Attenzione
«I migranti? Qui sono davvero troppi»
di Alfredo Faetti
Alla Castellaccia potrebbero approdare altri 16 profughi: sarebbero in totale quanto il numero dei residenti della frazione
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GAVORRANO. Nella tarda mattinata la frazione sembra una serie di case deserte. C’è solo qualche macchina che va su e giù per la strada provinciale che unisce Ribolla con Giuncarico e il rumore di faccende casalinghe che filtra dalle finestre.
Le uniche voci umane arrivano da quella che un tempo erano le scuole elementari, oggi sistemate a centro d’accoglienza per i richiedenti asilo gestito dalla onlus Partecipazione e Sviluppo di Bagni di Lucca. Ce ne sono cinque in pantaloni corti colorati, che parlano con una responsabile dell’associazione. Ma in realtà gli esuli presenti sono molti di più.
Ad oggi il rapporto è quasi uno a uno: un profugo per ogni abitante e mezzo. Ma potrebbe anche aumentare, vista la voce che annuncia l’arrivo di altri sedici nordafricani. A quel punto, il rapporto sarebbe uno a uno. «Sono troppi, non è giusto che dobbiamo essere solo noi a farcene carico», dice la gente di Castellaccia e su questo sono tutti d’accordo.
Le opinioni poi si dividono su come sta andando avanti questa convivenza, tra chi parla di una vicinanza comunque pacifica e chi invece denuncia comportamenti scorretti, tra accenni di risse e bisogni corporei fatti lungo le strade. «Fanno i propri comodi per strada come se non fosse niente: fanno i loro bisogni in giro senza preoccuparsi più di tanto», spiega una signora, facendo eco ad altri residenti.
Difficile passare inosservati a Castellaccia, in questo piccolo crocevia gavorranese, esteso su due file lungo la strada che lo taglia a metà. Un’osteria, alcuni fondi commerciali, la fermata dell’autobus e poco altro oltre alle abitazioni, in cui abitano le stesse persone da diversi anni, finendo così per conoscersi tutti tra di loro. È su questa base che è nata la petizione che conta decine di firme, abbastanza forte da richiamare l’attenzione della politica locale e regionale.
Sono bastati i numeri per riassumere il contesto: una sessantina i residenti, quarantaquattro ad oggi gli esuli ospitati, altri sedici quelli prospettati.
È stata la Lega Nord Toscana a rompere gli indugi, presentano una mozione alla giunta del governatore Enrico Rossi perché si faccia carico della vicenda mineraria e intervenga di conseguenza. Marco Casucci, il consigliere regionale firmatario del documento, giovedì è sceso in Maremma per ascoltare i cittadini e per vedere con i suoi occhi la situazione. «Ancora una volta siamo davanti a un caso increscioso – dice – I richiedenti andranno a superare il numero dei residenti: questa non è integrazione. Chiediamo nella mozione che si tenga conto della specificità delle frazioni e in più vogliamo trasparenza assoluta sui sistemi d’accoglienza». Non solo, c’è anche un’altra richiesta da parte del Carroccio toscano: «Vogliamo che gli stabili siano effettivamente idonei per ospitare così tanti immigrati».
Un intervento che ha portato alla risposta del Pd gavorranese, che in una nota ufficiale ha parlato della «necessità di alleggerimento» nella frazione e poi ha ribadito il concetto con un post secco del suo esponente (e assessore) Daniele Tonini: «Gavorrano ha già dato». «Questa situazione non è più gestibile», dicono i promotori della petizione. «Ormai tutti gli spazi pubblici sono utilizzati da loro e spesso arrivano i carabinieri per litigi o risse. E se arrivano i carabinieri qualcosa che non va c’è».
C’è poi chi non ha problemi nella convivenza con gli esuli, ma con questo contesto sì. «Sono bravi ragazzi – dice un anziano – Ma non è giusto che abbiano fatto un gruppo di profughi alla Castellaccia che supera gli abitanti».
Le uniche voci umane arrivano da quella che un tempo erano le scuole elementari, oggi sistemate a centro d’accoglienza per i richiedenti asilo gestito dalla onlus Partecipazione e Sviluppo di Bagni di Lucca. Ce ne sono cinque in pantaloni corti colorati, che parlano con una responsabile dell’associazione. Ma in realtà gli esuli presenti sono molti di più.
Ad oggi il rapporto è quasi uno a uno: un profugo per ogni abitante e mezzo. Ma potrebbe anche aumentare, vista la voce che annuncia l’arrivo di altri sedici nordafricani. A quel punto, il rapporto sarebbe uno a uno. «Sono troppi, non è giusto che dobbiamo essere solo noi a farcene carico», dice la gente di Castellaccia e su questo sono tutti d’accordo.
Le opinioni poi si dividono su come sta andando avanti questa convivenza, tra chi parla di una vicinanza comunque pacifica e chi invece denuncia comportamenti scorretti, tra accenni di risse e bisogni corporei fatti lungo le strade. «Fanno i propri comodi per strada come se non fosse niente: fanno i loro bisogni in giro senza preoccuparsi più di tanto», spiega una signora, facendo eco ad altri residenti.
Difficile passare inosservati a Castellaccia, in questo piccolo crocevia gavorranese, esteso su due file lungo la strada che lo taglia a metà. Un’osteria, alcuni fondi commerciali, la fermata dell’autobus e poco altro oltre alle abitazioni, in cui abitano le stesse persone da diversi anni, finendo così per conoscersi tutti tra di loro. È su questa base che è nata la petizione che conta decine di firme, abbastanza forte da richiamare l’attenzione della politica locale e regionale.
Sono bastati i numeri per riassumere il contesto: una sessantina i residenti, quarantaquattro ad oggi gli esuli ospitati, altri sedici quelli prospettati.
È stata la Lega Nord Toscana a rompere gli indugi, presentano una mozione alla giunta del governatore Enrico Rossi perché si faccia carico della vicenda mineraria e intervenga di conseguenza. Marco Casucci, il consigliere regionale firmatario del documento, giovedì è sceso in Maremma per ascoltare i cittadini e per vedere con i suoi occhi la situazione. «Ancora una volta siamo davanti a un caso increscioso – dice – I richiedenti andranno a superare il numero dei residenti: questa non è integrazione. Chiediamo nella mozione che si tenga conto della specificità delle frazioni e in più vogliamo trasparenza assoluta sui sistemi d’accoglienza». Non solo, c’è anche un’altra richiesta da parte del Carroccio toscano: «Vogliamo che gli stabili siano effettivamente idonei per ospitare così tanti immigrati».
Un intervento che ha portato alla risposta del Pd gavorranese, che in una nota ufficiale ha parlato della «necessità di alleggerimento» nella frazione e poi ha ribadito il concetto con un post secco del suo esponente (e assessore) Daniele Tonini: «Gavorrano ha già dato». «Questa situazione non è più gestibile», dicono i promotori della petizione. «Ormai tutti gli spazi pubblici sono utilizzati da loro e spesso arrivano i carabinieri per litigi o risse. E se arrivano i carabinieri qualcosa che non va c’è».
C’è poi chi non ha problemi nella convivenza con gli esuli, ma con questo contesto sì. «Sono bravi ragazzi – dice un anziano – Ma non è giusto che abbiano fatto un gruppo di profughi alla Castellaccia che supera gli abitanti».
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