Attenzione
Dirigenti senza laurea sindaci assolti in Appello
di Francesca Gori
La vicenda era arrivata alla Corte dei Conti dopo una segnalazione anonima Una “leggerezza” costa a Bonifazi 10.000 euro, accolti i ricorsi di Antichi e Bellettini
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GROSSETO. All’inizio i milioni di euro che tre ex sindaci (Alessandro Antichi, Gabriele Bellettini ed Emilio Bonifazi) avrebbero dovuto pagare per risarcire il Comune di Grosseto erano quasi due. Poi, dopo la sentenza della Corte dei Conti che li ha giudicati per danno erariale, quei milioni sono diventati 486. 000. Sempre tanti, tantissimi. I tre ex sindaci, insieme ai due segretari comunali Riccardo Gherarducci e Mario Venanzi decisero di ricorrere in appello. Secondo la Procura generale presso la Corte dei Conti, la nomina di tre dirigenti che non avevano la laurea, aveva causat un danno erariale al Comune. Ora invece, i giudici della Sezione Terza Giurisdizionale Centrale d’Appello, non solo assolvono tutti ma entrano anche nel merito della sentenza emessa. Che condanna soltanto Emilio Bonifazi al pagamento di 10. 000 euro per una “leggerezza” che l’ex primo cittadino ha compiuto rinnovando gli incarichi dirigenziali nel 2008, quando la norma era cambiata e quando l’allora segretario generale Venanzi aveva presentato un fascicolo al sindaco nel quale si spiegava che quella procedura non poteva più essere seguita.
Durante il processo alla Corte dei Conti, l’ex segretario ha presentato ricorso chiedendo che la cifra che avrebbe dovuto pagare (59. 400 euro), fosse aggiunta a quella per la quale Bonifazi era stato condannato (quasi 90. 000 euro), scaricando di fatto tutta la responsabilità sull’ex sindaco che aveva seguito lo stesso iter dei suoi due predecessori. Assistiti dagli avvocati Gaetano Viciconte e Massimo Ceciarini (il solo Bellettini), i tre sindaci avevano presentato ricorso alla Corte d’Appello e avevano avuto ragione a farlo. «Mi aspettavo che venisse fatta giustizia – dice Alessandro Antichi – Questa vicenda era cominciata con un esposto anonimo fatto nei miei confronti. La bontà del nostro operato è stata finalmente sancita anche dai giudici. Quei dirigenti, nonostante non avessero la laurea, potevano occupare quei posti proprio in virtù della loro esperienza e professionalità».
Gira infatti tutto intorno a quelle nomine, una scelta fatta da Antichi, durante il suo mandato, che oggi, se fosse amministratore, farebbe di nuovo senza pensarci troppo. «Non mi sono mai pentito della scelta fatta – dice l’ex sindaco – perché quelle tre persone quel ruolo e anche quell’aumento di stipendio se lo sono guadagnato tutto». Le persone che furono nominate dirigenti, senza avere la laurea ma dopo che l’Ente era stato rassicurato dal parere di un professore universitario, erano Carlo Mori, capo di gabinetto del Comune, Bruno Medda che si occupava della gestione del personale e Pierluigi Bonucci, il direttore dei servizi informatici.
La sentenza della Corte d’Appello, oggi, lo dice chiaramente: la normativa sulla nomina dei dirigenti non era chiara fino al 2008 e i sindaci avevano legittimamente conferito l’incarico di dirigenti a Mori, Medda e Bonucci. Poi le cose erano cambiate ma l’allora sindaco Bonifazi, riconoscendo il valore dei dirigenti comunali che lavoravano al suo fianco e che erano stati scelti da un sindaco (Antichi), che era anche dello schieramento politico opposto, decise di confermare quei ruoli.
