Il Tirreno

Grosseto

Aria di chiusura per la Coop di via Pirandello

Il Circolo Pd: «Uno schiaffo al quartiere». Vignale Riotorto replica: «Nessuna decisione definitiva»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Settembre, andiamo: alla ripresa della routine post estate diventano insistenti le voci che indicherebbero una chiusura del punto vendita in-Coop di via Pirandello. I rumor sono stati intercettati dal radar del Circolo Pd di Barbanella: «Il quartiere è già in fibrillazione – si legge in una nota inviata da Leonardo Culicchi per conto della segreteria del Circolo – per le voci ventilate di una possibile chiusura del negozio di via Pirandello aperto da appena tre anni». Da Unicoop Tirreno arriva la risposta: «Non è stata ufficializzata – risponde Massimo Favilli, dirigente della società cooperativa – alcuna data di chiusura».

Non è una novità che sul punto vendita in-Coop di via Pirandello penda la spada di Damocle della cessione. O della chiusura, qualora non vengano trovati «interlocutori credibili». È da quando venne reso noto il piano di salvataggio e rilancio della società cooperativa – erano i primi mesi 2017 – che il market di Barbanella figura nella lista dei punti vendita in bilico; tra di essi, all’origine, c’era anche quello di via Pisacane. Era il 20 aprile – hotel Airone, assemblea dei soci Coop Grosseto-Scansano – quando Armando Picuno, top-manager di Unicoop, sollecitato dalla platea sul futuro dei supermercati grossetani a rischio, dichiarò: «Per via Pirandello non mi sento di garantire che il negozio rimarrà aperto; garantisco piuttosto che cercheremo di ridurre al minimo l’impatto sociale». «Ci sono negozi – aveva spiegato Picuno – che abbiamo individuato come potenziali cessioni. Se ci sarà la possibilità di mantenerli, anche in pareggio, si tornerà indietro: non vogliamo guadagnarci, vogliamo solo che non drenino risorse mettendo a rischio la sopravvivenza della cooperativa». Oggi la posizione del colosso coop rimane la medesima: «Ci sono negozi la cui gestione risulta critica – conferma Favilli – e per il futuro dei quali decideremo da qui ai prossimi mesi, ma ad oggi la chiusura non è definita».

C’è chi si aspettava dopo l’estate una situazione da “o è bianco o è nero”: Favilli spiega il perché non ci si è ancora arrivati. Negli ultimi mesi Unicoop ha messo in campo strategie di promozioni e rimodulazioni dei modelli di vendita sugli scaffali e nel carrello «che hanno portato – valuta – a una ripresa significativa delle vendite. Tali risultati hanno fatto sì che si protraessero i tempi di valutazione». Nessuno ha intenzione del resto di tirare il collo alla gallina, se fa le uova. «È interesse dei soci – aggiunge – che i punti vendita rimangano aperti». Prima o poi, però, una linea dovrà essere tirata: «Entro il 2017 – annuncia – avremo individuato le strutture che vanno peggio per considerarne la cessione».

Da Barbanella, intanto il Circolo Pd invia un messaggio: «Unicoop sappia che faremo tutto quanto in nostro potere. Appoggeremo anche una raccolta firme affinché Barbanella non riceva quest’ulteriore schiaffo che penalizzerebbe l’indotto di una realtà economica allo stremo, e quei cittadini che del loro quartiere fanno la propria città».

Giovanna Mezzana

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa