Sicurezza
L’eccellenza agroalimentare si impara al corso firmato Eat
ALBERESE. «Le aziende sono disposte ad assumere, ma hanno necessità di tecnici preparati e che sappiano portare carica innovativa, idee». Lo ha detto ieri, ad Alberese, l’imprenditore Pierpaolo...
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ALBERESE. «Le aziende sono disposte ad assumere, ma hanno necessità di tecnici preparati e che sappiano portare carica innovativa, idee». Lo ha detto ieri, ad Alberese, l’imprenditore Pierpaolo Pratesi, cotitolare dell’azienda Frank&Serafico, introducendo gli ospiti presenti all’incontro di presentazione dei nuovi corsi professionali organizzati dalla Fondazione Istituto tecnico superiore Eat, dove questa sigla sta per Eccellenza agroalimentare toscana.
A Spergolaia, nel parco della Maremma, è stato presentato, infatti, un corso altamente specialistico riservato a un numero chiuso di neodiplomati interessati. C’erano l’onorevole Luca Sani, presidente della Commissione agricoltura della Camera, Leonardo Marras, capogruppo del Pd in consiglio regionale Toscana, e Maria Chiara Montomoli del settore Programmazione formazione strategica, istruzione e formazione tecnica superiore della Regione Toscana. In verità sono due i corsi che prenderanno avvio a ottobre, garantendo la formazione di nuove figure professionali pronte per entrare da subito nel mondo del lavoro. Uno però si svolgerà ad Arezzo, un po’ fuorimano per i nostri neodiplomati.
Paola Parmeggiani, direttrice della Fondazione Eat ha spiegato in apertura di cosa si tratta: «Stiamo parlando – ha detto – di duemila ore di corso, di cui ottocento in azienda. Almeno il 60 per cento dei nostri docenti viene dal mondo del lavoro e la media nazionale di occupazione per chi esce da un percorso di questo tipo è superiore all’ottanta per cento. Numeri importanti che danno il senso della grande opportunità che può cogliere chi ha appena terminato i propri studi nelle secondarie di secondo grado e vuole mettersi in gioco da subito».
La direttrice ha poi presentato i due nuovi corsi che avranno luogo a Grosseto e a Cortona. Quello grossetano è dedicato al marketing e alla comunicazione per la valorizzazione delle produzioni agro-alimentari, mentre quello di Cortona sarà incentrato sull’agricoltura di precisione con un partner di grande rilievo, “Bonifiche ferraresi”. «Si tratta di due percorsi di studio articolati in due anni – ha concluso Parmeggiani – che tanto interesse trova in tutte quelle aziende che scommettono su un futuro di eccellenza e di innovazione». Il presidente della Fondazione Eat Fabrizio Tistarelli è stato altrettanto chiaro: «Il settore dell’agro-alimentare italiano di qualità deve misurarsi costantemente con difficoltà vecchie e nuove. Il mondo si è globalizzato in un unico mercato e il made in Italy è tra le merci più ambite e contraffatte. Ecco allora che fare eccellenza nel rispetto della nostra storia, della nostra cultura, della nostra tradizione è sempre più difficile. Ci vogliono metodi e approcci nuovi. Bisogna investire finalmente sui giovani e dotarli di tutti gli strumenti necessari per vincere questa sfida. La formazione è lo strumento più importante».
Padrini dell’iniziativa, come detto, Sani e Marras, che hanno insistito sulle ottime prospettive che offre la Fondazione costituita a Grosseto nel 2015. L’Its è una” scuola speciale di tecnologia” di eccellenza, istituita e riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nata dal partenariato tra imprese del settore agro-alimentare, istituzioni, scuole, università, agenzie formative e di ricerca toscane e non solo. L’open day grossetano è previsto domani nella sede della Fondazione, in via Giordania, a Grosseto.
A Spergolaia, nel parco della Maremma, è stato presentato, infatti, un corso altamente specialistico riservato a un numero chiuso di neodiplomati interessati. C’erano l’onorevole Luca Sani, presidente della Commissione agricoltura della Camera, Leonardo Marras, capogruppo del Pd in consiglio regionale Toscana, e Maria Chiara Montomoli del settore Programmazione formazione strategica, istruzione e formazione tecnica superiore della Regione Toscana. In verità sono due i corsi che prenderanno avvio a ottobre, garantendo la formazione di nuove figure professionali pronte per entrare da subito nel mondo del lavoro. Uno però si svolgerà ad Arezzo, un po’ fuorimano per i nostri neodiplomati.
Paola Parmeggiani, direttrice della Fondazione Eat ha spiegato in apertura di cosa si tratta: «Stiamo parlando – ha detto – di duemila ore di corso, di cui ottocento in azienda. Almeno il 60 per cento dei nostri docenti viene dal mondo del lavoro e la media nazionale di occupazione per chi esce da un percorso di questo tipo è superiore all’ottanta per cento. Numeri importanti che danno il senso della grande opportunità che può cogliere chi ha appena terminato i propri studi nelle secondarie di secondo grado e vuole mettersi in gioco da subito».
La direttrice ha poi presentato i due nuovi corsi che avranno luogo a Grosseto e a Cortona. Quello grossetano è dedicato al marketing e alla comunicazione per la valorizzazione delle produzioni agro-alimentari, mentre quello di Cortona sarà incentrato sull’agricoltura di precisione con un partner di grande rilievo, “Bonifiche ferraresi”. «Si tratta di due percorsi di studio articolati in due anni – ha concluso Parmeggiani – che tanto interesse trova in tutte quelle aziende che scommettono su un futuro di eccellenza e di innovazione». Il presidente della Fondazione Eat Fabrizio Tistarelli è stato altrettanto chiaro: «Il settore dell’agro-alimentare italiano di qualità deve misurarsi costantemente con difficoltà vecchie e nuove. Il mondo si è globalizzato in un unico mercato e il made in Italy è tra le merci più ambite e contraffatte. Ecco allora che fare eccellenza nel rispetto della nostra storia, della nostra cultura, della nostra tradizione è sempre più difficile. Ci vogliono metodi e approcci nuovi. Bisogna investire finalmente sui giovani e dotarli di tutti gli strumenti necessari per vincere questa sfida. La formazione è lo strumento più importante».
Padrini dell’iniziativa, come detto, Sani e Marras, che hanno insistito sulle ottime prospettive che offre la Fondazione costituita a Grosseto nel 2015. L’Its è una” scuola speciale di tecnologia” di eccellenza, istituita e riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nata dal partenariato tra imprese del settore agro-alimentare, istituzioni, scuole, università, agenzie formative e di ricerca toscane e non solo. L’open day grossetano è previsto domani nella sede della Fondazione, in via Giordania, a Grosseto.
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