La manifestazione
Fondazione Il presidente è alle porte
di Alfredo Faetti
«Questione di giorni», dice Luca Agresti E prende quota il nome di Giovanni Tombari
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GROSSETO. Probabilmente la riserva sarà sciolta la prossima settimana, quando in Comune ci sarà una riunione sotto la guida del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna per decidere chi sarà il prossimo presidente di Fondazione Cultura.
La lista dei papabili successori di Francesco Mori si va assottigliando e dei vari nomi in lizza ne restano ben pochi. Tra questi, nel vortice di indiscrezioni che circola nelle stanze della politica e del mondo culturale grossetano spicca adesso quello di Giovanni Tombari, architetto, presidente di Fai Grosseto. L’amministrazione deve sciogliere alcuni nodi rispetto a questa ipotesi, che comunque incarna quella figura capace di miscelare cultura e managerialità invocata da più parti in questi giorni.
Neanche a dirlo, le bocche a riguardo sono cucite. Conferme ufficiali insomma, in qualsiasi direzione, non ce ne sono Ma la questione è aperta e la discussione a riguardo è animata. Lo dimostrano i vari interventi di chi – come oggi per esempio la diocesi – auspica ascolto e condivisione nella scelta del nuovo presidente, dopo le dimissioni di Mori legate a motivi professionali.
«Noi dialoghiamo costantemente con tutte le realtà cittadine e abbiamo rapporti proficui», dice il vicesindaco con delega alla Cultura, Luca Agresti, che al momento si limita alle dichiarazioni di rito. «Valuteremo con serenità nei prossimi giorni e nelle prossime settimane – dice – Come amministrazione abbiamo la tranquillità di sapere che la macchina va avanti senza problemi: il consiglio di amministrazione è nel pieno delle sue funzioni, così come il vicepresidente (Sebastiano Venier) e il personale che sta lavorando per l’organizzazione dei prossimi eventi in programma».
Argomento quest’ultimo discusso anche in una riunione che si è tenuta nei giorni scorsi. Ma la riunione di cui più importa al momento è quella in agenda per la prossima settimana in municipio, da cui potrebbe venir fuori il nome del nuovo presidente. Una figura manageriale, in grado di gestire una macchina organizzativa piuttosto complessa e di trovare le risorse necessarie per garantire quella qualità culturale invocata da più parti.
È questo il profilo di cui va in cerca l’amministrazione dopo il passo indietro di Mori e nei dieci giorni che sono trascorsi da allora i nomi finiti sulla scrivania di Vivarelli Colonna sono stati molti. Quello di Alessandro Capitani, ad esempio, presidente dell’Istituzione Le Mura, magari per percorrere l’idea suggestiva di creare sinergia tra Fondazione Cultura e Istituzione Le Mura. O quello, lanciato a titolo personale dalla direttrice di Ascom, Gabriella Orlando, di Umberto Carini, presidente della Pro Loco.
Ora però sembra prendere quota Tombari, il cui curriculum è già nelle mani del sindaco per essere vagliato. Il profilo manageriale sarebbe così ben rispecchiato, data anche l’esperienza con il Fai (Fondo Ambiente Italiano), da sempre molto attivo in città per la tutela e soprattutto la valorizzazione del patrimonio storico, architettonico e monumentale di Grosseto.
Raggiunto ieri al telefono Tombari non ha negato che esiste una sua candidatura, spiegando però che al momento preferisce evitare qualsiasi commento.
Intanto una cosa appare certa: il terzo presidente dell’era Vivarelli Colonna ci sarà. E Fondazione Grosseto Cultura continuerà ad avere un futuro.
La lista dei papabili successori di Francesco Mori si va assottigliando e dei vari nomi in lizza ne restano ben pochi. Tra questi, nel vortice di indiscrezioni che circola nelle stanze della politica e del mondo culturale grossetano spicca adesso quello di Giovanni Tombari, architetto, presidente di Fai Grosseto. L’amministrazione deve sciogliere alcuni nodi rispetto a questa ipotesi, che comunque incarna quella figura capace di miscelare cultura e managerialità invocata da più parti in questi giorni.
Neanche a dirlo, le bocche a riguardo sono cucite. Conferme ufficiali insomma, in qualsiasi direzione, non ce ne sono Ma la questione è aperta e la discussione a riguardo è animata. Lo dimostrano i vari interventi di chi – come oggi per esempio la diocesi – auspica ascolto e condivisione nella scelta del nuovo presidente, dopo le dimissioni di Mori legate a motivi professionali.
«Noi dialoghiamo costantemente con tutte le realtà cittadine e abbiamo rapporti proficui», dice il vicesindaco con delega alla Cultura, Luca Agresti, che al momento si limita alle dichiarazioni di rito. «Valuteremo con serenità nei prossimi giorni e nelle prossime settimane – dice – Come amministrazione abbiamo la tranquillità di sapere che la macchina va avanti senza problemi: il consiglio di amministrazione è nel pieno delle sue funzioni, così come il vicepresidente (Sebastiano Venier) e il personale che sta lavorando per l’organizzazione dei prossimi eventi in programma».
Argomento quest’ultimo discusso anche in una riunione che si è tenuta nei giorni scorsi. Ma la riunione di cui più importa al momento è quella in agenda per la prossima settimana in municipio, da cui potrebbe venir fuori il nome del nuovo presidente. Una figura manageriale, in grado di gestire una macchina organizzativa piuttosto complessa e di trovare le risorse necessarie per garantire quella qualità culturale invocata da più parti.
È questo il profilo di cui va in cerca l’amministrazione dopo il passo indietro di Mori e nei dieci giorni che sono trascorsi da allora i nomi finiti sulla scrivania di Vivarelli Colonna sono stati molti. Quello di Alessandro Capitani, ad esempio, presidente dell’Istituzione Le Mura, magari per percorrere l’idea suggestiva di creare sinergia tra Fondazione Cultura e Istituzione Le Mura. O quello, lanciato a titolo personale dalla direttrice di Ascom, Gabriella Orlando, di Umberto Carini, presidente della Pro Loco.
Ora però sembra prendere quota Tombari, il cui curriculum è già nelle mani del sindaco per essere vagliato. Il profilo manageriale sarebbe così ben rispecchiato, data anche l’esperienza con il Fai (Fondo Ambiente Italiano), da sempre molto attivo in città per la tutela e soprattutto la valorizzazione del patrimonio storico, architettonico e monumentale di Grosseto.
Raggiunto ieri al telefono Tombari non ha negato che esiste una sua candidatura, spiegando però che al momento preferisce evitare qualsiasi commento.
Intanto una cosa appare certa: il terzo presidente dell’era Vivarelli Colonna ci sarà. E Fondazione Grosseto Cultura continuerà ad avere un futuro.
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