Il Tirreno

Grosseto

Da piazza Dante alla Cava, la gioia di partecipare

di VANNA F. BERTONCELLI
Da piazza Dante alla Cava, la gioia di partecipare

Commessa dell’anno e il revival dell’11 agosto Due modi per riscoprire il senso di comunità

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Nell’afosa estate grossetana un filo si snoda da piazza Dante alla Cava di Roselle unendo, idealmente, due eventi che hanno al centro la partecipazione della comunità cittadina.

“Formidabili quegli anni. Riviviamoli insieme” e “La commessa dell’anno” nascono da un’idea di Mauro Tenerini, grossetano, già affermato conduttore nel mondo dello spettacolo, oggi titolare della Mr Productions. Al suo fianco, ormai da lunghi anni, un altro grossetano, Lucio Lapalorcia.

La Commessa dell’anno, l’iniziativa ideata e organizzata da Mr Productions e patrocinata dall’Ascom di Grosseto si concluderà alla Cava di Roselle mercoledì prossimo, 13 settembre, con la premiazione della vincitrice in una serata di intrattenimento e di musica.

Veicolato dal Tirreno, il gioco è una scommessa vinta. Vinta grazie alla risposta della gente di Grosseto. Grossetani, tali per nascita o per scelta. Poco importa. La città, intorno al “suo” giornale si è sentita comunità, con un forte senso di appartenenza e di partecipazione. La città capoluogo, a cui si è unita la zona costiera, ha risposto all’invito al voto. Numerosa, fortemente di parte, ha tifato per le sue commesse. Rappresentanti di una realtà, quella del commercio, piccola ma vitale, anche se provata dalla lunga crisi.

Molti e ambìti i premi messi in palio dai numerosi sponsor: Spostamenti Agenzia Viaggi di Grosseto; Vatluna Relais di Vetulonia e Terme di Saturnia; Matisse Stilisti di Grosseto; Federmoda e Federpreziosi; Locanda de’Medici di Grosseto.

Al fianco di Mr Productions, di Ascom Confcommercio e del Tirreno, in una collaborazione sinergica, ancora una volta Uscita di Sicurezza, guidata dal presidente Luca Terrosi. Presenza di una Cooperativa il cui senso di accoglienza e di disponibilità la fanno quasi presidio, sul territorio, contro il disagio sociale.

Il termine commessa definisce una lavoratrice dipendente addetta alla vendita al pubblico. Una delle definizioni del verbo commettere è quella di “affidare”, «cioè dare, consegnare qualcosa alla custodia di qualcuno di cui si ha fiducia». Definizione che esprime tutto il senso di questo lavoro.

Lavoro di responsabilità e compiti diversi che vanno dalle competenze relazionali per l’accoglienza del cliente alla collaborazione con i colleghi.

Il titolare dell’esercizio commerciale sotto casa come il marchio del punto vendita nei centri commerciali affidano i loro interessi e la loro immagine alla commessa.

Lei è la protagonista. Per lo più giovane, aspetto gradevole, modi gentili, affabile e affidabile. Sorridente, sicura di sé. Empatica e intuitiva. Competente. Accoglie il cliente e lo accompagna. Con la capacità di risolvere i problemi, lo consiglia.

Il ruolo è trasversale all’età, al grado di istruzione, alle condizioni sociali ed economiche. Ragazze giovanissime fresche di studi, alcune con più lauree, accanto a madri di famiglia con anni di lavoro al pubblico.

È faccenda di scelte in qualche modo obbligate dalla crisi economica e dalla disoccupazione che ne consegue o di talenti?

E i talenti, come recita il Vangelo non basta averli. Bisogna metterli a frutto.

Anche le commesse, dice la sociologia, agiscono e reagiscono ai cambiamenti del proprio gruppo e della società. Nei centri commerciali dove l’ambito di lavoro è con aziende il cui target di riferimento sono principalmente i giovani, si deve essere pronte a cogliere il cambiamento. L’ambiente di lavoro, stimolante, permette la crescita professionale.

Se il rapporto tra mansione e stipendio è per lo più accettabile, quale è l’impatto del lavoro festivo sulla vita? Tempo di lavoro e tempo di vita. È il mondo del fashion inteso anche in senso lato dove le tendenze di moda giocano, come del resto i social media, un ruolo importante nel cambiamento del modo di lavorare. In breve una sorta di spettacolo. Tutto per il pubblico in un intreccio di vicende private e professionali.

Al pubblico, in vetrina, sorrisi. Dietro, storie di vita: amore, famiglia, studio, salute, lavoro, delusioni e gioie, progetti. E sogni.

Riannodiamo il filo dell’estate e torniamo indietro nel tempo, giusto di un mese.

“Riviviamoli insieme” è la serata di spettacolo e musica dell’11 agosto dedicata agli anni Sessanta. L’evento, inserito nelle celebrazioni laurenziane e patrocinato dal Comune di Grosseto vede sul palco di piazza Dante, presentati con equilibrata verve da Lucio Lapalorcia, artisti nazionali (come Wilma Goich) e grossetani.

Il capoluogo di Maremma è davvero ben rappresentato da Edoardo Chiella e Marta Filosomi, Pier Luigi Grandini ed Erika Pegoraro campioni internazionali di balli caraibici proposti dalla sezione grossetana della Scuola Poker d’Assi di Firenze e dalla performance atletica degli X3M Area appartenenti all’Artistica Grosseto di pole dance. E ancora da I Bianco e Nero, la band grossetana dei mitici Stefano Carletti e Franco Malentacchi, Mauro Rossi e Alessandro Di Blasi, Matteo Carletti e Gaetano Longobardi, con musica che fa sognare la gente. Sponsor della serata Casale Santo Stefano che, a Principina a Mare, sta proprio sul confine tra la pineta e la campagna; Avon, l’azienda impegnata da 125 anni per la bellezza e non solo, delle donne e Groupama Assicurazioni Grosseto.

L’evento, alla sua terza edizione, vede la piazza cittadina gremita di gente. Tanti i bambini, anche davvero piccoli, seduti per terra, sotto il palco, vivacemente curiosi. Anziani e giovani insieme. Gli uni a ricordare, rivivere appunto. Gli altri, iniziati a scoprire. Gli artisti scaldano l’atmosfera e molti, tra il pubblico, cantano.

La partecipazione popolare, il filo che riannoda.

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