La manifestazione
Scuola, manifestazione di Ata e docenti
Appuntamento il 14 all’Isis Leopoldo di Lorena con personale di ruolo e precario, organizza Cobas
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GROSSETO. «Contro le ingiustizie, vieni anche tu». L’appello arriva da Cobas scuola Grosseto, che dà appuntamento con Ata e docenti precari e di ruolo alla manifestazione del 14 settembre dalle 8 a Grosseto all’Isis di Lorena, alla cittadella dello Studente. Dito puntato su «Ata e docenti precari pagati con mesi di ritardo che restano precari mentre molti sono i posti vacanti. Docenti rottamati dopo 36 mesi di servizio. La chiamata diretta dei docenti, altro bluff della cattiva scuola. Assunzioni in ruolo dopo 3 anni a 400 euro il mese. Taglio degli organici Ata e docenti, vigilanza insufficiente nelle scuole». «Chi pensava di avere una buona scuola si trova una scuola alla buona che si regge soltanto grazie al senso di responsabilità di Ata e docenti, precari e di ruolo – dice Cobas – Il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale D’Agostino (Giacomo, ndr) nicchia di fronte all’impegno dichiarato ad attuare da quest’anno le convocazioni unificate per i docenti nelle graduatorie d’istituto. Di fronte alla richiesta del mondo della scuola maremmana il dirigente si nasconde dietro a una presunta mancanza di volontà dei presidi, che sarebbe molto grave se davvero ci fosse. La richiesta è stata fatta un anno fa: non è mancato il tempo, manca la volontà. Si tratta di attuare, così come avviene venerdì 14 settembre per i docenti precari inseriti nelle GaE, un sistema con un unico luogo e un’unica giornata di convocazione per le classi di concorso, che permetta ai precari, in ordine di punteggio, di scegliere oculatamente tra i posti disponibili in base alla propria posizione in graduatoria e alle venti scuole scelte. Infatti, al momento dell’assegnazione delle supplenze ai precari nelle graduatorie d’istituto, le scuole agiscono secondo modalità organizzative e tempistiche proprie, e per i precari non è possibile avere un quadro completo dei posti disponibili. In tal modo i docenti si trovano nella condizione di non poter scegliere valutando tutte le opportunità, ma di accettare la prima proposta arrivata in ordine cronologico per non rischiare di rimanere senza posto, salvo scoprire poi che avrebbero avuto diritto a una soluzione più soddisfacente. Tale procedura, attuata sempre più diffusamente in altre province, garantirebbe maggiore continuità didattica a vantaggio di studenti e famiglie, procedura semplice simile a quella già collaudata per le GaE; trasparenza nel conferimento delle supplenze annuali».
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