La segnalazione anonima arrivò da qualcuno che avrebbe voluto occupare quelle posizioni e l’obiettivo da colpire era stato proprio Alessandro Antichi. La segnalazione della nomina dei tre dirigenti arrivò alla Procura della Corte dei Conti attraverso l’esposto di un corvo. «Era un esposto anonimo - ricorda Antichi - anche se sapevo bene chi fosse stato. Personale che era stato assunto in Comune e che aveva una laurea, gente del mio schieramento politico che mi contestò di aver premiato dei comunisti». Il primo sindaco di centrodestra della Toscana però, a quelle accuse rispose picche e non fece alcun passo indietro. Così come Gabriele Bellettini ed Emilio Bonifazi, che seguirono Antichi in Comune.
Ora la vicenda si è chiusa per tutti. «Appena mi arriveranno gli atti - dice Emilio Bonifazi - pagherò quando dovuto. È vero che la norma era cambiata ma è anche vero che quei dirigenti meritavano di essere al loro posto. Non li avevo scelti io ma sono stato comunque contento di confermare quelle posizioni». Una conferma che è costata all’ex sindaco 10.000 euro.
Durante il processo alla Corte dei Conti, l’ex segretario ha presentato ricorso chiedendo che la cifra che avrebbe dovuto pagare (59. 400 euro), fosse aggiunta a quella per la quale Bonifazi era stato condannato (quasi 90. 000 euro), scaricando di fatto tutta la responsabilità sull’ex sindaco che aveva seguito lo stesso iter dei suoi due predecessori. Assistiti dagli avvocati Gaetano Viciconte e Massimo Ceciarini (il solo Bellettini), i tre sindaci avevano presentato ricorso alla Corte d’Appello e avevano avuto ragione a farlo. «Mi aspettavo che venisse fatta giustizia – dice Alessandro Antichi – Questa vicenda era cominciata con un esposto anonimo fatto nei miei confronti. La bontà del nostro operato è stata finalmente sancita anche dai giudici. Quei dirigenti, nonostante non avessero la laurea, potevano occupare quei posti proprio in virtù della loro esperienza e professionalità».
Gira infatti tutto intorno a quelle nomine, una scelta fatta da Antichi, durante il suo mandato, che oggi, se fosse amministratore, farebbe di nuovo senza pensarci troppo. «Non mi sono mai pentito della scelta fatta – dice l’ex sindaco – perché quelle tre persone quel ruolo e anche quell’aumento di stipendio se lo sono guadagnato tutto». Le persone che furono nominate dirigenti, senza avere la laurea ma dopo che l’Ente era stato rassicurato dal parere di un professore universitario, erano Carlo Mori, capo di gabinetto del Comune, Bruno Medda che si occupava della gestione del personale e Pierluigi Bonucci, il direttore dei servizi informatici.
La sentenza della Corte d’Appello, oggi, lo dice chiaramente: la normativa sulla nomina dei dirigenti non era chiara fino al 2008 e i sindaci avevano legittimamente conferito l’incarico di dirigenti a Mori, Medda e Bonucci. Poi le cose erano cambiate ma l’allora sindaco Bonifazi, riconoscendo il valore dei dirigenti comunali che lavoravano al suo fianco e che erano stati scelti da un sindaco (Antichi), che era anche dello schieramento politico opposto, decise di confermare quei ruoli.
La segnalazione anonima arrivò da qualcuno che avrebbe voluto occupare quelle posizioni e l’obiettivo da colpire era stato proprio Alessandro Antichi. La segnalazione della nomina dei tre dirigenti arrivò alla Procura della Corte dei Conti attraverso l’esposto di un corvo. «Era un esposto anonimo - ricorda Antichi - anche se sapevo bene chi fosse stato. Personale che era stato assunto in Comune e che aveva una laurea, gente del mio schieramento politico che mi contestò di aver premiato dei comunisti». Il primo sindaco di centrodestra della Toscana però, a quelle accuse rispose picche e non fece alcun passo indietro. Così come Gabriele Bellettini ed Emilio Bonifazi, che seguirono Antichi in Comune.
Ora la vicenda si è chiusa per tutti. «Appena mi arriveranno gli atti - dice Emilio Bonifazi - pagherò quando dovuto. È vero che la norma era cambiata ma è anche vero che quei dirigenti meritavano di essere al loro posto. Non li avevo scelti io ma sono stato comunque contento di confermare quelle posizioni». Una conferma che è costata all’ex sindaco 10.000 euro.
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