Povero Maiano terra di vandali e futuro incerto
La terrazza del bastione è ancora transennata In via Saffi lavori finiti ma resta il cantiere
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GROSSETO. Vetri rotti in terra, frammenti, scritte qua e là e balaustre rotte. Resta un punto interrogativo il futuro del Bastione Maiano, a Grosseto. Parte del monumento continua a essere lasciata a se stessa, transennata con protezioni precarie che la difendono poco e male, per quanto tempo ancora è difficile dirlo.
Gli ultimi attacchi vandalici sono avvenuti ad agosto, quando i muri si sono ritrovati imbrattati di scritte. La terrazza del bastione Maiano è off limits. Nulla di nuovo in fondo: la situazione si trascina così da tempo, preda dell’inerzia. E prima ancora degli ennesimi atti teppistici ve ne sono stati altri. Scritte con lo spray, poesie attaccate sui muri, grate traballanti, lucchetti, reti rotte di plastica arancione scaraventate in terra.
Affacciandosi dal parapetto, anche il terreno sotto è diventato un bagno pubblico e covo di spacciatori; sul terreno le cartine di plastica delle siringhe. È inutilizzato un bel terreno erboso che molti vedrebbero come spazio per concerti e protezioni.
Ad agosto scorso anche il sindaco Antonfranfrancesco Vivarelli Colonna è intervenuto sugli ultimi gesti dei vandali spiegando che quel che succede al Maiano, restaurato dalla precedente amministrazione con i soldi di tutti, è vergognoso: «l’accanimento che i vandali dimostrano nei confronti di questo monumento della nostra città ha dell’incredibile». Nessun soldo, tuttavia, è in cantiere per questo gioiello che fa parte dell’identità dei maremmani: per ammissione dello stesso sindaco «l’intervento di restauro non è al momento possibile e il Maiano resterà così esposto alla vergogna di tutti, cittadini e turisti, fin quando non saranno reperite le somme necessarie al suo ripristino».
Difficile anche capire se il Bastione potrà rientrare o no nel progetto di recupero che il Comune dice di avere in cantiere per le troniere, per le quali partiranno gare di valorizzazione (articolo sotto). Già sono stati individuati come “papabili” 3 ambienti sotterranei interni alle Mura, ma al momento il Maiano non c’è; o quantomeno sarebbe complicato. Il vero problema che assilla il Bastione non è tanto il degrado quanto la mancanza di un futuro certo e di una gestione che lo sottragga all’incuria e lo valorizzi.
Di fronte al Maiano, affacciato su via Saffi, c’è anche un cantiere per opere murarie e impiantistica i cui lavori sono finiti da tempo. La ditta che lavorava per conto del Comune, che ha terminato i lavori da tempo, ha lasciato tutto lì, senza portar via recinzioni, materiali e bagno chimico.
Dagli abitanti della zona giungono lamentele.
Il Comune per ora ha sollecitato l’azienda per vie bonarie a rimuovere il tutto. Se nulla si muove dovrà passare a vie più drastiche.
Elisabetta Giorgi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Gli ultimi attacchi vandalici sono avvenuti ad agosto, quando i muri si sono ritrovati imbrattati di scritte. La terrazza del bastione Maiano è off limits. Nulla di nuovo in fondo: la situazione si trascina così da tempo, preda dell’inerzia. E prima ancora degli ennesimi atti teppistici ve ne sono stati altri. Scritte con lo spray, poesie attaccate sui muri, grate traballanti, lucchetti, reti rotte di plastica arancione scaraventate in terra.
Affacciandosi dal parapetto, anche il terreno sotto è diventato un bagno pubblico e covo di spacciatori; sul terreno le cartine di plastica delle siringhe. È inutilizzato un bel terreno erboso che molti vedrebbero come spazio per concerti e protezioni.
Ad agosto scorso anche il sindaco Antonfranfrancesco Vivarelli Colonna è intervenuto sugli ultimi gesti dei vandali spiegando che quel che succede al Maiano, restaurato dalla precedente amministrazione con i soldi di tutti, è vergognoso: «l’accanimento che i vandali dimostrano nei confronti di questo monumento della nostra città ha dell’incredibile». Nessun soldo, tuttavia, è in cantiere per questo gioiello che fa parte dell’identità dei maremmani: per ammissione dello stesso sindaco «l’intervento di restauro non è al momento possibile e il Maiano resterà così esposto alla vergogna di tutti, cittadini e turisti, fin quando non saranno reperite le somme necessarie al suo ripristino».
Difficile anche capire se il Bastione potrà rientrare o no nel progetto di recupero che il Comune dice di avere in cantiere per le troniere, per le quali partiranno gare di valorizzazione (articolo sotto). Già sono stati individuati come “papabili” 3 ambienti sotterranei interni alle Mura, ma al momento il Maiano non c’è; o quantomeno sarebbe complicato. Il vero problema che assilla il Bastione non è tanto il degrado quanto la mancanza di un futuro certo e di una gestione che lo sottragga all’incuria e lo valorizzi.
Di fronte al Maiano, affacciato su via Saffi, c’è anche un cantiere per opere murarie e impiantistica i cui lavori sono finiti da tempo. La ditta che lavorava per conto del Comune, che ha terminato i lavori da tempo, ha lasciato tutto lì, senza portar via recinzioni, materiali e bagno chimico.
Dagli abitanti della zona giungono lamentele.
Il Comune per ora ha sollecitato l’azienda per vie bonarie a rimuovere il tutto. Se nulla si muove dovrà passare a vie più drastiche.
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