Porto di Talamone Il fondale è basso via le imbarcazioni
di Ivana Agostini
Ordinanza dell’ufficio marittimo, la scadenza è il 1º ottobre Sono interessati vari pontili. Si attende ancora il dragaggio
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TALAMONE. Il fondale nel porto di Talamone è troppo basso e le imbarcazioni ormeggiate devono togliere l’ancora. Termine ultimo per non incorrere in sanzioni è il 1º ottobre. È quanto stabilisce un’ordinanza dell’ufficio locale marittimo di Talamone indirizzata a tutti i possessori di imbarcazioni da diporto ormeggiate nei pontili di cui il documento fa un dettagliato elenco.
I pontili interessati sono quelli in concessione al Circolo Nautico Talamone, al Circolo della vela di Talamone, allo Yachting club Talamone, al Circolo Amici di Talamone, alla società Amici di Talamone, al Circolo nautico Amici di Talamone, a Ultimo Cecconata, alla Lega Navale e ad Ermanno Rossi. In pratica, le imbarcazioni che si trovano ormeggiate nei pontili indicati, con pescaggio uguale o superiore, nella zona del porto indicata come campo A, a 50 centimetri e nella zona individuata come campo B a un metro dovranno trovare altri porti per poter gettare l’ancora.
Il mancato dragaggio dell’approdo garibaldino non consente più che quelle barche rimangano a Talamone. Al momento sono oltre 200 le imbarcazioni ormeggiate molte delle quali dovranno andare via. Alcune risulterebbero già partite verso altri porti, come Cala Galera e Scarlino. Fra alcuni giorni, quando la stagione estiva sarà conclusa, le barche dovranno andarsene. Per molte ci sarà il problema di trovare un nuovo ormeggio ma di certo non potranno restare dove sono adesso.
Il dragaggio non è ancora iniziato e non è ancora chiaro quando partirà. Domani Luca Teglia, consigliere comunale con delega al porto di Talamone, sarà a Firenze per discutere proprio di questo. La Capitaneria aveva concesso proroghe alla navigazione proprio in virtù dei passi in avanti che aveva fatto l’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Casamenti. Ora quelle barche, in porto, non possono più stare. L’aspetto da considerare è anche quello turistico. Chissà se i diportisti che andranno via, torneranno a Talamone una volta che il dragaggio sarà effettuato. Ovviamente, condizione essenziale del ritorno è che venga realizzato in modo da poter tornare per l’inizio della prossima stagione estiva, altrimenti per chi ha un pescaggio di 50 centimetri o un metro, o oltre, l’ancora a Talamone non la potrà gettare. Potranno rimanere in porto le barche che non rientrano in questi parametri. Per queste il momento di lasciare Talamone si presenterà quando si inizierà a dragare, operazione che durerà alcuni mesi. L’ordinanza dell’ufficio marittimo è affissa al porto e conosciuta dai concessionari.
I pontili interessati sono quelli in concessione al Circolo Nautico Talamone, al Circolo della vela di Talamone, allo Yachting club Talamone, al Circolo Amici di Talamone, alla società Amici di Talamone, al Circolo nautico Amici di Talamone, a Ultimo Cecconata, alla Lega Navale e ad Ermanno Rossi. In pratica, le imbarcazioni che si trovano ormeggiate nei pontili indicati, con pescaggio uguale o superiore, nella zona del porto indicata come campo A, a 50 centimetri e nella zona individuata come campo B a un metro dovranno trovare altri porti per poter gettare l’ancora.
Il mancato dragaggio dell’approdo garibaldino non consente più che quelle barche rimangano a Talamone. Al momento sono oltre 200 le imbarcazioni ormeggiate molte delle quali dovranno andare via. Alcune risulterebbero già partite verso altri porti, come Cala Galera e Scarlino. Fra alcuni giorni, quando la stagione estiva sarà conclusa, le barche dovranno andarsene. Per molte ci sarà il problema di trovare un nuovo ormeggio ma di certo non potranno restare dove sono adesso.
Il dragaggio non è ancora iniziato e non è ancora chiaro quando partirà. Domani Luca Teglia, consigliere comunale con delega al porto di Talamone, sarà a Firenze per discutere proprio di questo. La Capitaneria aveva concesso proroghe alla navigazione proprio in virtù dei passi in avanti che aveva fatto l’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Casamenti. Ora quelle barche, in porto, non possono più stare. L’aspetto da considerare è anche quello turistico. Chissà se i diportisti che andranno via, torneranno a Talamone una volta che il dragaggio sarà effettuato. Ovviamente, condizione essenziale del ritorno è che venga realizzato in modo da poter tornare per l’inizio della prossima stagione estiva, altrimenti per chi ha un pescaggio di 50 centimetri o un metro, o oltre, l’ancora a Talamone non la potrà gettare. Potranno rimanere in porto le barche che non rientrano in questi parametri. Per queste il momento di lasciare Talamone si presenterà quando si inizierà a dragare, operazione che durerà alcuni mesi. L’ordinanza dell’ufficio marittimo è affissa al porto e conosciuta dai concessionari.
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