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Predatori in pieno giorno davanti ai pastori

MANCIANO. Mercoledì nero per le pecore del Grossetano. Due aggressioni si sono verificate a Montemerano e a Saturnia (Manciano). Un bilancio di pecore morte e ferite nonostante difese da cani e da...

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MANCIANO. Mercoledì nero per le pecore del Grossetano. Due aggressioni si sono verificate a Montemerano e a Saturnia (Manciano). Un bilancio di pecore morte e ferite nonostante difese da cani e da persone.

L’aggressione di Montemerano subita dall’azienda di Massimiliano Rossi ha quasi dell’incredibile, come racconta lui stesso: «Alle 8,15 – dice – nel mio podere mia moglie conduceva le pecore nel campo. A poca distanza c’ero io col mio trattore. A un certo punto una bestia si è infilata nel gregge dividendolo in due. Mia moglie ha pensato fosse un daino o un capriolo, ma poi ha messo a fuoco. A 50 metri da lei, un predatore color rossastro ha preso una pecora e l’ha portata verso il torrente. Mia moglie ha cominciato a urlare».

Rossi aveva tre cuccioli di cane al seguito, ma l’animale è tornato alla carica e ha continuato ad aggredire. Un’altra pecora è stata azzannata e una ammazzata. «Mia moglie Andreina non smetteva di urlare per allontanarlo – prosegue Rossi – ma quello continuava beatamente a mangiarsi la pecora. Alla fine se ne è andato».

Verso le 12 il predatore è tornato di nuovo per prendersi la carcassa. «Quel che colpisce è che sono senza alcuna paura dell’uomo – dice l’allevatore –. Mia moglie si dispera dicendo che non ha fatto di tutto per allontanarlo. Ma cosa avrebbe dovuto fare di più? Questi sembrano animali abituati all’uomo, quasi messi in libertà da poco. Devono per forza aver convissuto con le persone, altrimenti avrebbero paura di noi».

Lo stesso giorno, a Saturnia, al podere Lasconi, altra predazione per Virgilio Manini. Bilancio: una pecora morta sgozzata Nel podere ci sono anche i cani: «Con la presenza di cani – dice Manini – sono predate meno pecore, ma non si bloccano le aggressioni. Magari il cane può salvare qualche capo, ma non ci libera dalle aggressioni. Senza tener conto, poi, che questo tipo di prevenzione costituisce un alto rischio per i passanti, i ciclisti e per tutti coloro che transitano nelle campagne. Dunque il problema resta e se mai, si è aggravato». (f.f.)

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