un ufficiale. Ecco come è stato possibile creare una unità speciale, antidegrado, formata da 9 persone, che può dedicarsi solo a questo. Per il futuro, la strada della “sburocratizzazione” della municipale sarà perseguita anche in altri settori, come è avvenuto per le attività di polizia amministrativa. L’obiettivo è avere più agenti sul territorio, perché – Carullo lo sa bene – la lotta all’abusivismo commerciale è importante, ma per dare sicurezza alla città occorre «aggredire» altri fenomeni, uno su tutti garantire la sicurezza sulle Mura medicee.
Per il resto, ci si attende molto, anche come contributo alle attività delle altre forze dell’ordine, dall’entrata in funzione a pieno regime del sistema di riconoscimento delle targhe, installato sulle telecamere poste ai varchi di ingresso della città e delle frazioni, già sperimentato in 25 occasioni da carabinieri e polizia.
Subito dopo, però, il sindaco mette le mani avanti. Nonostante i numeri stupefacenti, che riguardano soprattutto il contrasto al commercio abusivo sulle spiagge, infatti, la percezione di sicurezza in città, non è aumentata. «La polizia municipale – dice – partecipa al tavolo di coordinamento sulla sicurezza, ma la sicurezza pubblica è appannaggio della Prefettura. Invece, anche sulla stampa, si tende sempre a dare la colpa al Comune, al sindaco, quando qualcosa non va, mentre le responsabilità dovrebbero essere individuate altrove». Accanto al sindaco, l’assessore alla sicurezza, (un assessorato voluto proprio dalla maggioranza di centrodestra come promessa elettorale mantenuta) Fausto Turbanti, che da leader del movimento “Per una Maremma Migliore” e da candidato, a lungo, prima delle elezioni del 2016, aveva spinto sul tasto della sicurezza, mettendo bene in evidenza ogni singolo episodio di furto o di rapina. Sembra passato un secolo da quando le responsabilità del cambiamento in peggio di Grosseto venivano ascritte all’allora sindaco Bonifazi e al centrosinistra che governava.
Adesso, e giustamente, il sindaco fa chiarezza. Le competenze sulla sicurezza sono della Prefettura, il Comune non ha che pochi compiti specifici e li sta gestendo con una macchina che è stata messa a pieni giri, liberata anche da alcune incombenze che distoglievano parte dei vigili dai loro compiti principali. In effetti, di fronte a un aumento così considerevole di attività di contrasto al commercio abusivo, il dubbio che in passato qualcuno non facesse il proprio dovere o che adesso si siano trascurate altre attività, sarebbe legittimo. Il comandante Felice Carullo, però, anticipa la domanda e chiarisce subito la questione. «Il dato più rilevante – dice – è che questo cambiamento nella missione della polizia municipale è stato introdotto continuando a garantire le attività nei comparti storici, dai controlli sulle residenze agli interventi delegati dalla Procura. C’è stata una trasformazione dell’organismo della polizia municipale e del sentire dei suoi appartenenti».
Ma non solo. Gli aspetti più strettamente burocratici delle attività di polizia amministrativa sono state affidate ad altri uffici dell’ente, così come pure i passi carrabili, liberando, così, un paio di vigili, inoltre l’amministrazione ha investito assumendo, a dicembre, sei nuovi vigili e un ufficiale. Ecco come è stato possibile creare una unità speciale, antidegrado, formata da 9 persone, che può dedicarsi solo a questo. Per il futuro, la strada della “sburocratizzazione” della municipale sarà perseguita anche in altri settori, come è avvenuto per le attività di polizia amministrativa. L’obiettivo è avere più agenti sul territorio, perché – Carullo lo sa bene – la lotta all’abusivismo commerciale è importante, ma per dare sicurezza alla città occorre «aggredire» altri fenomeni, uno su tutti garantire la sicurezza sulle Mura medicee.
Per il resto, ci si attende molto, anche come contributo alle attività delle altre forze dell’ordine, dall’entrata in funzione a pieno regime del sistema di riconoscimento delle targhe, installato sulle telecamere poste ai varchi di ingresso della città e delle frazioni, già sperimentato in 25 occasioni da carabinieri e polizia.
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