Il dolore
Vincono le Storte, fantino all’ospedale
Pioggia battente, un incidente grave e varie false partenze: una corsa drammatica chiusa dall’esultanza bianconera
CASTEL DEL PIANO. Il palio 2017 di Castel del piano è di colore bianco nero. Un palio dalle mille emozioni, fra mosse false, cadute e vittoria.
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La contrada Storte vince la carriera attorno alla tonda di piazza Garibaldi al termine di un pomeriggio concitatissimo, e si porta in sede il drappo dipinto da Anna Prunai, una “stortaiola”, così come aveva desiderato capitan Ceccarelli.
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Durante la corsa il fantino del Monumento cade e viene portato all’ospedale Le Scotte di Siena con l’elisoccorso per una diagnosi di trauma toracico, trauma cranico e rottura di femore. A conclusione di una corsa tormentatissima e appassionata, il capitano bianconero piangendo ha detto: «Questo è il palio dell’amore. Non potevo fare altrimenti». E il suo popolo lo ha abbracciato e portato in trionfo assieme al fantino Antonio Siri quell’Amsicora che le Storte aveva deciso che avrebbe corso per la contrada che in testa, a pari del Borgo, aveva in sede 14 pali vinti, diventati 15 la sera dell’8 settembre 2017.
Il balletto della mossa è iniziato verso le 18,30 e subito si è capito che la partenza sarebbe stata durissima, tanto da far perdere la pazienza al mossiere Gennaro Milone che più e più volte richiamava i fantini all’ordine: il nervosissimo Pusceddu che correva coi colori di Borgo, e che sovente si sfidava, alla mossa, con Monumento che col cavallo Bombijiou avrebbe avuto molte possibilità di vittoria.
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Siri su Resolza, un mezzosangue della sua stalla, è stato a lungo fermo al canape mentre gli altri cercavano posizioni strategiche, soprattutto vicino al colonnino della mossa da dove la partenza è vantaggiosa. Al canape le ultime tattiche, gli accordi, le piccole strategie. Si sono succedute 11 mosse false, interrotte dallo scoppio del mortaretto che indica che la partenza non è buona. Più di un’ora di canape, coi fantini sempre decisi a partire solo se la mossa fosse stata favorevole ai loro piani.
Alla fine, mentre si faceva buio e la piazza reclamava la partenza, sul palco delle autorità, dei capitani e del mossiere è intervenuto il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci: «Il regolamento paliesco - ricorda Franci - stabilisce che se la partenza non viene data buona dopo 45 minuti, bisogna comunque partire. Vi avverto che se ora non si parte annullo questo palio». Solo in questo momento il canape abbassato per la dodicesima volta ha lasciato schizzare i cavalli. La partenza era buona. Subito è partito in testa Amsicora che già le ultime tre mosse si è lanciato per primo, incalzato da Poggio montato da Giuseppe Zedde detto Gingillo. Anche Monumento si è lanciato nella corsa, ma Enrico Bruschelli che montava Bombijiou è caduto alla curva della Gattina e date le sue condizioni si è reso necessario l’intervento di Pegaso. Il cavallo sciolto ha continuato a correre fino al quarto giro attorno alla piazza se pure scosso. Ultimo il Borgo, partito per ultimo con netto ritardo sugli altri non ha nemmeno tentato l’impossibile rimonta. Attorno alla piazza intanto si è svolta la bellissima corsa fra Storte e Poggio che è riuscito a accorciare le distanze con Storte, ma senza poterla superare. Al quarto giro, Storte sempre in testa se pure di misura, ha afferrato il quindicesimo palio della sua storia. Trionfo di Siri e cocente delusione per Borgo e Monumento che fino all’ultimo ha sperato in una vittoria.
«Questa è una grande vittoria fatta col cuore, che abbiamo tanto desiderato e che dedico con tutta l’emozione che nemmeno posso descrivere alla mia amata contrada» dice capitan Ceccarelli appena finita la corsa, mentre i ragazzi bianconeri portavano il palio in chiesa della Madonna delle Grazie per il ringraziamento. «Avevo promesso di portarmi in contrada il cencio di Anna Prunai, nostra contradaiola e così è stato. Siamo stati bravi, tutti. La mia gioia è indescrivibile».
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